Serie A di basket: “game over” e campionato finito anche per Happy Casa

Manca ancora l’ufficialità ma la Lega Basket fissa al 30 giugno la chiusura del campionato. Si tratta con giocatori ed allenatori per riformulare i contratti in essere

BRINDISI - Il decreto del Presidente del Consiglio emanato in data 1 aprile non lascia spazio a dubbi di sorta e sancisce di fatto il “game over” del campionato nazionale di basket di Serie A. Le società di Lega Basket si erano riservate di attendere le indicazioni di questo ultimo decreto prima di decidere circa le sorti dell’attuale stagione agonistica e nell’ultima seduta di assemblea avevano già fissato inderogabilmente alla data del 30 giugno la fine dell’attuale campionato. Si vorrebbe tenere ancora in piedi l’ultimo tentativo di salvare questa stagione agonistica, una delle più ricche di sempre con la media di 4 mila 200 spettatori presenti, per evitare una danno irreparabile quantificabile in 40 milioni di euro e, per questo motivo, si sono ipotizzate numerose iniziative, alcune estemporanee, altre inattuabili in rapporto al prolungarsi dei tempi, alla scadenza dei contratti con i giocatori, quasi tutti al 30 giugno e, per ultimo, all’intimidazione rivolta dal segretario di stato Usa, Mike Pompeo, ai giocatori americani di fare immediato rientro in patria, che ha di fatto svuotato i roster della maggior parte delle squadre.

Porte chiuse ma rischio aperto

Intanto è assurdo pensare di riprendere il campionato con partite da giocare sia pure a porte chiuse. Il basket, lo sanno bene Fip, Lega, giocatori e staff e tifosi, è sport dove prevalgono l’atletismo ed i contatti “corpo a corpo” fanno parte integrante del gioco, per cui è evidente l’impossibile rispetto della ferrea regola della “distanza sociale”, se non contravvenendo alle più elementari disposizioni impartite dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Si giocherebbe, perciò, senza le necessarie garanzie di tutela della salute, nell’esclusivo interesse di stabilire a chi assegnare lo scudetto, per la partecipazione delle squadre nelle competizioni europee e per decidere la seconda squadra da retrocedere con Vuelle Pesaro, peraltro senza ottenere alcun vantaggio economico per le società che senza spettatori dovrebbero rinunciare alle maggiori risorse finanziarie che rivengono dalla vendita della biglietteria.

Con roster ridotti ed in “zone-rosse” a rischio

Alla data di un eventuale ripresa del campionato si può mai pensare di recuperare al completo stato di assoluto risanamento sanitario le sedi ed i palasport di Milano, Brescia, Venezia, Cantù Pesaro, Reggio Emilia ed altre città, fino ad un mese prima chiuse in una pericolosa “zona rossa” ed in cui migliaia di decessi e di contagi dei propri abitanti hanno determinato uno stato di profondo sconforto e di paura che difficilmente potrà essere rimossa? Chi potrebbe assicurare, anche a quella data di maggio, le condizioni di perfetta risoluzione dei problemi che il corona-virus ha determinato in Italia ed in particolare nelle città più interessate con le proprie squadre di basket? Molti giocatori americani di fondamentale importanza per le squadre, inoltre, hanno lasciato l’Italia da tempo per raggiungere le proprie famiglie ed è difficile prevedere quando e se potranno rientrare, tenuto conto che non si conoscono le decisioni in merito alla sospensione dei voli da e per l’Europa, nel più difficile momento che sta vivendo l’America.

Respinta la “mozione-Baraldi” per ripartire a Luglio

Luca Baraldi, amministratore delegato della Virtus Bologna, ha posto all’attenzione del presidente della Lega Basket Umberto Gandini ed alla valutazione dei club di serie A un progetto della Virtus finalizzato a ripartire nel mese di luglio per completare il campionato in corso e successivamente con la stagione agonistica 2020-2021. Tale proposta, che apparirebbe anche agevolata dal rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, per fortuna non è stata positivamente valutata dall’assemblea delle società di mercoledì scorso, in particolare perché quasi tutti i contratti dei giocatori, sono in scadenza entro il 30 giugno, per cui le società e gli stessi giocatori dovrebbero rinnovare i contratti in scadenza esponendosi altri sacrifici finanziari. E’ anche risaputo, poi, che molti giocatori americani spesso si impegnano in rapporti contrattuali con altre società in giro per il mondo per tutto il periodo estivo. Il progetto, tuttavia, è risultato ovviamente improponibile per gran parte delle altre società che dispongono di impianti privi di aria condizionata a cominciare dalla stessa Venezia, dove più volte sono state rilevate temperature “infernali” nel PalaTaliercio di Mestre, già nel mese di aprile-maggio, o per il PalaPentassuglia di Brindisi che diventa il “palaforno” già in primavera e dove per i 3 mila e 400 tifosi che riescono a trovare posto nei play off è garantita una autentica “sauna”. Diverso il caso di Bologna dove la Virtus, pur nel mese di luglio potrebbe scegliere se giocare nel PalaDozza, capienza 5570 posti a sede, oppure nel palasport appositamente realizzato in Fiera con 8970 posti a sedere, ma anche in rapporto al grado di umidità e di temperatura nell’Unipol Arena di Casalecchio con 11 mila posti, certamente climatizzati e dotatati di ogni comfort. 

Lega Basket e Fip: interventi per sgravi fiscali

Lega Basket e Fip, invece, dovrebbero da subito considerare irrimediabilmente chiuso questo campionato, cercare di limitare i danni subiti e prepararsi ad affrontare la prossima stagione agonistica come inizio di una nuova era della pallacanestro italiana. L’azione di Gianni Petrucci ed Umberto Gandini dovrebbe essere esclusivamente rivolta a chiedere al Governo le nuove ed indispensabili agevolazioni per ridurre al minimo i costi di gestione, con sgravi fiscali, previdenziali e contributivi e di utilizzo del credito d’imposta, che pesano come un macigno sulle casse delle singole società, per equilibrare i propri bilanci ed evitare che il basket scivoli in una pericolosa deriva, dopo questa disastrosa esperienza. C’è da scongiurare il rischio concreto che alcune società di serie A, già a rischio nella scorsa stagione, si dichiarino auto retrocessi in serie A2, che molte altre saranno costrette ad affrontare il prossimo campionato con un budget ridimensionato, considerato che molti sponsor che finora le hanno sostenute, dovranno diminuire il loro impegno perché andranno irrimediabilmente incontro a nuove e pesanti difficoltà finanziarie.

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Mandato al presidente Umberto Gandini

Le società di Lega Basket, nella stessa seduta di mercoledì scorsa, hanno assegnato mandato al Presidente Umberto Gandini per trattare con le associazioni di categoria Giba, rappresentante dei giocatori, e Usap degli allenatori, allo scopo di definire gli accordi in essere in relazione alla sospensione del campionato. Si tratterà di riformulare i contratti in vigore con giocatori ed allenatori per adeguarli in rapporto alla ridotta attività della presente stagione agonistica. Le prossime decisioni riguarderanno le modalità di chiusura del campionato, l’eventuale assegnazione dello scudetto, delle retrocessioni, della partecipazione delle squadre alle competizioni europee e quant’altro riguarderà di competenza della stagione agonistica 2019-2020.

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