Dilemma sindaco. Prendiamoci quello di Bari o quello di Lecce

La città ha fame di volti nuovi, gli organi di informazione bramano pur di avere nomi inediti da bruciare. E allora eccoli i 10 candidati sindaco alternativi a cui Emiliano, Cassano, Casaleggio e Vitali e il mago Merlino stanno pensando in queste ore frenetiche

Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone

La città ha fame di volti nuovi, gli organi di informazione bramano pur di avere nomi inediti da bruciare. E allora eccoli i 10 candidati sindaco alternativi a cui Emiliano, Cassano, Casaleggio e Vitali e il mago Merlino stanno pensando in queste ore frenetiche di telefonate, alleanze, patti segreti e tradimenti annunciati.

ANTONIO CELESTE. Il giornalista fondatore di Agenda Brindisi (che quest'anno compie 25 anni e 1000 numeri, ve lo diciamo noi prima che ve lo dica lui almeno altre 500 volte) è stato proposto dal centrodestra ed ha dato la sua disponibilità "a patto che tutti i 90.000 brindisini mi votino". Gino Vitali sta ora verificando l'ipotesi di poter dare eccezionalmente diritto di voto anche a bambini, cani e gatti, anche perché trovare altre personalità di spicco disposte al sacrificio è impresa ardua. In caso di elezione, Celeste coronerebbe il suo sogno più grande, non già quello di diventare primo cittadino di Brindisi, bensì quello di essere il protagonista assoluto di tutte le interviste. Si farà le domande e si darà le risposte. Quanto meno saranno scritte bene e senza errori, e non potrà più rompere le palle ai suoi colleghi.

FABIO MOLLICA. L'autore segreto del Satyricon è sostenuto dalla loggia massonica dei fancazzisti, ma prende tempo: "Resto dell'idea che i giornalisti debbano continuare a fare il loro compito, che è quello di scrivere cazzate, ma devono lasciarle fare ad altri, per evitare preoccupanti accentramenti di poteri".

DAMIANO TASCO. Proposto dalla potente lobby dei fotografi locali, che conta qualcosa come 15.000 iscritti, Tasco è molto ben visto da suo figlio Vincenzo: "Spero che papà accetti la candidatura, cosi si toglie finalmente dalle palle e posso finalmente portare avanti lo studio fotografico a modo mio".

COSIMO PRONTERA. Il maestro sarebbe ben visto dal mondo della cultura brindisina. Si tratta di una persona di spessore, capace perfino di parlare un italiano fluente (cosa che potrebbe rivelarsi un problema in consiglio comunale) ma che ha un limite evidente: il mondo della cultura brindisina può contare solo su una cinquantina di voti.

ISABELLA PERRINO. Il nome della dottoressa-farmacista non è stato ancora fatto da nessuno, ma siccome era stato sempre proposto nelle ultime 15 elezioni amministrative, ci sembrava giusto non interrompere la tradizione.

FABIO LEOCI. Potrebbe essere il candidato del M5S, ma un suo intervento pubblicato da BrindisiReport nei giorni scorsi potrebbe aver pregiudicato la sua corsa. Molti esponenti del movimento, e anche tanti avversari politici, stanno ancora cercando di comprendere alcuni passaggi del suo articolo, scritto in fiorentino dantesco con fregi barocchi. Per fortuna Leoci è comunque riuscito a centrare l'obiettivo della sua prima uscita pubblica, che era quello di ridicolizzare un esponente del Pd. Impresa peraltro non difficilissima di questi tempi.

GAETANO DEL BAR BETTY. Emiliano ha inserito il suo nome tra i papabili, ma il ristoratore ha posto come condizione "sine qua non" (parole che tanti esponenti del centrodestra disconoscono) la chiusura al traffico di corso Garibaldi e la sua immediata tavolinizzazione (sarà anche un termine disgustoso, ma dopo petaloso e dopo l'intervento di Fabio Leoci, anche tavolinizzazione può andare bene).

NICOLA FRUGIS. Proposto all'unanimità da se stesso in assemblea plenaria riunitasi di fronte allo specchio di casa, il nome dell'ex presidente sta raccogliendo inaspettate adesioni. Le prime delle quali da parte di Nicola e di Frugis. Il suo programma è condensato in una sola frase: "Se si ricandida Errico, non vedo perché non posso farlo io". Un discorso che, in effetti, non fa una piega.

PAOLO PERRONE O ANTONIO DE CARO. Visto che ormai la Provincia è destinata a scomparire, la Camera di commercio sarà accorpata a Taranto, l'Autorità portuale a Bari, perché non liberarci anche dell'inutile zavorra rappresentata dal Comune e nominare sindaco ad interim il primo cittadino di Lecce o Bari? Nel capoluogo regionale prendono la cosa molto sul serio. E i brindisini, come sempre, sono pronti ad adeguarsi.

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