Francesco Del Zotti: il “baby” allenatore che ha conquistato l’Abruzzo

A soli 26 anni, alla guida del Sambuceto, votato come miglior tecnico del campionato di Eccellenza abruzzese. Oltre ad allenare, è anche preparatore atletico: “Mi piace il gioco offensivo"

BRINDISI – Dalla Serie A alla Terza Categoria, difficile trovare un allenatore più giovane di lui. A soli 26 anni, il brindisino Francesco Del Zotti ha conquistato il secondo posto del campionato di Eccellenza abruzzese, alla guida di una squadra di provincia, il Sambuceto (Chieti), che in 60 anni di storia non aveva mai raggiunto un simile risultato. Non solo. Oltre ad allenare, Del Zotti si occupa anche della preparazione atletica, applicando una coraggiosa metodologia. Quale? Quella del costante lavoro con la palla. “Ho capito che solo allenando avrei potuto attuare questa idea – spiega – e allora ho deciso di mettermi in gioco”. 

La carriera

Del Zotti è cresciuto nel vivaio della Cedas Avio Brindisi, per poi approdare alla Juniores nazionale della Virtus Francavilla. Dopo la maturità si trasferisce a Chieti, dove si iscrive alla facoltà di Scienze motorie. Fino a 24 anni milita nel campionato di Eccellenza fra le file del River Chieti. Una volta conseguita la laurea, appende gli scarpini al chiodo e inizia una nuova carriera nello staff tecnico del Chieti, città in cui attualmente gestisce una palestra. 

Francesco Del Zotti 3-2

“Da preparatore – afferma Del Zotti – prediligevo gli esercizi con la palla, ma era difficile far accettare all’allenatore questa idea un po’ ‘strana’ che avevo del calcio”. L’occasione di mettere in pratica le sue teorie arriva presto. “Nell’estate 2018 – racconta – all’età di 25 anni, il direttore tecnico del Sambuceto, Nicola Zirpolo, più grande di me di soli quattro anni, dopo avermi corteggiato prima come giocatore e poi come preparatore, mi ha finalmente dato l’opportunità di allenare. Ovviamente l’ho colta al volo”. 

L’approdo al Sambuceto

Sambuceto, frazione di San Giovanni Teatino con una popolazione di circa 10mila persone, ha una storia calcistica che non è mai andata oltre il campionato d’Eccellenza. Ma gli impianti e le strutture a disposizione della squadra sono da categorie superiori. “A Sambuceto – spiega Del Zotti – ho trovato una bella organizzazione, con buone attrezzature, fra cui uno spara-palloni per allenare i portieri. Ho avuto la fortuna di aver incontrato una società sana e ben organizzata. Non è facile al giorno d’oggi trovare un club disposto a investire una cifra importante e darla in mano a un ragazzo di 25 anni”. 

Il rapporto con i calciatori

Del Zotti è subito entrato in sintonia con i suoi calciatori. “Non ho sofferto la gestione dei giocatori esperti del gruppo – racconta – perché ho avuto a che fare con persone intelligenti. Se un atleta si rende conto che un allenatore lavora per lui, a sua volta si metterà a disposizione del tecnico per aiutarlo a svolgere il suo lavoro. Io lavoro per me stesso, ma anche per il gruppo. È questo che fa da collante fra la squadra e il mister”. 

Fin dalla preparazione estiva, dunque, “ad eccezione di tre giorni, neanche consecutivi”, dichiara Del Zotti, solo allenamenti con il cuoio. “Un allenatore/preparatore – prosegue – riesce a capire meglio di un semplice allenatore l’efficacia di un determinato esercizio. Noi lavoriamo sugli aspetti fisici e di condizione atletica, utilizzando sempre la palla”. 

Campionato chiuso al secondo posto

Tale metodo di lavoro si è rivelato subito vincente, perché il Sambuceto, che al termine della stagione 2017-18 si era classificato al nono posto, è partito con sei vittorie consecutive, chiudendo il girone di andata in testa, a pari punti con il Chieti, futuro vincitore del campionato. 

Alla fine della regular season la squadra ha chiuso al secondo posto, a pari punti con la Torrese, qualificandosi per i playoff regionali. In semifinale, vittoria tennistica (6-0) contro lo Spoltore. In finale, contro la stessa Torrese, il gol del 3-3 realizzato dagli avversari al 120’ ha negato al Sambuceto la gioia della poule nazionale, in virtù di una differenza reti favorevole alla Torrese. Nessun rimpianto, ad ogni modo, per una stagione da incorniciare. 

Francesco Del Zotti 2-2

Un super attacco

“Abbiamo affrontato squadre – spiega l’allenatore brindisino – con budget ben più consistenti rispetto al nostro”. Senza troppi tatticismi, Del Zotti ha puntato su un gioco a trazione offensiva. Basti pensare che il Sambuceto, con 72 gol in 34 partite, è stata la squadra più prolifica del girone. Fabio Lalli, con 25 reti, ha vinto il titolo di capocannoniere, mentre il suo compagno di reparto, Alessio Criscolo, è andato a segno 19 volte. L’annata si è conclusa con un bel riconoscimento personale per Del Zotti, che dai tifosi, tramite un concorso indetto dal quotidiano Centro, in collaborazione con il Comitato regionale della Lega nazionale dilettanti, è stato votato come miglior allenatore del campionato d’Eccellenza. Scontata, dunque, la permanenza a Sambuceto. 

La meritata riconferma

“Sono stato riconfermato – ammette – quasi subito. Abbiamo già completato la squadra, ad eccezione di un centrocampista e di un attaccante, mantenendo 13-14 elementi della passata stagione. Sarà difficile ripetere i risultati dello scorso anno, anche perché mi aspetto un campionato ancora più combattuto, con il Lanciano a fare la voce grossa. Ma noi, come sempre, giocheremo per vincere tutte le partite”. 

Quali, invece, le ambizioni personali di mister Del Zotti? “Il fatto che a 26 anni alleni in Eccellenza – afferma – non implica che fra 10 anni debba ritrovarmi in Serie A. Per un allenatore può valere lo stesso discorso che vale per quei giocatori a 19 anni sono fenomeni e a 21 anni diventano dei calciatori normali. Per fare carriera bisogna essere fortunati, trovare le annate giuste e allenare una squadra che ti segue: magari fosse così facile”. 

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