Sanità e tagli, Colizzi a Carovigno

CAROVIGNO – Sanità e Piano di rientro: se ne parlerà domani sera (ore 18,30), presso il Castello di Carovigno, nel corso di un incontro dibattito promosso dal locale circolo Sel. A relazionare sul tema sarà Franco Colizzi (segreteria regionale Sel), che nei giorni scorsi ha inviato una lettera aperta all’assessore regionale alla Sanità Ettore Attolini.

L'ospedale di Ostuni

CAROVIGNO – Sanità e Piano di rientro: se ne parlerà domani sera (ore 18,30), presso il Castello di Carovigno, nel corso di un incontro dibattito promosso dal locale circolo Sel. A relazionare sul tema sarà Franco Colizzi (segreteria regionale Sel), che nei giorni scorsi ha inviato una lettera aperta all’assessore regionale alla Sanità Ettore Attolini.

“Il mio obiettivo – spiega Colizzi – è quello di sollecitare una discussione pubblica non gridata sul significato di fondo delle attuali politiche sanitarie in Puglia, sottraendomi a sterili o, peggio, dannose polemiche localistiche non sorrette da analisi attente e da visioni più complessive”. Nella missiva, Colizzi si è fatto portavoce di un suo personale appello: “Si deve realizzare il piano di rientro finanziario, ma l’obiettivo di fondo non può essere il mero risparmio di denaro, bensì la riarticolazione di un diverso sistema sanitario, sostenibile nel tempo quanto ai costi (efficiente) e coerente con l’evoluzione della domanda di salute (efficace ed equo). Perciò sono poco comprensibili le modalità di scarso o nullo coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali, degli operatori, dei sindacati e delle associazioni dei cittadini nelle scelte concrete operate sui territori".

"L’obbligo finanziario ha fatto saltare l’idea di fondo del Piano Sanitario Regionale 2008-2010, cioè il ridimensionamento e la riqualificazione ospedaliera contestualmente al potenziamento delle attività sul territorio (prevenzione, riabilitazione, assistenza domiciliare). A maggior ragione andrebbero ascoltati i protagonisti della sanità, gli ammalati e i cittadini tutti, non soltanto sulle scelte tecniche, ma anche  rispetto alle loro realtà di disagio, di timore, di insicurezza crescente. A parità di risparmi da realizzare, resta la necessità di riflettere con attenzione  sulle scelte operative, di non commettere danni irreparabili, di seguire una logica (un razionale, diciamo noi medici) non frammentaria ma capace di salvaguardare il patrimonio di competenze, di dedizione e di organizzazione esistente nella sanità pugliese, in vista del ritorno di un necessario approccio di programmazione delle risorse, in grado anche di produrre un adeguato tasso di innovazione tecnologica ed organizzativa ed una forte rimotivazione professionale ad un mestiere così bello, delicato e necessario”.

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