Bonus maturità, forti proteste

BRINDISI – Dissenso non solo da parte degli studenti, ma anche da parte di vari dirigenti scolastici nei confronti del sistema di accesso programmato ai corsi di laurea giudicato “iniquo e penalizzante”.

La dirigente scolastica Anna Maria Quarta

BRINDISI – Dissenso non solo da parte degli studenti, ma anche da parte di vari dirigenti scolastici nei confronti del sistema di accesso programmato ai corsi di laurea giudicato “iniquo e penalizzante”. Lo esprime con una lettera aperta al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dalla dirigente del Liceo Scientifico Statale “Fermi” di Brindisi, Anna Maria Quarta, di cui pubblichiamo il testo. Insomma, malgrado la ministra Maria Chiara Carrozza abbia annunciato di voler correggere il sistema, che ha ereditato dal predecessore Francesco Profumo, la protesta non si placa.

Il meccanismo del bonus di maturità era stato pensato per distinguere le scuole dove l’insegnamento viene impartito in modo serio dai “diplomifici”, ma in realtà l’effetto è quello contrario. “Non soltanto serve un voto dall’80 al 100 centesimi per avere dai 4 ai 10 punti, va anche equiparato il voto di diploma alla media dei voti presi nello stesso istituto scolastico nell’anno accademico 2011/2012 e non nell’anno in cui si è conseguito il diploma”, aveva detto infatti Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu.

Della stessa opinione già lo scorso anno, di fronte all’annuncio del varo del pacchetto Profumo, Daniele Lanni leader della Rete degli Studenti medi: “L’esame di Stato già di per sé ha tantissimi problemi, e spesso e volentieri non riesce minimamente a valutare correttamente gli studenti per quel che vale il loro percorso di studi. Dare una ulteriore importanza al voto di maturità rende questa ingiustizia ancora più grande e stabilisce delle nuove barriere al mondo della conoscenza, che già non è un mondo aperto a tutti”.

In tutta Italia in questi giorni gli studenti stanno organizzando la protesta, e il ministro Carrozza pare abbia colto il problema, ma è urgente che il governo decida rapidamente per non turbare il clima delle prove di esame. Dice chiaramente la propria opinione Anna Maria Quarta: “A seguito della pubblicazione delle modalità di attribuzione del punteggio e delle tabelle dei percentili delle scuole, che vede penalizzati gli studenti più meritevoli, esprimiamo il nostro dissenso rispetto alla applicazione delle disposizioni già a partire dalla prossima sessione dei test di ammissione”, scrive nella lettera aperta al ministro.

“Ci chiediamo quale sia stata la ratio che ha portato alla definizione di tali regole, che determinano il bonus in relazione agli esiti degli esami dell’anno scolastico precedente, creando una profonda disparità fra le varie scuole! A seguito di tale provvedimento, i nostri studenti che sono nelle condizioni di aspirare al 100 non potranno avere il massimo del bonus previsto (10), ma al più un 9! E il voto richiesto per accedere al bonus minimo (4) dovrà essere almeno 93!!”, scrive la dirigente dello Scientifico “fermi” di Brindisi.

“Eppure la nostra scuola talvolta ha dovuto respingere accuse di severità e rigore eccessivi e sarebbe la prima volta che ci troveremmo paradossalmente a dover deprimere le valutazioni degli studenti che sostengono gli esami nel corrente anno scolastico, per consentire a quelli del prossimo anno un più facile accesso all’università!! Le chiediamo di rivedere il D.M. 334 del 24 aprile 2013, per una più corretta valorizzazione del merito degli studenti – è l’invito rivolto al ministro, che si aggiunge a centinaia di altri indirizzati al Miur in questi giorni -, che non può in nessun modo essere legato a una valutazione dell’istituzione scolastica di appartenenza, operata con criteri sommari, e ipotecato dagli esiti degli alunni che hanno sostenuto l’esame nell’anno scolastico precedente”.

 

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