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Dispersione: "Dalla scuola alla mala"

BARI - Allarme dispersione scolastica anche in Puglia, che resta la regione tra quelle delle convergenza dove il fenomeno è meno accentuato, ma non per questo marginale. Anzi. I dati dell'abbandono del percorso formativo più preoccupanti sono quelli degli istituti professionali e tecnici, e una parte dei giovani che abbandonano prematuramente gli studi finiscono, al Sud, nei circuiti malavitosi. Lancia oggi l'allarme l'Unione degli Studenti regionale, sulla base di una indagine condotta dal Ministero dell'Interno.

BrindisiReport.it16 aprile 2012

BARI - Allarme dispersione scolastica anche in Puglia, che resta la regione tra quelle delle convergenza dove il fenomeno è meno accentuato, ma non per questo marginale. Anzi. I dati dell'abbandono del percorso formativo più preoccupanti sono quelli degli istituti professionali e tecnici, e una parte dei giovani che abbandonano prematuramente gli studi finiscono, al Sud, nei circuiti malavitosi. Lancia oggi l'allarme l'Unione degli Studenti regionale, sulla base di una indagine condotta dal Ministero dell'Interno.

Francesco Pagliarulo, coordinatore dell'Uds Puglia, dichiara: "I dati ci danno la dimensione di quanto negativa sia la condizione studentesca nelle scuole pugliesi, situazione che diventa ancor peggiore se osserviamo i dati relativi alla dispersione negli istituti tecnici e professionali (rispettivamente: 13.5% e 24,3) che si configurano sempre più scuole di serie B, eccessivamente professionalizzanti ed inoltre incapaci di preparare realmente ad un mondo del lavoro sempre più precario, insomma ci avviamo sempre più verso una scuola fortemente classista e poco inclusiva".

Secondo Pagliarulo, "il perchè di tale situazione si può facilmente scovare nel progressivo definanziamento della scuola pubblica, oltre che in una didattica e valutazione vetuste e avvilenti, unite ad un costo sempre maggiore dell'accesso ai saperi e alla cultura nel suo complesso. Sono ormai due anni che la Regione si è dotata di una legge sul diritto allo studio per gli studenti medi, legge che però resta lettera morta a causa dei mancati finanziamenti. Speriamo che quest'ulteriore prova dell'utilità di un forte intervento sul diritto allo studio porti ad una rapida inversione di rotta".

La ricerca del Ministero dell'Interno nell'ambito del progetto Di.Sco.Bull ci consegna un panorama niente affatto positivo rispetto alla condizione dell'istruzione in Puglia, dice l'Uds regionale. I dati relativi alla dispersione scolastica non sono per nulla positivi e ci raccontano di una regione dove uno studente su quattro abbandona il proprio percorso formativo in anticipo rispetto alla naturale conclusione. L'unico sprazzo di luce secondo i dati dell'indagine è legato ad una situazione migliore delle altre regioni interessate (Campania, Sicilia, Calabria) rispetto alle eccellenze.

Un ulteriore dato negativo - aggiunge l'Unione degli Studenti della Puglia - è legato al fatto che la gran parte di coloro che abbandonano il percorso formativo cominciano ad inserirsi in percorsi di vita malavitosi. Si palesa sempre più la centralità del sapere e della formazione nella lotta alle mafie e all'illegalità, di contro ad un processo di demolizione della formazione pubblica, "che ora vediamo ripartire ancora una volta con il ritorno alla discussione del progetto di legge Aprea, leggermente modificato nella forma, ma sempre raccapricciante nella sostanza".

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