Attaccamento e relazione di coppia: l'educazione influenza la scelta del partner

La teoria dell'attaccamento di Bowlby, proposta negli anni '60, enuncia la tipologia dei legami che il bambino piccolo crea con le figure di accudimento (caregiver)

Ci chiediamo spesso cosa determina la scelta del partner e delle relazioni in generale e se tale condizione sia influenzata dal tipo di educazione ricevuta. 

La teoria dell’attaccamento di Bowlby, proposta negli anni ’60, enuncia la tipologia dei legami che il bambino piccolo crea con le figure di accudimento (caregiver). Sembra che gli esseri umani hanno una predisposizione innata a formare legami con persone significative, alla ricerca di protezione, cura, amore. In tali relazioni che esistono dalla nascita alla morte, si costruiscono schemi mentali (Modelli Operativi Interni) rappresentazioni interne di se, delle figure di attaccamento e del mondo che veicolano la percezione e l’interpretazione degli eventi, consentendoci di fare previsioni sulla vita relazionale. 

In questo modo si spiega come un adulto organizzi la propria vita affettiva. È l’attaccamento il filo che tiene unita la coppia. Non tutti i legami, seppur significativi, sono relazioni di attaccamento che per esistere bisogna di: ricerca della vicinanza tra la persona attaccata e chi offre attaccamento; reazione di protesta per la separazione dal caregiver; base sicura, cioè la particolare atmosfera di sicurezza che si instaura tra il soggetto e la figura di attaccamento.

In merito a ciò si distingue un attaccamento sicuro, insicuro evitante, insicuro ambivalente, disorganizzato. Nel primo caso c’è una madre presente che risponde ai bisogni di conforto protezione e aiuto costantemente, per cui il bambino esplora l’ambiente sapendo di tornare alla sua base sicura e da adulto forgia le sue relazioni sulla fiducia, sa accettare aiuto e offrirne, gestisce il conflitto come momento di costruzione. Sarà confermata la percezione di persona degna di amore e accudimento creando una relazione stabile e duratura. 

Nel secondo caso (attaccamento insicuro-evitante) il bambino non sempre trova conforto perenne in una figura di accudimento che non riesce a sintonizzarsi sui suoi bisogni emotivi e impara a inibire le sue emozioni non sentendosi amabile e desiderabile. Da adulto vive costantemente nella paura dell’intimità, della perdita della persona amata con oscillazioni delle emozioni spesso soppresse, gioca in difesa verso la vita e l'amore per evitare delusioni e rifiuti già provati nell'infanzia.

Nell’attaccamento insicuro-ambivalente il bambino ha un caregiver che risponde alle sue richieste in modo imprevedibile e ipo-esplora l’ambiente perché ha paura a separarsi dalla figura di attaccamento temendo l’abbandono. Nella relazione con gli altri specie di coppia teme di amare, non ha fiducia nel rapporto e nel partner, manifesta sentimenti ossessivi, idealizza e catastrofizza velocemente, l'amore è quello travolgente, illusorio e drammatico, prova ansia dolorosa nella separazione.

Infine nell’attaccamento insicuro-disorganizzato il bambino, messo in pericolo dalla madre, manifesta comportamenti paradossali e disorganizzati, elaborando rappresentazioni confuse e incoerenti della relazione. In amore queste persone sono incapaci a scegliere partner affidabili, si fanno coinvolgere in relazioni distruttive con persone violente e aggressive. 

Sembra inoltre che si vada alla ricerca di ciò che è mancato nell’infanzia e nella relazione di attaccamento poiché rispecchiamo i modelli operativi interni o d’altra parte ricerchiamo persone con attaccamento simile perché ci poniamo nella stessa maniera nella relazione e siamo predisposti a quel tipo di scopi. Ad esempio se da piccoli abbiamo sperimentato rifiuti potremo andare alla ricerca di persone che colmino il nostro sé con continue richieste di conferme sull’amore; oppure convalidando i nostri modelli operativi interni ci leghiamo a persone che ci rifiutano, sono scontanti e freddi. 

Evidenziato ciò e comprendendo le nostre radici possiamo avere più chiara la percezione delle nostre relazioni e anche con l’aiuto di un esperto, possiamo cambiare rotta ai nostri legami se questi costantemente ci procurano malessere. Non sempre dobbiamo credere di meritare una situazione dolorosa solo perché il nostro sé lo ha sperimentato da sempre. 

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