"Bene la sinergia col sindaco, ma noi alla fine lasceremo ugualmente il Brindisi"

BRINDISI – Il quarto posto in campionato; la partecipazione ai play con la possibilità di poter giocare il prossimo campionato in Prima divisione; una squadra in salute; il ritrovato amore del pubblico; e per ultimo l’inattesa convocazione del sindaco Mennitti dei fratelli Francesco e Giuseppe Barretta, patron del Brindisi, subito dopo la vittoria con il Manfredonia e la certezza di poter giocare nei play off. “Eravamo certi dei risultati che avrebbe potuto conseguire la nostra squadra – dice Francesco Barretta, presidente del gruppo composto dal fratello Giuseppe, dalle loro cugine Rosy e Paola e dai rispettivi genitori Giovanni e Domenico -, ma, francamente, è stata una sorpresa che il sindaco ci abbia voluto incontrare subito dopo la gara. E’ stata una sorpresa piacevole perché questo vuol dire che la nostra squadra crea interesse”.

I fratelli Francesco e Giuseppe Barretta

BRINDISI – Il quarto posto in campionato; la partecipazione ai play con la possibilità di poter giocare il prossimo campionato in Prima divisione; una squadra in salute; il ritrovato amore del pubblico; e per ultimo l’inattesa convocazione del sindaco Mennitti dei fratelli Francesco e Giuseppe Barretta, patron del Brindisi, subito dopo la vittoria con il Manfredonia e la certezza di poter giocare nei play off. “Eravamo certi dei risultati che avrebbe potuto conseguire la nostra squadra – dice Francesco Barretta, presidente del gruppo composto dal fratello Giuseppe, dalle loro cugine Rosy e Paola e dai rispettivi genitori Giovanni e Domenico -, ma, francamente, è stata una sorpresa che il sindaco ci abbia voluto incontrare subito dopo la gara. E’ stata una sorpresa piacevole perché questo vuol dire che la nostra squadra crea interesse”.

E’ stata decisa questa sinergia.

“Si, il sindaco Mennitti ci ha prospettato questa sinergia in vista di questo difficile e importante impegno che la nostra squadra sta per affrontare”.

E per il futuro?

“Non cambia niente. Abbiamo riconfermato al sindaco quanto abbiamo annunciato nei giorni scorsi: che noi siamo stanchi. Siamo stati lasciati soli in questi sei anni, da quando abbiamo preso il Brindisi dalla Terza categoria e lo abbiamo portato nel calcio professionistico, ad un passo dalla Prima divisione. Siamo legati a questa squadra ma nulla è cambiato. Cercheremo di portare la squadra in Prima divisione e poi lasceremo”.

Zamparini e la sponsorizzazione.

<Noi l’abbiamo appreso dai giornali. Se Zamparini, che apprezziamo come imprenditore e come uomo di sport, vorrà sponsorizzare il Brindisi, ben venga. A noi non può che far piacere. Ma sino a questo momento con noi non vi è stato nessun contatto”.

Il Brindisi ha conquistato il quarto posto in classifica. Se l’aspettava?

“Abbiamo raggiunto un risultato importante. Se si tiene conto che sino a qualche settimana fa il quarto posto sembrava un obiettivo lontanissimo, quasi impossibile da raggiungere…”.

Ma non per voi. In questa squadra ci avete sempre creduto.

“Io e mio fratello Giuseppe abbiamo sempre avuto fiducia in questa squadra. E’ stata allestita per raggiungere i play off. E magari per vincerli. Era il nostro obiettivo. A gennaio l’abbiamo rinforzata ingaggiando giocatori come Mortelliti e Carcione proprio per raggiungere questo traguardo”.

La qualità maggiore di questa squadra?

“Ha saputo tenere i nervi saldi e lottare sino alla fine. E’ una caratteristica che poche squadre hanno”.

Il pubblico. Scarso vero?

“C’è stata poca attenzione. Secondo me questa squadra meritava la spinta di un numero di tifosi molto più consistente di quello che domenicalmente ci ha seguiti”.

Spesso ci sono state delle critiche.

“Non dimentichiamo che il Brindisi è una squadra neo-promossa e che siamo riusciti a portarla in Seconda divisione, tra i professionisti. Non è giusto fare paragoni con il Brindisi che negli anni Settanta è stato in serie B.  Quella è un’altra storia. Oggi il Brindisi è questo. E’ una squadra che lo scorso anno stava tra i dilettanti e che da neo-promossa ha centrato il quarto posto in classifica e si va a giocare i play off”.

Sarà dura.

“Sappiamo che non sarà facile, che la squadra avrà vita dura, ma anche i nostri avversari avranno vita dura”.

Avreste preferito, nei play off, affrontare il Catanzaro?

“Indifferente. Catanzaro o Cisco fa lo stesso. Nei play off si azzera tutto. E’ un altro campionato. Nessuno lascia facilmente punti. Ogni gara sarà un duello all’ultimo sangue. Giocheremo senza guardare chi è l’avversario. Dobbiamo solo pensare a noi stessi e disputare nel migliore dei modi queste partite”.

I tifosi hanno gridato: “Non ci lasciate”.

“Credo che sia normale dopo quello che abbiamo fatto in questi anni. L’apprezziamo tantissimo però chiaramente noi rimaniamo della nostra idea”.

Anche dopo l’incontro con il sindaco?

“Si, anche dopo l’incontro con il sindaco. Ma ora dobbiamo concentrarci sui play off. Dopo ci dedicheremo a sistemare il futuro della nostra società”.

Un’ultima cosa: il suo più grande desiderio per quanto riguarda il calcio.

“Sogno ad occhi aperti il Brindisi in Prima divisione”.

Più dell’Inter campione d’Europa?

“Sono interista totale, ma il Brindisi è il nostro Brindisi”.

INCIDENTI DI CATANZARO: GIA' 4 DENUNCE

La Digos della Questura di Catanzaro ha denunciato quattro ultras, tutti ventenni, per danneggiamento aggravato in seguito agli incidenti verificatisi al termine di Catanzaro-Brindisi del 2 maggio scorso, valevole per il campionato di seconda divisione Lega Pro. I quattro dovranno rispondere anche della violazione sulle norme riguardanti fatti di violenza connessi a competizioni calcistiche. Al termine della gara con il Brindisi, un gruppo di ultras del Catanzaro, durante il passaggio della colonna di automezzi dei tifosi ospiti, nelle vicinanze dell'ospedale, prese a sassate i mezzi. I tifosi pugliesi, scesi dalle auto, rincorsero gli autori del lancio di sassi fino al parcheggio dell'ospedale dove danneggiarono alcune automobili in sosta. Ma non è finita: all'appello mancano proprio le persone che hanno colpito le auto.  La Digos di Catanzaro, in collaborazione con la Questura di Brindisi, sta infatti esaminando le riprese video degli incidenti effettuate dalla polizia scientifica per identificare i tifosi pugliesi responsabili dei danneggiamenti.

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