Happy Casa tradita a Cantù dalla sosta di campionato

In campo priva della solita concentrazione e forma agonistica. Bene Moraschini e Gaffney

BRINDISI - Coach Vitucci aveva disegnato sulla lavagnetta la rimessa perfetta per salvare il risultato e portare Cantù ai supplementari, ed aveva affidato il compito a Moraschini e Gaffney, vale a dire i migliori in campo. I sei decimi che mancavano alla fine della partita richiedevano una rimessa lampo ed un intervento immediato.

Poco è mancato che Moraschini inventasse l’assist giusto per l’hally-hoop di Gaffney che è volato sul ferro, ma non è riuscito a schiacciare il pallone a canestro, lasciando il vantaggio finale di due punti e la meritata vittoria a Cantù.

Happy Casa Brindisi, tuttavia, è stata costantemente in partita ed è arrivata a giocarsi il risultato sul filo di sirena perché non ha mai trovato la consueta e riconosciuta forza fisica e mentale, ma soprattutto la giusta energia che ha determinato finora i migliori risultati in campionato e la eccellente prova fornita in Coppa Italia. 

Non sembrava la vera Happy Casa.

No, quella vista in campo a Cantù, al di là del risultato, non sembrava essere la vera Happy Casa Brindisi, la squadra che finora aveva suscitato ammirazione per il gioco messo in mostra, per la forza mentale del suo gruppo, per la capacità di essere in partita con la straordinaria voglia di vincere, senza mai arrendersi, per la caparbietà di ogni singolo giocatore.

Si dirà che in fondo la squadra di coach Vitucci ha perso una partita in trasferta con la differenza di soli due punti e che ha avuto la possibilità di recuperare il risultato, ma sin dall’inizio si è capito che Happy Casa era in campo come svuotata di energia e che, alla mancanza di brillantezza fisica ed atletica, rilevata dallo stesso allenatore brindisino nel dopo partita, era venuta meno anche la forza morale, individuale e di gruppo che è stata finora la principale caratteristica della squadra. 

Irriconoscibile Jeremy Chappell.

Simbolo di questa analisi è stato Jeremy Chappell, giocatore di fondamentale importanza e straordinario interprete dello spirito di gruppo, alla base dei successi finora conseguiti da Happy Casa Brindisi. In questa partita Chappell ha perso 3 palle consegnandole nelle mani degli avversari in modo clamoroso, ha tirato con 4/7 da 2 punti e 0/3 da 3, ed ha catturato 3 soli ribalzi ed è rimasto in campo per ben 32 minuti.

Probabilmente coach Vitucci avrebbe fatto meglio a limitarne il minutaggio, anche per contenere i fischi ingenerosi del suo ex pubblico canturino che troppo presto ha dimenticato che lo scorso campionato Chappell era stato il migliore di Cantù, grande protagonista dei loro successi.

La ripresa della squadra di coach Vitucci ora passa sicuramente attraverso il recupero di Chappell che non può essere quello visto nella finale di Firenze, contro Cremona, né quello visto a Cantù, ma che deve ritornare ad essere uomo-squadra e giocatore di riferimento per i propri compagni, il brillante protagonista dei successi conseguiti da Happy Casa. 

Gaffney-2

E sotto i tabelloni niente 

Happy Casa Brindisi, che non aveva mai concesso tanti rimbalzi, oltre a secondi e terzi palloni, neppure all’Olimpia Milano (34 di cui 14 offensivi 20 difensivi nella partita del 20 gennaio scorso!) ha lasciato a Cantù ben 49 rimbalzi di cui 17 in attacco e 32 in difesa rispetto ai 29 complessivi di cui 8 in attacco e 21 in difesa.

Ma ciò che più ha impressionato è stata la scarsa presenza sotto i tabelloni, la mancanza di “aiuti” difensivi, un valido taglia fuori, mentre spesso, invece, si sono visti giocatori distratti e fuori dalla lunetta lasciare spazi agli attaccanti canturini. John Brown ha ingaggiato una lotta quasi impari con Davon Jefferson, senza mai aver ricevuto un solo aiuto, ed ha dovuto lasciagli 7 rimbalzi, mentre è stato concesso a Shaleed Davis di interpretare la parte da leone con 19 rimbalzi (8 offensivi e 11 difensivi).

Sotto le plance Tony Gaffney (pure fra i migliori in campo) ha chiuso la partita con la miseria di un solo rimbalzo difensivo ed i rimbalzisti della squadra brindisina alla fine sono risultati Erik Rush e Devondrik Walker con 4 a testa.

E’ mancato ancora Wojciechowsky, sempre assente nella lotta sotto i tabelloni, in attacco ed in difesa, dove ha catturato solo 3 rimbalzi, anche se apprezzabile con i suoi 10 punti realizzati, soprattutto con 2 triple consecutive ed un canestro da 2 punti che hanno rivitalizzato il punteggio. Ben poca cosa per giustificare la sua partecipazione e quella della squadra sotto i canestri.

La sosta di campionato nel momento sbagliato

Si può, così, facilmente dedurre che la lunga sosta di campionato è intervenuta ad interrompere uno stato di forma eccellente della squadra di coach Vitucci che nel breve volgere di meno di 20 giorni si è sottoposta allo straordinario e stressante impegno di Coppa Italia, nel corso della quale ha dovuto giocare tre partite in tre giorni pur avendo nelle gambe il ritmo di una partita alla settimana, quello consentito dagli impegni di campionato. 

Rivelatrici di questa condizione sono da considerare anche le 7 palle perse non per il pressing irruente degli avversari ma semplicemente per averle consegnate nelle mani dei giocatori di Cantù, quale grazia ricevuta. Si aggiunga anche la consueta difficoltà di organizzare durante la luna sosta di campionato una partita amichevole, con formazioni di pari livello o comunque in grado di poter impegnare la squadra di coach Vitucci in un allenamento produttivo, e si spiega ancora meglio il calo di concentrazione e la scarsa brillantezza, dati negativi avvertiti fin dalla partita contro Cremona nella finale di Coppa Italia del 17 febbraio scorso.

I migliori: Riccardo Moraschini e Tony Gaffney.

Non a caso Riccardo Moraschini è stato il migliore in campo grazie all’impegno con la Nazionale Italiana che gli ha consentito di rimanere allenato e concentrato. Moraschini è rimasto in campo 32 minuti, ha realizzato 17 punti tirando con 3/6 da 2 e 3/4 da 3 punti,2/3 ai liberi, 2 rimbalzi e 4 assist sono il frutto della sua prestazione a Cantù e con Tony Gaffney è stato fra i pochi a tenere testa ai canturini. Tony Gaffney ha confermato di essere ormai verso la migliore condizione fisica e di forma, ma dovrebbe risultare ancora più determinante se riuscisse a far sentire il suo peso sotto i tabelloni.

Coach Vitucci ed il suo staff sono chiamati a riportare la squadra nelle migliori condizioni fisiche e di forma in vista della prossima gara in programma al PalaPentassuglia, con Auxilium Torino (si gioca con inizio alle ore 12), e lavorare sul recupero di Wes Clark, senza che la sconfitta di Cantù porti ad accelerare il suo rientro in campionato.

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