Cup Brindisi: meno sportelli e licenziati/ Video

BRINDISI – I tempi di attesa sono estenuanti al Cup (Centro unico di prenotazione) di via Dalmazia. Questo anche in conseguenza del trasferimento in altri Comuni della provincia di 2 dei 5 sportelli di cui è munita la struttura.

I lavoratori licenziati

BRINDISI – I tempi di attesa sono estenuanti al Cup (Centro unico di prenotazione) di via Dalmazia. Questo anche in conseguenza del trasferimento in altri Comuni della provincia di 2 dei 5 sportelli di cui è munita la struttura. Ma la conseguenza più allarmante di questa decisione è che 19 persone rischiano di restare senza lavoro. Si tratta dei dipendenti della ditta, la Svim Service (ex Privia Spa), che garantisce per conto dell’Asl il servizio di prenotazione di visite mediche e analisi cliniche presso i vari Cup sparsi nel Brindisino.

Alcuni di essi si sono ritrovati stamani davanti agli uffici dell’Asl di via Dalmazia per manifestare tutta la loro inquietudine (video). “Negli altri sportelli Cup della provincia di Brindisi – a dire dei manifestanti - lavorano infermieri, cosa totalmente in conflitto con la legge regionale 40/2007. Se questi infermieri venissero riassegnati ai loro compiti ordinari, i 19 lavoratori licenziati – dicono ancora i protagonisti della protesta – avrebbero maggiori possibilità di lavorare e di dare un servizio altamente professionale ai cittadini”.

I dimostranti avevano dato la loro disponibilità a ridursi il monte di ore lavorative pur di allontanare lo spauracchio del licenziamento. Ma la loro proposta, a quanto pare, è caduta nel vuoto. “Il Cup di via Dalmazia – dichiara uno dei manifestanti, Giuseppe Massaro – è un esempio eclatante di come si vadano a chiudere delle postazioni, nonostante vi siano delle persone disposte a lavorare, tagliandosi anche i rispettivi stipendi. Questa storia inizia nel 2005, quando il servizio venne esternalizzato”.

“Ma l’esternalizzazione – prosegue Massaro - riguardò solo 42 sportelli, mentre gli sportelli totali sono 51. Presso gli altri sportelli opera del personale in conflitto con la legge regionale del 2006, che vieta all’Asl di utilizzare unità fuori mansione”. Nel corso di un sit-in di protesta svoltosi venerdì presso la sede dell’Asl di via Napoli, rione Casale, i licenziati avevano proposto all’azienda sanitaria di concedere il servizio alla loro ditta, anche con un monte di ore lavorative inferiore rispetto a quello previsto dal capitolato.

“In questo modo – spiega ancora Massaro – avremmo lavorato tutti, garantendo un servizio di qualità al pubblico. E’ da otto anni che facciamo questo lavoro. E in questi 8 anni abbiamo avuto 120 contratti interinali, lavoro a chiamata, nonostante la nostra piena legittimazione al trattamento di dati sensibili per conto degli uffici del Cup della Regione Puglia”.

La manifestazione svoltasi stamani in via Dalmazia verrà replicata nei prossimi giorni presso i diversi Cup ubicati in provincia. In ballo, come detto, non c’è solo la sorte di 19 lavoratori, ma anche la qualità del servizio fornito all’utenza. Un’anziana brindisina in fila al Cup di via Dalmazia per prenotare una visita oculistica ci ha riferito che l’attesa può durare anche più di due ore. E gli utenti, la maggior parte dei quali anziani, devono munirsi di una buona dose di pazienza nella lunga attesa che sul display esca il numero corrispondente al loro tagliando.

 

In Evidenza

I più letti della settimana

  • “Mi hanno salvato la vita, grazie all’equipe di Chirurgia Generale”

  • Diabete: screening gratuito in piazza Vittoria

  • Giornata mondiale del Diabete: a Fasano tre giorni di iniziative

  • Lions Club e i Leo Club organizzano uno “Screening gratuito dell’udito” in piazza

Torna su
BrindisiReport è in caricamento