Ostunese nella banda del bancomat sgominata a Bologna: 7 arresti dei carabinieri

BOLOGNA - C’è anche un ostunese tra i componenti la presunta banda del bancomat sgominata all’alba di stamane dai carabinieri di Bologna. Sette le persone, tutte già note alle forze dell'ordine, tratte in arresto nell’ambito dell'operazione denominata «Luccio». Su provvedimento del gip Andrea Scarpa, che ha accolto la richiesta del pm Francesco Caleca, sono finiti in carcere: Andrea Luccarini, detto Lopez o Luccio, bolognese di 45 anni; Davide Santagata (bolognese di 43 anni), Alex Caruso (bolognese di 27 anni), Giovanni Di Rosa (originario di Melito Irpino, Avellino, 50 anni, residente a Bologna), Stefano Corona (nato a Oristano, 21 anni, residente a Bologna), Stefano Monari (detto Teto, bolognese di 40 anni) e Oronzo Turi: quest’ultimo originario di Ostuni, 38 anni, residente a Minerbio, nel Bolognese.

La Banda del bancomat

BOLOGNA -  C’è anche un ostunese tra i componenti la presunta banda del bancomat sgominata all’alba di stamane dai carabinieri di Bologna. Sette le persone, tutte già note alle forze dell'ordine, tratte in arresto nell’ambito dell'operazione denominata «Luccio». Su provvedimento del gip Andrea Scarpa, che ha accolto la richiesta del pm Francesco Caleca, sono finiti in carcere: Andrea Luccarini, detto Lopez o Luccio, bolognese di 45 anni; Davide Santagata (bolognese di 43 anni), Alex Caruso (bolognese di 27 anni), Giovanni Di Rosa (originario di Melito Irpino, Avellino, 50 anni, residente a Bologna), Stefano Corona (nato a Oristano, 21 anni, residente a Bologna), Stefano Monari (detto Teto, bolognese di 40 anni) e Oronzo Turi: quest’ultimo originario di Ostuni, 38 anni, residente a Minerbio, nel Bolognese.

I provvedimenti sono stati eseguiti nelle prime ore del mattino con l'impiego di 100 militari del Comando provinciale di Bologna supportati da unità cinofile e da un elicottero del Nucleo elicotteri di Forlì. Sono state anche eseguite sette perquisizioni domiciliari. Tre gli assalti non andati a buon fine: al centro commerciale “Le querce” di Reggio Emilia il 9 febbraio scorso, all'Ufficio postale di Renazzo (Ferrara) il 19 febbraio, e al "Monte dei Paschi" di Mirabello (Ferrara) il 26 febbraio.

In quest'ultimo caso era rimasto gravemente ferito Caruso, poi abbandonato dai suoi complici davanti all'ospedale Maggiore di Bologna. A causa della deflagrazione l'uomo è rimasto gravemente menomato ed è stato dimesso solo da poco dall'ospedale. È l'unico del gruppo, infatti, a non essere finito in carcere proprio per le sue gravi condizioni di salute.

Le telecamere a circuito chiuso avrebbero registrato e immortalato più di una sequenza. Dagli assalti falliti, all’esplosione imprevista,  sino al trasporto in ospedale di Caruso, il malvivente rimasto ferito proprio durante la deflagrazione galeotta e quindi abbandonato al pronto soccorso del “Maggiore” di Bologna.

L’attività investigativa ha consentito ai carabinieri di rintracciare l'Audi rubata usata dai banditi per l'assalto. Era nascosta in un garage di Granarolo nel Bolognese. Dentro vi erano due bombole di acetilene e ossigeno modificate, giacche a vento, guanti e altro materiale per gli assalti. Trovate anche tracce di sangue, le quali sarebbero proprio di Caruso.

Sei degli arrestati, tranne Stefano Monari, devono rispondere di fabbricazione e porto illegale di materiale esplodente per i tre colpi e di riciclaggio per l'Audi a cui avevano applicato un'altra targa. Stefano Monari e Andrea Luccarini devono rispondere di fabbricazione, detenzione e porto illegale di pistola.

I due, insieme ad un altro complice non identificato, la sera del 27 dicembre scorso, mentre percorrevano la Cirenaica, hanno sparato colpi di arma da fuoco. Andrea Luccarini e Stefano Corona rispondono del colpo tentato a Reggio. Andrea Luccarini, Giovanni Di Rosa e l’ostunese Oronzo Turi di quello all'ufficio postale di Renazzo.

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