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Ceglie: apre l’ospedale di comunità

CEGLIE MESSAPICA - A poco più di un anno dalla chiusura il nosocomio civile di Ceglie Messapica riapre i battenti sotto la nuova formula di ospedale di comunità. Si tratta, per il momento, di otto posti-letto dislocati al secondo piano della struttura e affidati alla gestione diretta dei medici di base, che vi potranno ricoverare i loro assistiti e curarli direttamente.

no10 maggio 2012

CEGLIE MESSAPICA - A poco più di un anno dalla chiusura il nosocomio civile di Ceglie Messapica riapre i battenti sotto la nuova formula di ospedale di comunità. Si tratta, per il momento, di otto posti-letto dislocati al secondo piano della struttura e affidati alla gestione diretta dei medici di base, che vi potranno ricoverare i loro assistiti e curarli direttamente.

"Il provvedimento, all'apparenza modesto, riveste, invece, sotto molti aspetti, un significato rilevante", spiega Giuseppe Chirulli, per il Comitato civile in difesa della struttura ospedaliera locale. "Anzitutto perché offrirà alla cittadinanza cegliese, in tante circostanze, una buona opportunità di cura senza l'obbligo della ricerca del posto letto in altri nosocomi della provincia o della regione. Sarà, poi, per i medici di famiglia un buon campo di prova e stimolo allo sviluppo delle capacità professionali in un contesto di rinnovata fiducia medico-paziente. Infine l'Asl potrà verificare quanto sia proponibile e vantaggioso l'approdo del medico di base all'interno dell'ospedale".

Una tale esperienza è già attiva in qualche altro nosocomio, come per esempio a Cisternino, ma resta comunque una novità, anche a livello nazionale, ed evento degno della massima considerazione. "Se la scelta operata per Ceglie dovesse rivelarsi fruttuosa - spiega Chirulli - ci sarebbero più elementi per politici e dirigenti delle Asl a continuare per la strada intrapresa. Il sistema sanitario nazionale, in grave crisi finanziaria e organizzativa, potrebbe trovare così la soluzione a molti problemi".

La chiusura degli ospedali di zona operata qualche mese fa ha portato a una drastica diminuzione dei posti letto, a ridotte possibilità di ricovero e congestione dei pronto soccorso ancora in funzione: "Ne vediamo le conseguenze tutti i giorni con migliaia di casi di malasanità segnalati da giornali e televisione. I pronto soccorso dei grossi centri ospedalieri, trasformati in bolge dantesche, sono una vergogna per un paese, come il nostro, che pretende di passare per civile. Non si può cancellare un servizio indispensabile e pretendere di andare avanti senza sostituirlo con qualcos'altro: la soluzione operata per Ceglie potrebbe rivelarsi intelligente ed economica".

"La carta del medico di base utilizzato a trecentosessanta gradi e nelle corsie degli ospedali e in ambulatori costantemente aperti ai pazienti potrebbe rivelarsi vincente. C'è solo da chiedersi dove troverà il tempo il povero medico di famiglia che già ora fatica parecchio a stare dietro a tutti gli impegni. Speriamo che in futuro venga almeno alleggerito delle beghe burocratiche che rappresentano tanta parte del suo lavoro".

Il merito principale della riapertura dell'ospedale per Chirulli va dato in primo luogo al direttore generale dell'Asl di Brindisi, Paola Ciannamea: "Già con la sua delibera del dicembre scorso aveva deciso in tal senso. In questi ultimi mesi ha portato a termine il progetto, con ferrea determinazione, nonostante le critiche autolesionistiche che giungevano dalla stessa Ceglie. Un plauso va anche al Consigliere Regionale Giovanni Epifani ed al sindaco di Ceglie Messapica Luigi Caroli per l'impegno proficuo al fianco del Dirigente Asl nell'ambito delle rispettive competenze".

L'auspicio? "Che l'ospedale, organizzato secondo criteri moderni e innovativi, diventi per i cegliesi la struttura sanitaria di riferimento". E proprio il consigliere Giovanni Epifani, esprime nel merito la propria soddisfazione: " E' noto a tutti la difficile situazione in cui versa il Servizio Sanitario Regionale dovuta alla imposizione, da parte del Governo Nazionale di tagli alla spesa sanitaria che si è tradotta in una drastica rideterminazione dei servizi ospedalieri. Nonostante tale situazione, il fattivo impegno operato dalla Direzione Generale e degli Uffici competenti della Asl Br 1 per l'opera di riconversione intrapresa per l'Ospedale di Ceglie Messapico ha realizzato un risultato certamente meritorio".

Epifani sottolinea come siano stati eseguiti significativi interventi di riconversione: "Ambulatori per la cura del diabete, ipertensione e chirurgia ortopedica; Servizio Adi (Assistenza domiciliare) e protesico per le popolazioni di Ceglie, San Michele Salentino e Villa Castelli; l'Ospedale di comunità (8 posti letto) già attrezzato; apertura della Pua (porta unica di accesso) per l'attivazione dei servizi socio-assistenziali integrati con l'apertura dello sportello all'utenza; prossima installazione di una Tac già appaltata; trasferimento degli Uffici del Dipartimento di Prevenzione (Ufficio igiene e medicina legale)". Epifani infine conclude: "Mi auguro che le sollecitazioni rivolte dal sottoscritto all''assessorato regionale alla Sanità producano, a breve, l'autorizzazione regionale per l'attivazione della Suap in collegamento con il centro neurolesi".

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