Brindisi-Corfù: incredibile volata a tre a mezzanotte, la spunta Ad Maiora

Il trimarano, dopo un errore che lo aveva intrappolato in un buco di vento a Othoni, recupera e arriva primo in tempo reale, affiancato a Idrusa di Paolo Montefusco. Attesa per le classifiche ufficiali, per i vincitori di classe e per la barca vincitrice overhall

Il trimarano Ad Maiora (a sinistra nella foto) alla partenza

BRINDISI – Può essere emozionante l’arrivo di una regata al buio, dieci minuti dopo la mezzanotte, al traverso del porticciolo di un’isoletta greca, quando nessuno è in attesa tranne i giudici di arrivo, e il pubblico anche se ci fosse non vedrebbe nulla? Può, eccome, se ci sono in campo un fine stratega come Paolo Montefusco, un trimarano velocissimo come Ad Maiora, che ha consentito al suo equipaggio di arrivare primo di un soffio malgrado un errore di tattica commesso due ore prima, ed un’inseguitrice come Lupa of the Sea, una barca nata non solo per correre ma con tutto ciò che serve anche per vincere.

La partenza

La svolta è arrivata attorno alle 22, quando la testa della XXXIV Regata Internazionale Brindisi-Corfù è arrivata a Fanos, da lasciare a sinistra per poi puntare sulla linea di arrivo di Erikoussa. Qui il vento di maestrale di circa 15 nodi che aveva accompagnato le barche sino a quel momento è cessato. La galoppata del trimarano venuto da Pisa, già sperimentato su percorsi molto più lunghi come quelli oceanici con un altro nome, e quelli famosi della Palermo-Montecarlo, della Giraglia e della 151 Miglia, è diventata un passo troppo leggero, che ha rimesso tutto in discussione,

Il video dello start e le Frecce Tricolori

Le inseguitrici Idrusa, il Farr 80 portato da Paolo Montefusco, e Lupa of the Sea, il Baltic 78 R di Fabio Cannavale, hanno riagganciato la lepre, che aveva sfruttato al massimo quel vantaggio che i multiscafi hanno sui monoscafi alle andature portanti. E alle 22 della sera Ad Maiora si è infilato in trappola, affrontando l’aggiramento di Othoni (Fanos) troppo sottocosta, e dai 14 nodi è sceso a 1,5. Non ha sbagliato invece Montefusco, che ne sa una più del diavolo e quel tratto di Ionio con le sue bonacce insidiose lo conosce come le proprie tasche. (Nella foto sotto, l'episodio di Othoni ricostruito dal tracking)

L'errore di Ad Maiora a Othoni (Fanos)-2

Idrusa infatti è scesa ancora più a sud-est, cercando più pressione, tallonata da Lupa of the Sea che cercava anche l’ingaggio facendo la stessa scelta. Infatti mentre il trimarano di Bruno Cardile cercava di tirarsi fuori dal buco di vento bordeggiando verso l’esterno, ma molto lentamente, il Farr 80 e il Baltic 78 R andavano a 7-8 e anche 9 nodi, per poi virare (il vento era ruotato a scirocco all’altezza delle Diapontie) verso Erikoussa (Merlera). A raccontarla si fa presto, ma questa storia è durata molto più di un’ora, e quando i due maxi navigavano ormai testa a testa passandosi l’un l’altro la prima posizione in tempo reale, Ad Maiora è riuscito a sbucare dalla bonaccia.

Il trimarano (ex Fleury Michon, bandiera francese, nato per l’oceano) ha ripreso la galoppata, toccando i 14 nodi. È riuscito a stargli dietro solo Paolo Montefusco, sfruttando al massimo l’assetto delle vele. L’algoritmo del tracking online assegna a Ad Maiora e a Idrusa come ora di arrivo (italiana) le 00,10 di oggi 17 giugno, le 00,12 a Lupa of The Sea, ma anche il primo posto in tempo reale al trimarano di Pisa, assieme alla vittoria nella Classe multiscafi.

Ma qui va detto che la vittoria effettiva della regata andrà a chi arriverà primo in tempo compensato applicando il regolamento Orc, anche se la vittoria in tempo reale alla Brindisi-Corfù viene premiata da sempre con uno speciale trofeo. Infine, last but non least, va ricordato e rimarcato che le classifiche ufficiali e i vincitori sono stilate e proclamati dalla giuria della regata, quando l’ultima delle barche sarà arrivata, le eventuali proteste esaminate e decise, e le verifiche di stazza effettuate. E noi, ossequiosi di tale prerogativa, ci fermiamo a questo punto, dopo aver raccontato l’appassionante arrivo dei primi tre equipaggi a Merlera.

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