La Happy Casa Brindisi strappa punti e applausi al PalaDozza

La squadra di coach Vitucci ha battuto Bologna con grande personalità, consolidando il quarto posto in classifica. Valutazioni finali da capogiro per Moraschini e Chappell

Chappell a canestro (foto Legabasket)

BRINDISI - Per Happy Casa gli applausi non finiscono mai. E questa volta a quelli dei  supporters brindisini, presenti in larga rappresentanza, si sono aggiunti anche gli applausi calorosi e spontanei della curva e di tutto il “PalaDozza” per sancire l’eccellente prestazione della squadra di coach Vitucci contro Segafredo Virtus Bologna. 

Non finisce mai di sorprendere questo gruppo straordinario tanto che, chiamato alla difficile conferma del suo valore assoluto, volto a consolidare la 4^ posizione in classifica generale, ha mostrato più personalità ed un carattere da grande squadra, consapevole delle specifiche capacità, in grado di imporre il proprio piano-partita con grande autorevolezza anche in palasport ed una Virtus che di solito mette sudditanza per il suo glorioso passato e vincere con +16 punti di vantaggio (61-77). 

Ed è proprio nel “PalaDozza” di Bologna che la squadra di coach Vitucci, a quattro giornate dalla fine del campionato, ha messo un punto fermo sulla partecipazione alla griglia play off, un sogno solo a pensare a quali erano i programmi della società ed alle aspettative della tifoseria alla vigilia di questo campionato.

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Partita a scacchi Vitucci-Djordievic

Bologna- Brindisi è stata come una partita a scacchi fra i due coach. L’allenatore virtussino ha cercato in ogni modo di mescolare le carte a coach Vitucci utilizzando infinite rotazioni, così come sua abitudine, ora abbassando e poi alzando in continuazione il quintetto. Coach Vitucci ha sempre risposto adeguatamente con i cambi giusti ed il resto lo hanno fatto i suoi giocatori con l’impegno di squadra, giocando una difesa attenta ed aggressiva che nell’ultimo quarto è stata superlativa, lasciando alla Virtus solo 10 punti, realizzandone 21. L’allenatore brindisino ha poi dovuto limitare le sue scelte e rimediare all’indisponibilità di Wojciechowski, che ha giocato solo 7 minuti ed è rimasto poi fermo in panchina per un duro colpo ricevuto alla schiena.

Record di valutazione per Brown e Chappell

Happy Casa ha vinto ancora una volta giocando da squadra, ma è innegabile che sono stati John Brown e Jeremy Chappell i protagonisti assoluti della partita, quasi in gara fra di loro in oltre mezzora di presenza in campo, a strappare applausi e dimostrare la loro straordinaria dedizione al gruppo. Le cifre parlano di una prestazione stupefacente, la miglior in assoluto di questo campionato, con valutazione finale da capogiro. 

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John Brown ha chiuso i suoi 32 minuti di presenza in campo con una valutazione finale complessiva di 35, ha realizzato 29 punti, con 12/ 21 da due punti, 1/1 da 3 punti, 2/3 ai liberi,10 rimbalzi ed 1 assist. Si piazza al 2° posto nella classifica per tiri realizzati da 2 punti in campionato, con 151 realizzazioni, dietro solo a Davon Jefferson(176). Ha affatto letteralmente ammattire i suoi avversari sotto canestro, spesso beffandoli con canestri in “reverse” e spettacolari schiacciate a canestro. E strepitosa è stata anche la prestazione di Jeremy Chappell, “giocatore-ovunque” che ha concesso alla squadra grande intensità e solidità in ogni angolo del campo, pronto a difendere ed a colpire con un micidiale 6/7 da 2 punti,4/6 da 3 punti,1 /1 ai liberi, 10 rimbalzi,3 palle recuperate e 3 assist con 38 di valutazione finale. Per Brown e Chappell è il record di valutazione personale nel campionato italiano.

Moraschini’s day

Ma quella di Bologna è stata anche la partita di Riccardo Moraschini, autore di una prestazione brillante proprio in quel palasport che è casa sua. E’ stata, infatti, la sua serata straordinaria, di poco offuscata dalle “americanate” di Brown e Chappell, durante la quale ha giocato per 32 minuti, ha realizzato 13 punti, con 3/4 da 2 punti, 2/4 da 3 punti, 1/1 ai liberi, ha conquistato 4 rimbalzi ed ha servito 4 assist ottenendo una valutazione complessiva finale di 19. 

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A fine partita è uscito dal “PalaDozza” raccogliendo appalusi scroscianti dalla sua vecchia curva-Virtus, quasi una chiamata a raccolta, per ritrovare quel senso di appartenenza che è stato sonoramente rimproverato a tutta la squadra per la pesante sconfitta subita. Il miglior Moraschini visto a Bologna è il più importante recupero a disposizione di coach Vitucci per il finale di campionato e per le ormai vicini impegni dei play off.

Il recupero di Wes Clark

A Bologna solo 5 minuti di presenza in campo, schierato peraltro in posizione di guardia, hanno confermato che il recupero completo di Clark è ancora lontano dall’essere compiuto. Il ritmo pressante di queste e delle prossime 4 partite di campionato non consente a coach Vitucci di concedere più minutaggio a Clark per evitare di compromettere il risultato delle partite. La società sembra decisa ad attendere la fine del campionato per un eventuale rinforzo, considerato che si può attingere al mercato fino ad una settimana prima dell’inizio dei play off e che Devondrik Walker potrebbe essere recuperato per i play off.

Il “box score” di Adrian Banks

Stupisce la prestazione di Adrian Banks al “PalaDozza” di Bologna ad una prima lettura del suo score. Leggere quel 0/9 complessivo al tiro, 2/4 ai liberi, 2 rimbalzi, 6 assist e -1 di valutazione si stenta a credere che appartenga al capitano di Happy Casa. Poi si legge che è stato in campo per ben 34 minuti di gara e si spiega il beneficio che evidentemente ne trae coach Vitucci. Nelle caselle dello score non si leggerà mai quanto un giocatore contribuisca al gioco di squadra in termini di “carisma e “personalità”, di quanto possa valere la presenza di un giocatore che serve come un allenatore, che detta i ritmi di gara, che è pronto agli “aiuti” che si fa vedere in ogni necessario disimpegno. Ma quando non ci saranno i punti di Chappell, Brown e Moraschini il capitano Banks dovrà rispondere “presente”.

Una “terna” perfetta

Carmelo Paternicò, Lorenzo Baldini e Matteo Boninsegna hanno diretto la partita del “PalaDozza” con notevole senso di equilibrio e grande professionalità. In un certo momento avrebbero potuto anche subire l’influenza negativa dell’ambiente che si andava sviluppando con la contestazione della “curva-Virtus” e poi di tutti gli altri settori, nei confronti della propria squadra, ma la loro esperienza è servita a conferire alla partita il giusto verso ed alla squadra di coach Vitucci la consapevolezza della correttezza di ogni loro decisione. 
Sono questi gli arbitri che il pubblico vorrebbe vedere su tutti i campi, in ogni partita, imparziali e non protagonisti ad ogni costo, che possano anche commettere errori, ma che abbiano sempre in campo un atteggiamento rispettoso nei confronti dei giocatori, del pubblico e delle società.

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