Proroga contratti Asl, chiesto incontro

BRINDISI - La legge di stabilità 2013-2015 varata dal governo tecnico italiano lo scorso 24 dicembre, grazie al comma 400 per i precari delle amministrazioni pubbliche in generale e per quelli della Asl in particolare, riapre la possibilità di prorogare i contratti fino al 31 luglio 2013.

La direzione della Asl di Brindisi

BRINDISI - La legge di stabilità 2013-2015 varata dal governo tecnico italiano lo scorso 24 dicembre, grazie al comma 400 per i precari delle amministrazioni pubbliche in generale e per quelli della Asl in particolare, riapre la possibilità di prorogare i contratti fino al 31 luglio 2013.

Pertanto la Cisl funzione pubblica ha richiesto un incontro alla direzione generale della Asl di Brindisi riguardante, appunto, la proroga di altri sette mesi dei contratti di lavoro a tempo determinato. Ciò consentirebbe a un centinaio di lavoratori della sanità, di ogni categoria professionale, di poter proseguire il proprio rapporto lavorativo fino a luglio 2013 assicurando così una continuità curativa -assistenziale di maggior qualità.

"Ricordiamo - scrive Aldo Gemma, segretario generale della Cisl Fp di Brindisi - che il personale sanitario (medico e non) e quello addetto all’assistenza alberghiera nel nostro territorio e quindi nell’unica Asl presente, è in percentuale il più basso del Paese e la continuità lavorativa consente di migliorare la qualità (nel tempo si affinano i protocolli operativi) impedendo anche le varie migrazioni verso altre aziende sanitarie".

Il comma 400 della legge 228 del 24 dicembre 2012,  stabilisce, previo accordo con le organizzazioni sindacali di categoria, che si possono prorogare i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere al 30 novembre 2012, che superano il limite dei 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, fino e non oltre il 31 luglio 2013.

"E' palese che tale disposizione - scrive Gemma - consentirebbe il raggiungimento di un duplice risultato e cioè dare continuità lavorativa ai dipendenti subordinati a tempo determinato (anche solo per altre sette mesi) e una migliore risposta di sanità ai cittadini del nostro territorio così depauperato delle risorse umane dedicate al soddisfacimento di richiesta di tutela del bene primario".

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