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Inchiesta sul capannone Di Castri: avviso di garanzia per l’ex comandante dei vigili

FRANCAVILLA FONTANA - Presunti abusi edilizi - con appendice d'abusi d'ufficio - intorno ad un capannone industriale della zona Pip di Francavilla Fontana, arriva il quinto avviso di garanzia, all'indirizzo dell'ex comandante della polizia municipale Francesco Taurisano, oggi vice.segretario generale dello stesso Comune francavillese. Le ipotesi di reato che pendono a carico dell'ex capo dei vigili urbani sono le stesse indirizzate nei giorni scorsi a due geometri comunali, un ingegnere libero professionista e un imprenditore, finiti nel registro degli indagati del pubblico ministero Raffaele Casto. Si tratta dei tecnici in forza all'Utc Antonio Pontecorvo e Pompeo Carriere, oltre che che del progettista del capannone in questione Pietro Della Corte e dell'imprenditore proprietario dello stesso Vincenzo Di Castri. Per la stessa vicenda Taurisano è stato ascoltato nella mattinata di ieri dal magistrato inquirente. Il dirigente, affiancato dal legale Roberto Palmisano, ha declinato ogni accusa.

Sonia Gioia 8 giugno 2011

FRANCAVILLA FONTANA - Presunti abusi edilizi - con appendice d'abusi d'ufficio - intorno ad un capannone industriale della zona Pip di Francavilla Fontana, arriva il quinto avviso di garanzia, all'indirizzo dell'ex comandante della polizia municipale Francesco Taurisano, oggi vice.segretario generale dello stesso Comune francavillese. Le ipotesi di reato che pendono a carico dell'ex capo dei vigili urbani sono le stesse indirizzate nei giorni scorsi a due geometri comunali, un ingegnere libero professionista e un imprenditore, finiti nel registro degli indagati del pubblico ministero Raffaele Casto. Si tratta dei tecnici in forza all'Utc Antonio Pontecorvo e Pompeo Carriere, oltre che che del progettista del capannone in questione Pietro Della Corte e dell'imprenditore proprietario dello stesso Vincenzo Di Castri. Per la stessa vicenda Taurisano è stato ascoltato nella mattinata di ieri dal magistrato inquirente. Il dirigente, affiancato dal legale Roberto Palmisano, ha declinato ogni accusa.

Il fascicolo d'indagine nasce dalle dichiarazioni rese in aula dai testimoni nel dibattimento di un altro processo, concluso il 19 maggio scorso di fronte al tribunale di Brindisi, sezione distaccata di Ostuni. Si tratta del procedimento a carico dell'ex assessore provinciale Gaetano Roma e del giornalista Tonino Saponaro, entrambi assolti dal giudice Genantonio Chiarelli dalle accuse di calunnia formulate a seguito di una querela dell'onorevole Pdl Luigi Vitali. Quattro anni fa Roma comparve nei panni di ospite di una trasmissione televisiva condotta dal patron Saponaro, si discusse delle due sedute consigliari che avevano avuto per oggetto il capannone in questione. Nel testo della querela per calunnia l'onorevole Vitali denunciava di essere stato ingiustamente accusato di aver consentito, al pari dei maggiorenti della coalizione di governo, abusi edilizi in cambio di sostegno elettorale.

I fatti risalgono al 2007, quando una pattuglia della polizia municipale, addetta alle verifiche in campo edilizio, fa visita al capannone di proprietà dell'imprenditore Vincenzo De Castri, edificato su progetto di Della Corte. I due agenti, fra cui Angelo Roma - fratello dell'assessore provinciale - registrano una serie di irregolarità, di cui lo stesso vigile urbano chiamato a testimoniare nel processo per calunnia, ha riferito in aula. Proprio quest'ultimo, dinanzi al giudice Chiarelli aveva raccontato di essere stato rimosso dall'incarico di proseguire le verifiche sui presunti abusi su decisione dell'allora comandante Francesco Taurisano che oggi finisce sotto inchiesta insieme al resto degli indagati.

Il dirigente è stato chiamato a spiegare gli atti compiuti immediatamente dopo avere avocato a sé il fascicolo, su direttiva - a quanto pare - dell'onorevole Luigi Vitali. Roma ha detto in dibattimento: "Vitali in consiglio comunale disse che aveva personalmente chiesto al mio dirigente di avocare a se stesso le indagini, poiché io venivo accusato di applicare la legge con troppa rigidità". Il permesso a costruire, è un fatto, sarebbe stato rilasciato a posteriori, da lì a qualche giorno, malgrado le irregolarità registrate dalla pattuglia poi rimossa dall'incarico. Fu il giudice Chiarelli a interrompere la testimonianza del vigile per chiedere se avesse già informato la procura dei fatti di cui stava riferendo.

Dai banchi dell'opposizione, Mario Filomeno in testa, si levarono feroci sospetti sulla regolarità delle concessioni edilizie rilasciate dall'ufficio tecnico comunale con l'avallo della maggioranza, quesiti indirizzati in particolare nei confronti dell'onorevole Vitali. L'allora assessore provinciale Roma, ai microfoni di Trcb, riferì i contenuti di quell'acceso confronto consigliare, e il deputato Pdl non esitò a sporgere querela, con l'esito che si è detto.

Sono questi gli antefatti che hanno fatto scattare le recenti informazioni di garanzia a carico dei due tecnici comunali che rilasciarono i permessi, malgrado i sigilli apposti (e poi rimossi) al capannone stesso su input della procura. Ipotesi di reato ancora tutte da verificare, naturalmente, anche quelle a carico dell'imprenditore e del progettista, oltre che dell'attuale vice-segretario comunale. Le indagini, questo è un fatto, non sono ancora concluse. E promettono ulteriori sorprese. L'inchiesta infatti, pare avere scoperchiato un vaso di pandora che ha portato gli inquirenti molto lontano, ben oltre i confini della zona industriale francavillese.

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