Gli studenti protestano davanti a Palazzo Nervegna. "Salviamo i corsi universitari a Brindisi"

BRINDISI - Quattro studenti pronti a raccogliere le firme per salvare il loro corso di laurea. Hanno scelto la Notte dei musei, quella in cui Palazzo Nervegna resterà aperto fino a mezzanotte, per protestare contro la chiusura del corso di laurea in Programmazione e gestione delle attività culturali. Il corso, attivo da cinque anni a Brindisi, sarà sospeso per un anno: così hanno deciso gli organi universitari.

BRINDISI - Quattro studenti pronti a raccogliere le firme per salvare il loro corso di laurea. Hanno scelto la Notte dei musei, quella in cui Palazzo Nervegna resterà aperto fino a mezzanotte, per protestare contro la chiusura del corso di laurea in Programmazione e gestione delle attività culturali. Il corso, attivo da cinque anni a Brindisi, sarà sospeso per un anno: così hanno deciso gli organi universitari.

Sono motivi economici quelli che hanno spinto gli enti locali a "tagliare" questo corso, a fronte di altri (farmacia e fisioterapia) che invece saranno attivi dal prossimo anno.  La decisione di sospendere per il prossimo anno le immatricolazioni infatti, è dovuta alla carenza di fondi, provocata dai tagli della riforma Gelmini, che non lascia abbastanza denaro per le docenze del corso.

Agli studenti già iscritti sarà garantiti la possibilità di concludere il corso di studi a Brindisi ma, per chi frequenterà l'anno accademico 2010-2011, non ci sarà la possibilità di iscriversi all'unico corso umanistico presente nella sede universitaria distaccata di Brindisi.

"Questa sospensione è preludio di una chiusura definitiva - ha sottolineato Maria Grazia Vincitorio, una delle studentesse che a Palazzo Nervegna è impegnata a raccogliere adesioni per la petizione - non crediamo invece nella possibilità di riattivare il corso nei prossimi anni. Abbiamo lottato tanto per averlo qui a Brindisi e adesso sembra tutto perdere valore. E' importante che le istituzioni capiscano quanto conta avere questo corso: questa città non è solo industria ma ha anche tante peculiarità che valorizzano il nostro percorso didattico".

L'idea degli enti locali, che sovvenzionano gli accordi con le università del Salento e di Bari, è quello di ridiscutere le convenzioni con i due atenei eliminando i corsi più costosi e puntando su quelli che garantirebbero invece la creazione di quel polo farmaceutico tanto agognato.

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