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"Cittadella: nuove lauree, più aziende"

BRINDISI - Il futuro della ricerca e dell'università a Brindisi resta al centro del dibattito. Dopo gli interventi di Francesco Rogoli, segretario dei Giovani Democratici, dell'altro giorno, e quello odierno del vice presidente dell'amministrazione provinciale, Francesco Mingolla (Pd), ecco quello di Valerio Miceli, segreteria Uil-Rua, ricercatore Enea proprio in Cittadella, già autore di altri interventi nei mesi scorsi.Miceli propone per l'università una scelta di corsi con connessioni precise con alcuni settori industriali, e per le attività di sviluppo della ricerca condizioni di massimo favore per nuovi insediamenti, coinvolgendo nel sostegno di questa operazione tutti gli enti locali del territorio.

Valerio Miceli* 2 aprile 2012

BRINDISI - Il futuro della ricerca e dell'università a Brindisi resta al centro del dibattito. Dopo gli interventi di Francesco Rogoli, segretario dei Giovani Democratici, dell'altro giorno, e quello odierno del vice presidente dell'amministrazione provinciale, Francesco Mingolla (Pd), ecco quello di Valerio Miceli, segreteria Uil-Rua, ricercatore Enea proprio in Cittadella, già autore di altri interventi nei mesi scorsi.Miceli propone per l'università una scelta di corsi con connessioni precise con alcuni settori industriali, e per le attività di sviluppo della ricerca condizioni di massimo favore per nuovi insediamenti, coinvolgendo nel sostegno di questa operazione tutti gli enti locali del territorio.

"E' ormai ineludibile che lo sviluppo di una città debba passare attraverso una seria programmazione dei corsi laurea nelle Università. Il nuovo modello di sviluppo, per una città come Brindisi necessita una seria riflessione sul potenziamento del polo universitario. Se le Università di Lecce e Bari hanno deciso di investire in questo territorio, come è avvenuto fino ad oggi, il territorio deve dire la sua sui corsi di laurea che servono a questo territorio. Non possiamo dire solo che la vocazione del nostro territorio ruota sostanzialmente intorno al porto ed al suo sviluppo, all'agroalimentare, all'aeronautico e al farmaceutico senza darne poi nessuna continuità e soprattutto senza creare i presupposti necessari per sviluppare davvero questi comparti.

Detto questo dobbiamo proporre nuove idee che vanno in questa direzione. Nel nostro territorio abbiamo una realtà dove l'Università si incontra con la Ricerca Pubblica e con le aziende private, ma quasi sempre i risultati di questo incontro sono poco conosciuti. Il luogo è la Cittadella della Ricerca che non centra assolutamente nulla con la società che gestisce gli immobili ed i servizi, attualmente in liquidazione. Facilmente si fa confusione, si confondono i ruoli, in modo ingenuo o strumentale, ma quello che deve essere chiaro è che in questo luogo operano enti di ricerca come l'ENEA, l'Università, il CNR, aziende ad alto profilo tecnologico come Cetma, Optel, Scientech, Italcementi, Data Managment ed altre ancora.

E' un luogo ideale per incubare proprio il "futuro", ma aimè gestito dalla politica con il solito pressappochismo. Allora, e qui deve centrare la politica, bisogna indirizzare le strategie di sviluppo in modo sinergico, potenziandolo ma soprattutto, e qui lancio la sfida a tutte le forze politiche e sociali rivendicando le scelte che il nostro territorio può operare. E quando si parla di scelte, mi domando ma perché le scelte dei corsi di laurea non debbano passare attraverso una programmazione che il territorio dovrebbe fare? Quanti di questi giovani laureati in Scienze Sociali trovano impiego?

E soprattutto il nostro territorio richiede queste professionalità? Non vorrei ancora una volta, pensare ad una Università parcheggio in attesa di. E mi dispiace dirlo, ma i giovani ancora una volta non propongono nuovi modelli, ma si limitano a vedere la Cittadella della Ricerca e quindi l'Università come un luogo atto a raccogliere quei giovani che non hanno speranza e prospettiva. Non fraintendetemi, non sto proponendo la chiusura di corsi di laurea, la mia vuol essere una riflessione critica e costruttiva.

Apriamo un serio dibattito e cominciamo a discutere sul fatto se sia opportuno o no proporre l'istituzione di nuovi corsi di laurea nel settore agroalimentare, biotecnologico e farmaceutico, accanto a quello in ingegneria, questo si davvero strategico visto il successo del Distretto Tecnologico Aeronautico. Il corso di laurea in Scienze Sociali, perché non trasferirlo nel centro della città di Brindisi in modo da rinvigorire la città, come più volte sollecitato.

Ma accanto a questo bisogna creare all'interno del comprensorio, anche le condizioni necessarie per attrarre piccole e medie imprese ad alto profilo tecnologico, destinando loro free zone, spazi ed edifici, senza alcun onere, prevedendo soltanto il pagamento dei servizi resi. E ancora perché non creare una "fondazione della ricerca", coinvolgendo tutti i comuni della Provincia di Brindisi, aziende del territorio, enti di ricerca, Università, Camera di Commercio, insomma tutti gli attori fondamentali del nostro territorio, con l'obiettivo unico di aiutare ma soprattutto sviluppare tutti gli elementi necessari per la creazione di piccole aziende altamente innovative, insomma una piccola Silicon Valley nel cuore del Salento.

Sicuramente la politica produrrà solo benefici e non disastri come quelli che assistiamo, dove i lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale a garantire i servizi come guardiania e pulizie all'interno del comprensorio, non hanno più un futuro nonostante di questi servizi ne abbiamo tutti quanti bisogno".

*segreteria Uil-Rua

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