Per acchiappare i vandali di piazza Mercato si muove Putin in persona

Sarà lo zar Putin ad occuparsi personalmente del caso dissuasori di piazza Mercato, un mistero che da anni le istituzioni brindisine non riescono a risolvere, malgrado il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine e telecamere, e nonostante l’uso di intercettazioni telefoniche e ambientali

Sarà lo zar Putin ad occuparsi personalmente del caso dissuasori di piazza Mercato, un mistero che da anni le istituzioni brindisine non riescono a risolvere, malgrado il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine e telecamere, e nonostante l’uso di intercettazioni telefoniche e ambientali. Satyricon conosce tutti i particolari della clamorosa notizia (si fa per dire).

A rivolgersi al russo è stato personalmente il sindaco Mimmo Consales, che lo ha contattato per errore su Twitter. E così il capo di Stato, nonché grande statista, nonché salvatore dell’umanità (definirlo solo “dittatore” ci sembra un po’ riduttivo), dopo aver risolto il caso dei terroristi dell’Is, dei ceceni e dell’opposizione interna, ha preso a cuore il fascicolo riguardante Brindisi e deve ora decidere in che modo intervenire. Allo studio ci sarebbero 3 ipotesi.

Il bombardamento a tappeto. È la soluzione che il menestrello di pace preferisce alle altre, ma è anche quella che prevede più contro-indicazioni. I brindisini infatti non sopporterebbero l’eccidio di pizze alla marinara di Gina e di polpette al pepe verde di “Escosazio”. Il fuoco intelligente potrebbe inoltre mietere vittime anche nella vicina friggitoria “Siamo fritti”, tanto è vero che gli ambientalisti e i sostenitori di Greenpeace stanno pensando di opporsi come scudi umani in difesa dei gamberoni e dei calamari vivi conservati negli acquari della pescheria: «Seppure destinati a morte certa e violenta, è meglio che muoiano nell’olio bollente piuttosto che soffrire per i rumori del bombardamento», ha detto il portavoce degli animalisti, Micio Micio Bau Bau.

L’interrogatorio. Memore dei metodi ultra-democratici appresi e messi in atto quando era membro del Kgb, Putin sta pensando di interrogare ad uno ad uno tutti i commercianti di piazza Mercato, i ristoratori di piazza Mercato, i dipendenti comunali di piazza Mercato e i clienti di piazza Mercato: «Voglio solo scambiare quattro chiacchiere amichevoli con ognuno di loro, chiuso in una stanza blindata e insonorizzata, e poi vediamo se non esce il nome del colpevole o quanto meno di qualche sospettato», ha dichiarato Vladimir.

L’agguato. In alternativa, Putin sta pensando di attendere al varco il dissuasore di dissuasori. Resterebbe tutta la notte, o le notti, in piazza (rigorosamente a petto nudo), lo aiuterebbe nell’opera di danneggiamento e rimozione per poi appenderlo per i pollici alla balaustra della copertura del mercato, a futura memoria.

P.S.: ma davvero, nel 2015, e con 700mila telecamere piazzate ad ogni incrocio della città, è così difficile beccare questo (o questi) personaggi?

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