Happy Casa impreparata all'importante esame con la Betaland

Eppure i segnali che venivano dalla precedente giornata di campionato avrebbero dovuto ben consigliare la squadra di coach Vitucci a predisporre un approccio più solido

Le foto di happy Casa Brindisi - Betaland Capo d'Orlando sono di Vito Massagli

BRINDISI - All’appuntamento più importante del campionato l’Happy Casa Brindisi si è presentata in campo impreparata ad affrontare Capo d’Orlando, un formazione che, invece, aveva predisposto in maniera perfetta il piano partita della disperazione.

Eppure i segnali che venivano dalla precedente giornata di campionato avrebbero dovuto ben consigliare la squadra di coach Vitucci a predisporre un approccio più solido contro l’Orlandina, tenuto conto che la società siciliana aveva chiaramente manifestato la volontà di non rinunciare a continuare la lotta per evitare la retrocessione, che aveva rivoluzionato e rinforzato il roster e chiamato in panchina coach Andrea Mazzon per realizzare quella che ancora ora, dopo la vittoria a Brindisi, appare un’impresa impossibile.

La squadra di coach Mazzon, inoltre, era reduce da una sconfitta interna decisa all’ultimo canestro contro Varese, una delle squadre più in forma del campionato. Tutti segnali che avrebbero dovuto ben consigliare coach Vitucci a motivare la squadra e preparala a giocare fin dal primo minuto con la dovuta concentrazione e con la grinta indispensabile che questo tipo di una partita-spareggio richiedeva. 

Ma Happy Casa Brindisi evidentemente ha ritenuto la partita contro la Betaland Capo d’Orlando una semplice formalità per consolidare la posizione di classifica e blindare la permanenza in serie A e si è lasciata sorprendere da un inizio arrembante di Justin Knox (27 punti realizzati con13/18 da 2 punti!) e Adam Smith per poi dover rincorre il risultato fino all’ultimo secondo, a conclusione di una prestazione mediocre, laddove avrebbe dovuto invece disputare la partita più concreta del campionato.

Happy Casa Brindisi - Orlandina Capo d'Orlando (18)-2

Ad aggravare e rendere ancora più difficile la serata-no della squadra brindisina si è aggiunto anche l’infortunio subito da Nic Moore a due minuti dalla fine del primo tempo che ha privato coach Vitucci di una pedina importante che avrebbe potuto avere un ruolo determinate nel finale.

E’ pur vero che fino a quel momento Nic Moore aveva confermato di non essere in un buon momento di forma, come testimonia il suo 1/8 al tiro (0/3 da 2 punti e 1/4 da 3 punti!) e la sua confusa guida della squadra, ma il play   brindisino è giocatore capace di trovare in pochi minuti la giusta forza per ribaltare il risultato di una partita e coach Vitucci ha dovuto rinunciare anche a questa opportunità, ritrovandosi con una panchina più corta del solito.

La squadra ha poi manifestato la consueta incapacità di gestire il risultato in una partita di fondamentale importanza per la classifica ed ha confermato poca lucidità negli ultimi 4 minuti di gara durante i quali ha sperperato banalmente un buon vantaggio di 5 punti prima su 72-67, con protagonista in negativo Blaz Mesicek che si è ingenuamente causato un fallo antisportivo che ha riportato Capo d’Orlando su 72-69 ed ha poi sciupato due tiri liberi su 74-73 a 27 secondi dalla fine e poi su 74-69 con  2 soli minuti da giocare.

In questa partita anche coach Vitucci, di solito attento e preciso, ci ha messo del suo ed ha atteso che il risultato prendesse una piega negativa e venisse ridotto il vantaggio a -3 punti prima di decidere la sostituzione di Mesicek con Giuri  (il migliore in campo) e di Iannuzzi con Lydeka che da troppo tempo era rimasto in panchina gravato di 3 falli, ed ha lasciato che si iniziasse il tiro a bersaglio senza alcun criterio, quando invece sarebbe stato necessario costruire e gestire il gioco in modo più razionale e conveniente.

Happy Casa Brindisi - Orlandina Capo d'Orlando (4)-2

Così in quel finale, a turno, il pur bravo ed esperto Donta Smith, in debito di ossigeno per aver giocato ben 36 minuti, ha tirato da fuori forzando i tempi invece di costruire il tiro e chiudendo con l’ultima palla persa sotto canestro (la numero 5!) quella del 76-75 che avrebbe significato la vittoria.

E poi ancora Mesicek protagonista di iniziative avventate ma in campo per ben 33 minuiti, e Suggs che ha azzardato un improbabile ed inutile tiro da 3 punti su 74-73, mentre il gioco di  esclusivo attacco al canestro dell’Orlandina, in questo modo non passava più dalle mani e dalla regia di Marco Giuri che pure era stato protagonista assoluto della partita, non solo per i 17 punti realizzati (con 5/7 da due punti e 2/3 da 3 punti e 5 assist), ma anche per la gestione della squadra avuta in quei 24 minuti di presenza in campo.

Ora coach Vitucci dovrà necessariamente fare miracoli per la prossima partita contro la Cremonese di Meo Sacchetti. Dovrà rinunciare a Nic Moore per il quale il campionato è da considerarsi finito, ma dovrà recuperare il miglior Milenko Tepic, quello visto in campo contro Sassari, e chiedere maggiore disciplina e senso tattico al giovane talento Mesicek, due giocatori di fondamentale importanza per la squadra.

Ora si comincia a fare i conti con il calendario alla mano. La permanenza dell’Happy Casa Brindisi passa dal PalaPentassuglia dove la squadra di coach Vitucci affronterà in casa la Vanoli Cremona (domenica prossima) e Reggio Emilia, ed in trasferta Varese e Cantù. Capo d’Orlando, invece, giocherà domenica prossima in casa contro Avellino, poi andrà in trasferta a Venezia, ancora in casa contro Cantù e finirà il campionato nelle trasferta di Cremona. Più difficile appare il calendario di Pesaro che giocherà in casa contro Cantù (domenica prossima) e Venezia, e in trasferta avrà di fronte Milano e Sassari.

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