Triage intra-ospedaliero: "Storica opportunità per migliorare il sistema"

Via libera dalla Conferenza Stato Regioni alle nuove linee guida. Nursind: "Necessaria la valorizzazione ed  incentivazione di tutti i professionisti coinvolti"

A distanza di quasi 7 anni dalla istituzione del gruppo di lavoro istituito presso il Ministero della salute, è arrivato il via libera, dalla Conferenza Stato Regioni, alle Linee di indirizzo riguardanti il triage intraospedaliero, la osservazione breve intensiva (OBI) ed il piano di gestione del sovraffollamento. Dalla umanizzazione, alla formazione, alla presa in carico, alle risorse umane e tecnologiche, i punti innovativi sono numerosi.

In primo luogo, passaggio imprescindibile, per gli infermieri è prevista la formazione specifica non solo in triage, ma anche in Counselor, in modo da sviluppare particolari abilità nella relazione e comunicazione con il paziente e con i familiari.  In secondo luogo l'organico del pronto soccorso deve avere una dotazione di personale infermieristico compatibile con il numero di accessi alla struttura, con la complessità delle patologie da trattare, tenendo conto anche della variabilità dei flussi giornalieri e stagionali.

Nei pronto soccorso con più di 25.000 accessi l'anno, la funzione di triage dovrà quindi essere svolta da due infermieri dedicati a questa funzione in maniera esclusiva. Quanto alle grandi strutture ospedaliere, si dovrà prevedere una ulteriore unità infermieristica specificamente addetta alla rivalutazione e sorveglianza della sala d'attesa post triage, per svolgere in maniera appropriata il monitoraggio sulla potenzialità evolutiva e rassicurare i pazienti non ancora visitati.

Viene inoltre raccomandata la presenza di una figura atta a garantire la sicurezza di visitatori e operatori. In riferimento alla umanizzazione, il tempo di attesa in Pronto Soccorso può rappresentare un’opportunità per trasmettere al cittadino informazioni utili e coerenti sull’esperienza che sta vivendo, visto che questa è una fase critica del rapporto del cittadino con il SSN. Vengono infatti raccomandati una serie di attività di umanizzazione volte a migliorare il comfort quali l’adeguamento strutturale e spazi adeguati, la presenza di strumenti come cartellonistica, opuscoli, tv, filodiffusione di musica, erogatori di cibo e bevande, display che permettono di conoscere in tempo reale il numero di postazioni impegnate, il numero di pazienti nelle sale da visita.

Si suggerisce, inoltre, la presenza di un referente per la gestione dei possibili conflitti con i pazienti in attesa di visita. Nelle strutture ospedaliere a più elevata complessità, si aggiunge che potrebbe essere prevista la presenza di uno psicologo nel pronto soccorso.
Al termine della valutazione l'infermiere, assegnato il codice di triage, può attivare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) più appropriato ottimizzando i tempi di presa in carico. Per l'attivazione dei flussi di trattamento, basati sui diversi livelli d'intensità di cura, viene raccomandato lo sviluppo di percorsi dedicati per Fast Track, See and Treat; patologie tempo-dipendenti (rete SCA, rete Stroke e rete trauma grave); e condizioni particolari (fragilità, vulnerabilità).

Per quel che riguarda i percorsi rapidi (Fast Track, See and Treat), il Fast and Track, è un modello di risposta assistenziale alle urgenze minori di pertinenza mono specialistica, mentre il See and Treat è un modello di risposta assistenziale alle urgenze minori che si basa sull’adozione di specifici protocolli medico-infermieristici condivisi per il trattamento di problemi clinici preventivamente definiti. Il paziente viene preso in carico in una determinata area del pronto soccorso dall’infermiere in possesso di formazione specifica che applica le procedure previste da protocolli condivisi e validati, assicura il completamento del percorso e può essere specificamente autorizzato alla somministrazione di alcuni farmaci.

Si guarda inoltre, finalmente, al triage in un’ottica di organizzazione del Pronto soccorso, andando ad affrontare i problemi dell’overcrowding e del sovraffollamento, analizzando l’intero processo di cura del pronto soccorso e della intera struttura ospedaliera.
In riferimento al sistema di codifica a 5 codici numerici di priorità, da 1 a 5, questi’ultimi consentono di focalizzare l’attenzione sulle condizioni cliniche che rientrano nell’ambito dell’urgenza differibile.

La nuova codifica 

Codice 1- Emergenza- interruzione o compromissione di una o più funzioni vitali – Accesso immediato
Codice 2 – Urgenza- Rischio di compromissione delle funzioni vitali- Accesso entro 15 minuti
Codice 3- Urgenza differibile - condizione stabile con ricaduta dello stato generale, richiede prestazioni complesse- Accesso entro 1 ora
Codice 4- Urgenza minore- condizione stabile senza rischio evolutivo, richiede prestazioni mono specialistiche – Accesso entro 2 ore
Codice 5- Non urgenza- problema minima rilevanza clinica- Accesso entro 3 ore.

Le regioni avranno comunque 18 mesi di tempo per adeguarsi al nuovo sistema e nelle fasi iniziali accanto ai codici numerici potranno affiancare i codici colore. Auspichiamo, per finire, che quanto prima la Regione Puglia faccia proprie le direttive, a cominciare dalla formazione di tutto il personale coinvolto, all’adeguamento strutturale di tutte le strutture di emergenza del territorio, all’adeguamento, valorizzazione ed incentivazione del personale infermieristico e medico atteso che ad oggi la Regione, come d’altra parte tutto il territorio nazionale, soffre di una grave carenza di medici specialisti e soprattutto di medici ed infermieri disposti a lavorare nei nostri pronto soccorso.

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