Football Brindisi, il presidente Galigani si dimette e racconta la sua verità

BRINDISI - Il presidente del Football Brindisi 1912 ha annunciato oggi le proprie dimissioni, che saranno all'ordine del giorno dell'assemblea societaria convocata per giovedì 27 gennaio. Lo ha fatto con un lungo comunicato in cui illustra il suo punto di vista sulle vicende che vanno dall'acquisizione della società dai fratelli Barretta, sino alla presunta, ingiustificata campagna di stampa contro la sua persona che avrebbe indotto a rinunciare sia un imprenditore abruzzese del settore della logistica, inizialmente interessato a rilevare quote del Football Brindisi, sia una nota azienda farmaceutica dal proposito di diventare main sponsor della squadra.

Vittorio Galigani

BRINDISI - Il presidente del Football Brindisi 1912 ha annunciato oggi le proprie dimissioni, che saranno all'ordine del giorno dell'assemblea societaria convocata per giovedì 27 gennaio. Lo ha fatto con un lungo comunicato in cui illustra il suo punto di vista sulle vicende che vanno dall'acquisizione della società dai fratelli Barretta, sino alla presunta, ingiustificata campagna di stampa contro la sua persona che avrebbe indotto a rinunciare sia un imprenditore abruzzese del settore della logistica, inizialmente interessato a rilevare quote del Football Brindisi, sia una nota azienda farmaceutica dal proposito di diventare main sponsor della squadra.

Vittorio Galigani spiega anche come dopo la partita con la Vibonese sia maturato in lui il sospetto di una combine, anche alla luce dell'incredibile numero di rigori subiti e di espulsioni nel corso delle partite disputate sotto la sua gestione. E poi, ancora, il rapporto con i giocatori, progessivamente deterioratosi, le presunte falese notizie sullo stato finanziario della società, e la difficoltà di accedere ai documenti contabili della precedente gestione ricevuti solo a novembre e su cui, afferma Galigani, la Covisoc avrebbe chiesto chiarimenti. E non da ultimo, la presunta prevenzione nei suoi confronti da parte del sindaco Mennitti. Tutto questo, e ancora di più, nella nota che pubblichiamo integralmente.

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Il comunicato integrale di Vittorio Galigani

Subito dopo l’incontro disputato contro la Vibonese, considerato l’andamento della partita ed i fatti accaduti nel periodo immediatamente precedente, ho deciso di concedermi un periodo di riflessione, meditando sulle decisioni da assumere sempre nell’esclusivo interesse della F.B. Brindisi 1912 Srl.

Quella domenica di metà dicembre ho assistito ad uno spettacolo avvilente tanto da indurmi, anche per le relazioni fattemi dai miei collaboratori sul comportamento tenuto da alcuni componenti della squadra durante e dopo la partita, a presentare un esposto alla Procura Federale della F.I.G.C. perché fosse verificato e valutato il reale svolgimento dei fatti denunciati.

Quella domenica è stato il punto più alto dei miei dubbi. I sei punti conquistati in ben undici partite, gli undici calci di rigore subiti in quindici partite disputate, le sole due reti messe a segno nelle ultime undici gare, hanno ingenerato nel sottoscritto prima scoramento, per situazioni che ritenevo impossibili, ma poi, a mente fredda, è subentrato il sospetto per quelle stesse situazioni che fino a quel momento non mi quadravano.

Mi è giunta voce secondo la quale nell’ultimo mese si sono tenuti ripetuti incontri tra gruppi di tifosi e tesserati della società, incontri che hanno maliziosamente alimentato il denigramento di tutta la nostra dirigenza ed addirittura il 27 dicembre i calciatori hanno attuato uno sciopero adducendo  motivazioni ancora non comprese.

Il sottoscritto è stato invitato ad un incontro definito “chiarificatore”, invito che ho inteso declinare, ritenendo di non aver più nessun argomento che non sia stato già discusso e soprattutto che possa essere diverso dai fatti dimostrati. In questi mesi (anche probabilmente per il comportamento di alcuni tesserati) ho subito, senza per altro cadere in facili provocazioni, un attacco mediatico oltre il limite della decenza, leggendo ed ascoltando considerazioni calunniose sulla dirigenza e sulla gestione societaria per le quali mi riservo ogni eventuale azione di responsabilità in ogni sede opportuna.

Purtroppo questa campagna di stampa ha avuto una sola vittima: la F.B. Brindisi 1912 Srl. Infatti un imprenditore che opera nel settore logistico, con sede in Abruzzo, aveva espresso il suo desiderio di acquistare quote della società nella misura del 30% e la trattativa era ormai avviata ed alle fasi conclusive. Proprio in conseguenza del diffondersi di queste notizie incontrollate, il medesimo imprenditore ha preferito defilarsi e non concludere più l’acquisto delle quote con evidenti danni per il F.B. Brindisi 1912 Srl. Così anche lo sponsor, una azienda farmaceutica di primaria importanza, il quale per lo stesso motivo ha deciso di non accostare il proprio marchio a quello del Brindisi.

Discorso a parte merita il rapporto con il fratelli Barretta per l’acquisizione delle quote sociali del F.B. Brindisi 1912 Srl avvenuta il 13 agosto 2010. Solo per inciso è giusto puntualizzare che in mancanza di detta acquisizione, il calcio professionistico a Brindisi sarebbe scomparso. Detto ciò, è opportuno precisare che solo nel mese di novembre, dopo ripetuti solleciti, siamo riusciti ad entrare in possesso della documentazione contabile della società, consegnata allo studio De Vita dai consulenti della precedente proprietà.

Nel prendere visione delle scritture contabili, antecedenti al 13 agosto 2010, i nostri legali e commercialisti hanno verificato che alcune poste di bilancio ed alcuni movimenti bancari avrebbero dovuto essere approfonditi in quanto si sarebbe potuta configurare un’ipotesi di irregolarità nella gestione societaria precedente al 13 agosto.

Le stesse irregolarità danno dimostrazione della valutazione spropositata conferita al valore della società ragion per cui la quantificazione delle stesse quote deve essere rivista ed il punto sarà oggetto di valutazione dell’Autorità Giudiziaria già investita della richiesta di misura cautelare formulata dalla società e dalle socie. Inoltre la Covisoc, in una ispezione effettuata a metà novembre, ha rilevato alcune irregolarità sulla contabilità sino al 30 giugno 2010, chiedendo chiarimenti sul punto. Di tale richiesta sono stati informati i precedenti proprietari del F.B. Brindisi 1912 Srl senza aver ottenuto alcun positivo riscontro.

Altra questione importante: continuamente ho reso pubblica la totale indifferenza delle Istituzioni territoriali nei rapporti con la nostra società, invocando aggregazione e partecipazione fisica ai nostri eventi, senza mai richiedere alcun tipo di aiuto economico sotto qualsiasi forma anche perché ben sapevamo che nessun aiuto sarebbe potuto arrivare per quei motivi noti anche ai sampietrini delle strade brindisine.

Nei due incontri intervenuti con il Sig. Sindaco ci è stato riferito che il medesimo non sarebbe andato allo stadio in quanto non ne aveva voglia, aggiungendo, per altro, che nessun imprenditore della città aveva in serbo il desiderio di avvicinarsi alla nostra società, né sotto forma di affiancamento, né di sponsorizzazione né di altro, lasciandoci nel più completo isolamento e disinteresse.

Nell’ultimo mese, invece, mi è stato riferito che lo stesso Sig. Sindaco avrebbe di nuovo preso a cuore le sorti della prima società calcistica cittadina e conseguentemente avrebbe convocato (a nostra insaputa) presso i propri uffici a Palazzo di Città un tesserato della società al fine di conoscere le reali notizie sullo stato societario del F.B. Brindisi 1912 Srl.

Successivamente lo stesso Primo Cittadino ha convocato incontri con i tifosi manifestando interesse, nel corso di una di queste occasioni, ad incontrare il Sig. Antonio Pupino quale rappresentante dell’attuale proprietà escludendo qualsiasi ipotesi di incontro con il sottoscritto (secondo quanto mi è stato riferito), dimenticando però che il sottoscritto è e risulta ancora essere il legale rappresentante del F.B. Brindisi 1912 Srl.

In ogni caso apprendo con immenso piacere queste notizie, che mi auspico veritiere, come mi auspico veritiera la volontà del Sig. Sindaco di desiderare che commercialisti da lui stesso indicati possano prendere visione delle scritture contabili presso lo studio del nostro commercialista, come mi auspico sia veritiera la notizia che circola in città e trapelata a mezzo stampa che il Sig. Mennitti è nella facoltà di trovare una o più persone desiderose di avventurarsi in questa operazione di salvataggio dei colori bianco azzurri.

Anche se non si tratta di salvataggio in quanto la società, pur tra mille difficoltà, sta comunque onorando i propri impegni, primo tra tutti salvare quella categoria già mantenuta, grazie al nostro intervento, l’estate scorsa, posso comunque rassicurare il Sig. Sindaco che non è mia intenzione intralciare in alcun modo il passaggio di consegne da lui auspicato, facendo tutti i passi necessari. Non è però in alcun modo possibile, diversamente da quanto dallo stesso asserito, procedere alla consegna del titolo sportivo nelle sue mani se non in presenza di un soggetto giuridico che surroghi e liberi l’attuale proprietà del F.B. Brindisi Srl da tutte le garanzie passate, presenti e future nei confronti della vecchia proprietà, fornite dagli attuali soci contestualmente all’atto di trasferimento delle quote sociali.

Ritengo che in virtù delle indiscusse capacità manageriali che si riconoscono nella persona del Sig. Mennitti, lo stesso non avrà nessuna difficoltà a trovare la soluzione ideale in soccorso della prima squadra calcistica della città. Comunico infine, in forma ufficiale, di aver formalmente manifestato la volontà di rassegnare le dimissioni irrevocabili che saranno oggetto della prossima assemblea convocata per il giorno 27 gennaio 2011.

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