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Se Brindisi ridiventasse anche una città di agricoltura e pesca

E' indubbio che gran parte dei problemi che affliggono il settore agroalimentare, gravemente avvertiti a livello locale, abbiano una dimensione sovranazionale e globale, e pertanto trovano sedi privilegiate di discussione e risoluzione in ambito europeo e in contesti quali Wto, Banca Mondiale ed altri ancora. Non è tuttavia accettabile l'assoluta indifferenza della politica nazionale e locale rispetto al settore, alle sue potenzialità e criticità.

Michele Trotti*27 marzo 2012

E' indubbio che gran parte dei problemi che affliggono il settore agroalimentare, gravemente avvertiti a livello locale, abbiano una dimensione sovranazionale e globale, e pertanto trovano sedi privilegiate di discussione e risoluzione in ambito europeo e in contesti quali Wto, Banca Mondiale ed altri ancora. Non è tuttavia accettabile l'assoluta indifferenza della politica nazionale e locale rispetto al settore, alle sue potenzialità e criticità.

Prescindendo dalle politiche governative, che pur meriterebbero non pochi rilievi in virtù di alcuni recenti provvedimenti, è difficile ignorare come, nel contesto dell'attuale campagna elettorale, vi sia una generale disattenzione sui temi inerenti il settore agricolo ed ittico nelle sue diverse specificità ed interrelazioni, attinenti il paesaggio, l'ambiente, la salvaguardia dei terreni agricoli, la biodiversità, il turismo, l'enogastronomia, il consumo critico e consapevole, la valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali, l'alimentazione e la tutela della salute dei consumatori. Parlo di risorse.

Rilevo al limite alcune dichiarazioni d'intenti, richiamanti un nuovo modello di sviluppo, che tuttavia non riescono concretamente a declinarlo, forse per un difetto di conoscenze, più probabilmente perché si ritiene che le amministrazioni comunali non abbiano grandi deleghe in rapporto all'agricoltura e all'agroalimentare. In parte è vero, ma…

Brindisi è il comune agricolo più esteso della provincia, aspetto completamente dimenticato, in una visione miope, dalle ultime amministrazioni di centrodestra. Brindisi è città di mare. In discontinuità con il passato, al di là di retoriche enunciazioni, si potrebbe riportare la città, pur nel rispetto delle altre vocazioni produttive, al centro del sistema agricolo provinciale, valorizzandone le produzioni agricole e i prodotti della pesca e stabilendo una forte sinergia con il settore turistico e commerciale.

Nell'ambito di tale nuova vision, andrebbe proposto e sostenuto, anche attraverso iniziative di approfondimento, il consumo critico e consapevole, ispirato alla sovranità alimentare. La qualità e la tipicità delle produzioni agricole ed enogastronomiche brindisine potrebbero essere vantaggiosamente valorizzate attraverso l'introduzione di un Marchio Territoriale Sostenibile che dovrebbe distinguere i produttori agricoli, i ristoratori, gli agriturismi, le masserie didattiche, le fattorie del gusto e gli esercizi commerciali che propongono prodotti realizzati in loco (a km. 0), tradizionali, tipici e/o biologici. Sostenendo, in un ottica di Filiera corta, il rapporto diretto tra produttori e consumatori, si garantirebbe un maggior reddito ai primi e possibilità concrete di risparmio ai secondi, garantendo la qualità dei prodotti, la loro origine e freschezza e non per ultimo un minor impatto ambientale.

La Filiera corta andrebbe altresì incoraggiata favorendo, dal punto di vista logistico e disciplinare, tutte le forme di vendita diretta dei prodotti agricoli ed ittici, sostenendo lo sviluppo dei Mercati degli Agricoltori (Farmers Market) attraverso un "Mercato Comunale Giornaliero per la Vendita dei Prodotti AgricolI" e reintroducendo il "Mercato del Pesce Mediterraneo" nella zona portuale, previa realizzazione delle necessarie infrastrutture. Tanto in concerto con azioni incisive di marketing territoriale, comunicazione e animazione, perché i mercati non siano solo un luogo di scambio di merci ma anche occasione di incontro ed approfondimento culturale. L'impiego dei prodotti locali (a km.0) dovrebbe altresì essere promosso e privilegiato nelle mense scolastiche, nel catering ospedaliero, case di riposo, nella distribuzione automatica nelle scuole, nelle mense aziendali, ecc.

Allo stesso modo il Comune potrebbe favorire la nascita e diffusione dei Gas (Gruppi di Acquisto Solidale), sostenendone la cultura e fornendo le necessarie strutture logistiche. Cosa aspettare, ancora, ad istituire con la collaborazione e partecipazione delle Organizzazioni Professionali interessate, un Albo dei Produttori Agricoli in Vendita Diretta del Comune di Brindisi che, opportunamente pubblicizzato, raccolga tutti i soggetti che operano in vendita diretta?

Un Portale informatico divulgativo (potrebbe essere "Brindisi in Campagna e nel Mare", ma spazio alla creatività) presenterebbe e promuoverebbe, attraverso il marketing telematico, la stagionalità dei nostri prodotti tipici, gli itinerari enogastronomici, le strade del vino e dell'olio, le masserie didattiche, sociali e terapeutiche, i centri benessere in ambito agrario, i prodotti della pesca, le diverse realtà di turismo rurale, bed and breakfast, agricampeggi, le aziende in vendita diretta anche sul territorio urbano, i ristoranti e le trattorie a km. 0, le aziende con prodotti biologici, la gastronomia brindisina, l'architettura rurale, la cultura e le tradizioni del mondo agricolo e della pesca.

Inoltre informerebbe su parchi e riserve, itinerari storici ed ambientali, piste ciclabili, news, eventi e iniziative. La congiunta programmazione sistematica di fiere e manifestazioni enogastronomiche, soprattutto durante il periodo estivo, con proposte di degustazione, non rappresenterebbe un costo, ma un investimento, poiché produrrebbe valore aggiunto.

Il Pescaturismo potrebbe e dovrebbe essere promosso. E' un'attività turistico-ricreativa che si svolge a bordo dei pescherecci, volta alla diffusione della cultura del mare. Rappresenterebbe un'opportunità di integrazione del reddito dei pescatori, che potrebbero organizzare sulle loro imbarcazioni brevi escursioni lungo le coste, consentendo l'osservazione delle attività di pesca professionale e la pratica di pesca sportiva, oltre alla ristorazione a bordo o a terra (Ittiturismo), comprendendo anche tutte quelle attività finalizzate alla conoscenza e alla valorizzazione dell'ambiente costiero utili ad avvicinare adulti e ragazzi al mondo della pesca. Dove se non a Brindisi? Occorrerebbe investire nell'agricoltura nelle sue diverse declinazioni, introducendo nel territorio esperienze di Agricoltura Etica, Sociale e Terapeutica. La costituzione di un Gruppo di Azione Locale (Gal) composto da soggetti pubblici e privati, promuoverebbe lo sviluppo sostenibile e integrato del territorio, attraverso un Piano di Sviluppo Locale.

Nella pianificazione urbanistica deve essere tutelato il territorio a vocazione agricola, salvaguardandolo dalla speculazione e riducendone a zero il consumo netto, evitando che l'utilizzo di suolo agricolo per usi edificatori, infrastrutturali, di produzione energetica o biomasse (land grabbing) mettano a rischio il radicamento e la sostenibilità delle produzioni agroalimentari compromettendo l'ambiente del territorio comunale. Incentivando l'impiego delle più moderne tecnologie per il risparmio energetico, andrebbe favorita la gestione di piccoli impianti fotovoltaici affidata agli agricoltori, evitando la costruzione di impianti a terra ma privilegiando quelli integrati. Si potrebbe dare attuazione alla legge di Orientamento in Agricoltura, che permette, in deroga alla normativa sugli appalti, di assegnare direttamente alle aziende agricole, per importi economici limitati, determinati lavori di sistemazione e manutenzione da eseguire sul territorio.

Un Mercato ortofrutticolo ed ittico intermodale rappresenterebbe il fulcro di una rete di commercializzazione estesa al territorio e proiettata ai mercati nazionali ed internazionali. In un ottica di concertazione , dovrebbe essere incrementata la collaborazione del Comune con la Provincia e la Regione per la soluzione dei problemi inerenti l'agricoltura. Tanto in concerto con la Cciaa, l'Amm.ne Prov.le di Brindisi e le Associazioni di categoria agricole e della pesca. Poche idee, nulla di esaustivo, alla portata di un'Amministrazione Comunale, che laddove si concretizzassero potrebbero contribuire a determinare un nuovo modello di sviluppo e di città.

*dottore in Scienze Agrarie

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