Le ricerche sul dialetto brindisino partono da "gingomma"

Ha davvero del sensazionale la scoperta di due ricercatori della Cittadella della Ricerca, che sono riusciti ad isolare il genoma che induce i brindisini a chiamare "gingomma" il chewing gum, altrimenti noto nel resto d'Italia come "gomma da masticare"

Ha davvero del sensazionale la scoperta di due ricercatori della Cittadella della Ricerca, che sono riusciti ad isolare il genoma che induce i brindisini a chiamare “gingomma” il chewing gum, altrimenti noto nel resto d’Italia come “gomma da masticare”.

Secondo Mino Cicca e Daniela Bigbabol, alla base del problema ci sarebbe «la tendenza a volersi differenziare dagli altri, pensando di essere superiori a tutti. Un comportamento che purtroppo è caratteristico in razze inferiori e quasi sempre lasciate ai margini delle società». Dopo l’importante scoperta, l’equipe di scienziati sta ora studiando anche altri termini che i brindisini si ostinano ad usare e che agli italiani e ai numerosi turisti delle navi crociera risultano pressoché incomprensibili.

Nella lista figurano già due vocaboli. Il primo di questi è “corriera”, parola che gli studiosi pensavano estinta e sostituita da bus o autobus. La seconda è “mena”, nel senso di dare fretta, vocabolo che in diverse occasioni lascia sconcertati gli interlocutori non autoctoni. Approfondimenti sono in corso anche su “la Comune” (femminile di Comune), che fortunatamente è un modo di dire utilizzato ormai solo da brindisini anziani oltre che dai nativi del Salento.

Una volta completato, i risultati dello studio saranno presentati al pubblico dalla “coppia di fatto” di studiosi locali composta dai professori Giacomo Carito e Antonio Caputo, due estimatori di Satyricon, che a loro volta stanno ultimando una ricerca su tutte le cazzate sparate da questa rubrica da quando è nata. E capirete che si tratta di un lavoro abbastanza lungo.

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