Riordino scuole, dissenso genitori

OSTUNI - Un gruppo di operatori scolastici e genitori ostunesi definitosi "Genitori per il bene della scuola pubblica", ha diramato una lunga nota di dissenso circa la delibera con cui l'amministrazione comunale ha riorganizzato la rete scolastica di sua competenza. Avendo riportato qualche tempo il comunicato della stessa amministrazione di ostuni su questi nuovi assetti, ora diamo la stessa possibilità a genitori ed insegnanti contrari a quelle scelte.

Scuola elementare Pessina

OSTUNI - Un gruppo di operatori scolastici e genitori ostunesi definitosi "Genitori per il bene della scuola pubblica", ha diramato una lunga nota di dissenso circa la delibera con cui l'amministrazione comunale ha riorganizzato la rete scolastica di sua competenza. Avendo riportato qualche tempo il comunicato della stessa amministrazione di ostuni su questi nuovi assetti, ora diamo la stessa possibilità a genitori ed insegnanti contrari a quelle scelte.

Da svariati anni a questa parte la scuola italiana continua ad essere vessata oltremodo. Il culmine lo si è raggiunto con la legge Tremonti–Gelmini, nel momento in cui, nel giro di un triennio, e precisamente  dal 2008 al 2011, gli organici del personale docente e non docente hanno subito un drastico taglio pari a 138.600 unità.

Non soddisfatti dell’operato, sempre con la citata legge e sempre nello stesso triennio di riferimento, si è provveduto a tagliare i fondi destinati alla scuola pubblica di un importo pari ad 8 miliardi di Euro, qualcosa come 16 mila miliardi delle vecchie lire.

Si è così giunti al 1° settembre di quest’anno, allorquando, per dare attuazione ad una legge dell’estate 2011, successivamente dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale, la Regione Puglia si è vista costretta a sopprimere circa 200 scuole in ambito regionale, dando vita ad una miriade di accorpamenti, tali che nella città di Ostuni dalle cinque scuole preesistenti, tre scuole elementari e due scuole medie, ci si è ritrovati con soli tre istituti comprensivi.

Proprio nel momento del massimo sforzo messo in atto da tutti gli operatori scolastici, ciascuno nel proprio ambito e con uno spirito di abnegazione davvero encomiabile, nell’ottica del miglioramento del servizio nei confronti dell’utenza dei tre neonati istituti comprensivi, ecco piombare dall’alto un fulmine a ciel sereno sull’intera comunità scolastica ostunese.

La Giunta Comunale di Ostuni, infatti, pur essendo state dichiarate incostituzionali quelle norme che lo scorso anno hanno portato ai tanti accorpamenti di cui si è fatto cenno, contro l’orientamento della regione Puglia che esorta le amministrazioni locali a non stravolgere ulteriormente l’assetto delle scuole pugliesi così pesantemente rivoluzionato soltanto pochi mesi fa, senza alcun obbligo normativo, di propria iniziativa, o, chissà, a richiesta di chi evidentemente non sembrerebbe avere particolarmente a cuore le sorti della scuola pubblica ostunese, senza rendere partecipi le comunità scolastiche tutte, fruitrici ultime del servizio “Istruzione”, ignorando tutte le deliberazioni degli Organi Collegiali di ciascuno dei tre comprensivi assolutamente contrarie alle soluzioni prospettate, ha deciso di varare una nuova organizzazione della rete scolastica della Città Bianca a valere dal prossimo anno scolastico.

Il tutto a seguito di una “concertazione” tra le parti che di democratico ha avuto e continua ad avere ben poco: sintomatico è l’aspetto per il quale, per ottenere di essere convocati dal sig. Sindaco, a delibera di Giunta già ampiamente approvata, e pur in presenza di una petizione popolare sottoscritta da oltre un migliaio di famiglie, si sia dovuto attendere oltre venti giorni dalla prima richiesta avanzata, per arrivare alla mattina del 24 dicembre, Vigilia di Natale, ad attività didattiche sospese e con l’utenza scolastica tutta intenta ad acquistare i doni da far trovare sotto l’albero ai propri figli.

Dietro il paravento costituito dal sacrosanto criterio di “rendere possibile la permanenza nel tempo di tre istituti comprensivi numericamente equilibrati”, si palesano in tutta la loro devastante potenza, le tre voragini che inghiottiranno la scuola ostunese di qui a pochi mesi:

  1. dal prossimo 1° settembre ci sarà una scuola media in Ostuni, la istituenda scuola media del Pessina, senza una sede, cioè senza aule dove fare lezione; noi genitori, questo lo denunciamo con forza;
  2. il 2° istituto comprensivo da cui dovrebbe nascere la scuola media in questione, per effetto della improvvida decisione della Giunta Comunale,  subirà un drastico taglio degli organici del personale collaboratore scolastico (leggasi bidelli) tale che risulterà impossibile garantire l’apertura giornaliera di eventuali ulteriori sedi e la pulizia dei locali stessi;
  3. la scuola Secondaria di Primo Grado Nello Orlandini Barnaba, storico ed ineludibile faro per intere generazioni di ostunesi, viene condannata a morte certa nel volgere di soli due anni.

Tutto questo, in mancanza di una spiegazione logica, probabilmente per un semplice capriccio; un capriccio che porta alla nascita di una scuola, il terzo istituto comprensivo, che potrà contare circa 1300 studenti, numero di gran lunga superiore rispetto alla media regionale di 900 alunni indicata dalla Regione Puglia; un capriccio che fa asserire che la scuola media del 3° comprensivo e la ex scuola media Bosco distano tra loro meno di 100 metri: sono stati i nostri bambini che navigando in “google map” ci hanno dimostrato che la distanza tra le due scuole sopra citate è pari a 400 metri, la stessa distanza che si frappone tra la ex scuola Orlandini Barnaba e la istituenda scuola media del Pessina.

Colpisce tutti noi, per concludere, la malcelata volontà di completare l’integrale affossamento della scuola pubblica ad opera di una Amministrazione che nulla sembrava dover condividere di questo disegno indegno di una nazione civile.

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