Mezzaluna, apre il cantiere e infuriano le polemiche: "In pericolo lama e grotte"

CAROVIGNO - Al via i lavori. Ma sul residence che costeggia la lama è polemica. Così ieri in località Carisciola, a ridosso del litorale di Mezzaluna, una delegazione del Sel di Carovigno ha fatto visita al cantiere, dove da alcuni giorni sono in corso i lavori per la costruzione di un villaggio residenziale, ridando fiato alla protesta: “E’ a rischio un’area di interesse archeologico, paesaggistico ed ambientale. Gli enti preposti, comune in testa, dovrebbero intervenire per impedire che sia compromessa l’area che abbraccia l’antica lama”. Sul posto, per un sopralluogo, sono giunti in mattinata anche gli agenti della Guardia forestale.

Torre Santa Sabina

CAROVIGNO - Al via i lavori. Ma sul residence che costeggia la lama è polemica. Così ieri in località Carisciola, a ridosso del litorale di Mezzaluna, una delegazione del Sel di Carovigno ha fatto visita al cantiere, dove da alcuni giorni sono in corso i lavori per la costruzione di un villaggio residenziale, ridando fiato alla protesta: “E’ a rischio un’area di interesse archeologico, paesaggistico ed ambientale. Gli enti preposti, comune in testa, dovrebbero intervenire per impedire che sia compromessa l’area che abbraccia l’antica lama”.  Sul posto, per un sopralluogo, sono giunti in mattinata anche gli agenti della Guardia forestale.

Un’annosa controversia quella che vede contrapposti alcuni cittadini e le amministrazioni di volta in volta succedutesi a Carovigno. Il diverbio, nato intorno agli anni ’70, momento di massimo dinamismo in campo edile, verte sulla contrapposizione tra il diritto privato avanzato da alcuni cittadini  - che hanno acquistato i terreni siti sul costone occidentale della lama della Mezzaluna -  e il diritto pubblico alla tutela di un’area sensibile sotto l’aspetto idrogeologico e di alto pregio sotto il profilo archeologico e ambientale.

“Sebbene l’odierna amministrazione comunale si è finalmente attivata verso una programmazione di interventi sul territorio ai fini della redazione del Pug, emerge tuttavia che la stessa non si è mai voluta avvalere delle ricerche svolte in collaborazione con l’Università del Salento, mirate alla conoscenza del patrimonio culturale (archeologico, paesaggistico) del territorio di Carovigno e intese a definire nuove linee guida per lo sviluppo sostenibile di questo territorio".

"Ciò che oggi risulta evidente agli occhi di tutti, è che il territorio, specie quello paralitoraneo, è affranto dal cancro della speculazione edilizia e rischia di perdere molto più di semplici resti del passato, con un danno non solo a ciò che attiene l’archeologia, lo studio e la ricostruzione del passato, ma anche per quanto attiene alle biodiversità faunistiche e floristiche”.

E’ quanto sostiene - in una relazione inviata all’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente – l’archeologa Carmela Iaia. “Perdere quel tratto di costa - spiega - significherebbe dare l’idea che il patrimonio culturale, paesaggistico e archeologico può sottostare agli interessi di pochi in barba alle normative esistenti e note sulla tutela del paesaggio e dei beni culturali in senso più ampio.

Il progetto - commissionato dal Consorzio “Carisciola” e realizzato dall’impresa “Grego & company srl”, sotto la direzione dei lavori dell’architetto Cosimo Lomonaco – ha acquisito nel giugno del 2009 il nulla osta all'intervento: ossia il permesso a costruire. Lavori in regola, dunque. Sulla carta, nulla da eccepire.

Ma per la delegazione del Sel impegnata da anni a contrastare il progetto (in prima fila Primarosa Saponaro, Maria Filomena Magli e l’archeologa Carmela Iaia), nella questione della Mezzaluna emergono alcune anomalie: “La prima, è la mancanza ad oggi, della volontà di tutelare un’area molto fragile, attraverso l’imposizione di un vincolo prima di tutto idro-geologico, poi paesaggistico ed infine archeologico".

"Sia la Soprintendenza dei Beni culturali, sia le varie Amministrazioni comunali, nonostante gli input ricevuti dai cittadini e dagli studiosi, non si sono mai interessate all’area e alla sua tutela anche ai fini di una sua valorizzazione. Inoltre, sugli elaborati tecnici (Putt) del 1993, utilizzati come strumenti urbanistici, l’area della Mezzaluna viene indicata “ripa fluviale” e non lama, ma ancora peggio, non sono indicate le numerose grotte, oggi in avanzato stato di erosione, presenti sui suoi costoni laterali: degno di nota è il fatto che il Comune di Carovigno non ha ancora tra i suoi elaborati tecnici, uno studio dettagliato contenente i dati di censimento delle grotte presenti sul territorio amministrato”. Tutto questo, ai fini di una pianificazione di interventi, equivale e si traduce nella possibilità di aumentare la superficie, il volume e l’entità di azioni edili a ridosso della stessa a scapito del sito”.

A monte, dunque, una serie di dubbi sui rischi che potrebbero derivare dal nuovo insediamento: “E’ fuori di dubbio – spiegano i dirigenti di Sel - che il nuovo complesso residenziale è destinato a sorgere su un’area fragile dal punto di vista idrogeologico, peraltro caratterizzata da un ricco patrimonio archeologico e ambientale: “Così – afferma l’archeologa - si cancella la storia e si compromette anche la lama”.

In mattinata sul posto è intervenuto, per un sopralluogo, anche il personale della Guardia forestale. Ma è sul piano politico, che il Sel pretende risposte e soluzioni: “Chi ha il dovere di opporsi lo deve fare. E’ plausibile l’interesse dei privati, a maggior ragione di fronte a un permesso a costruire. Ma è altrettanto legittimo che l’ente pubblico faccia tutto il possibile per tutelare il territorio da insediamenti che rischiano di cancellare secoli di storia, danneggiando irreparabilmente la morfologia del territorio”.

Da qui l’istanza, rivolta alla Pubblica amministrazione locale, alla Regione e agli organi di tutela, a partire dalla Soprintendenza, “sino ad oggi sordi”, affinché, oltre a vigilare sui lavori in corso, “impediscano un ulteriore scempio lungo la costa”. Ed annuncia battaglia anche il Partito della Rifondazione comunista: “No alla nuova colata di cemento sul canalone di Lama di Mezzaluna. Chiediamo chiarimenti al Comune di Carovigno in ordine alla manomissione sito archeologico e del canale”, tuona Vito Uggenti.

E lunedì prossimo (dalle ore 9 alle 13) un gazebo di protesta terrà banco a Mezzaluna, promosso dai Comunisti sinistra popolare, che in una nota denunciano il silenzio delle opposizioni consiliari sull'argomento: "Prendiamo le distanze - scrive Tonino Mosaico -  dal gruppo consigliare di opposizione carovignese, in quanto nulla ha detto e fatto contro la costruzione sul canalone di Mezzaluna. Chiediamo alla cittadinanza di manifestare il proprio sdegno contro la scelta di cementificare la parte più bella di contrada Carisciola”.

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