Happy Casa, pausa provvidenziale: due settimane per ricaricare le batterie

Archiviata la sconfitta contro Milano, si torna in campo il 4 marzo, a Brescia. Atteso a giorni il sostituto di Lalanne

BRINDISI - Non sempre i miracoli si ripetono. Happy Casa Brindisi ha sperato per 20 minuti di ripetere le prestigiose vittorie conseguite nel PalaPentassuglia contro Olimpia Milano, come la prima, incredibile e prestigiosa, ottenuta dalla squadra di coach Rudy D’Amico e del presidente Mario Scotto, nel debutto in serie A (risultato 74-72 nel campionato 1981-82, con 28 punti e 18 rimbalzi di Otis Howard e 22 punti di Claudio Malagoli), contro la formazione sponsorizzata Billy e guidata da Dan Peterson (Elio Pentassuglia, presente alla partita, ritenne doveroso ospitare a cena l’inferocito Dan Peterson che, ancora imbestialito per la sconfitta inattesa, dopo un  confronto  a toni altissimi con i suoi giocatori nello spogliatoio, accettò l’invito, ringraziò Elio ma trovò la lucidità necessaria per stabilire un risoluto “…però paghi tu, Elio!”). 

Primo tempo spumeggiante

In quei primi 20 minuti di partita la squadra di coach Vitucci ha espresso un gioco di ottima fattura ed ha fatto sognare e sperare il pubblico del PalaPentassuglia nella realizzazione di una nuova impresa eclatante, quando Scott Suggs ha portato il vantaggio di Happy Casa Brindisi a + 14 (32-18).  Il massimo vantaggio era maturato dopo che Happy Casa Brindisi aveva condotto la partita sempre avanti con il risultato, grazie ad un gioco di squadra efficiente che aveva trovato in Tau Lydeka il terminale conclusivo in attacco (concluderà la partita con 15 realizzati, 7/7 da due punti), ed un efficiente centro difensivo, anche se a lui bisogna chiedere più presenza ai ribalzi rispetto ai 3 catturati contro Milano. 

Nic Moore contro Milano-2

La rimonta

Poi coach Simone Pianigiani ha risistemato la sua squadra, ha chiesto ed ottenuto dai suoi giocatori quella intensità difensiva che era mancata fino a qual momento, ha allungato la difesa, ha dato vita a rotazioni continue utilizzando dalla panchina  giocatori di altissimo livello che hanno garantito continuità, grande fisicità e prestanza atletica, ed ha oscurato il canestro a Nic Morre con una marcamento aggressivo e con raddoppi costanti tanto da costringere il play brindisino a tirare con un 0/6, ed ha così rimontato il -14 e chiuso il primo temo con un -2 (42-40) che riapriva la partita. Ed alla ripresa più che ad un crollo della squadra di coach Vitucci si è assistito al ritorno imperioso di una formazione, qual è quella di coach Pianigiani, che dispone di uno roster di straordinarie capacità tecniche, fisiche ed atletiche, con giocatori che si possono intercambiare con grande facilità mantenendo allo stesso tempo inalterati i piani di gioco ed un ritmo elevato e costante, difronte al quale   Happy Casa Brindisi ha potuto fare ben poco.

Il terzo quarto è stato la raffigurazione della differente potenzialità dei due roster con protagonista Olimpia Milano che ha piazzato un parziale di 7 a 0, e poi ha praticamente chiuso ogni via di accesso al canestro ad Happy Casa Brindisi che ha dovuto attendere circa 5 minuti prima di realizzare con Tepic Milenko i due punti del 44-47.  E’ stato il “quarto” decisivo chiuso con 7 a 20 per Milano ed ha nulla è valso per la squadra di coach Vitucci giocare l’ultimo quarto con più energia e limitare i danni perché l’Olimpia Milano aveva congelato il risultato finale ed ha portato agevolmente a termina la vittoria con esperienza, grazie alla grande disponibilità di giocatori di grande valore in grado di alternarsi in campo senza mai alterare il valore del roster.  

Brindisi-Milano 4-2

Altro arbitraggio discutibile

Sulla vittoria dell’Olimpia Milano, indiscutibile e meritata, non ha di certo inciso in maniera determinante l’arbitraggio dei signori Carmelo Paternicò, Massimiliano Filippini, e Alessandro Nicolini, ma alcune provvedimenti clamorosi sono sembrate dettati da consueto timore reverenziale nei confronti del “colosso” milanese. 

Il dubbio sorge spontaneo in particolare quando alcune decisioni sono prese nel momento in cui Milano è in difficoltà ed è sotto di 14 punti. Desta incredulità, infatti, un fallo decretato come antisportivo fischiato a Scott Suggs con un inspiegabile eccesso di zelo in un momento in cui Brindisi stava subendo il rientro in partita di Milano, ed ancor più incredibile è parso un fallo plateale non sanzionato, commesso sul braccio di Nic Moore mentre tirava da 3 punti che ha provocato la reazione del play brindisino e l’immediato fallo tecnico fischiato da Filippini, che pure era a due passi dall’azione. A quando un arbitraggio obbiettivo che non provochi la rabbia dei tifosi del PalaPentassuglia? 

Lydeka, Happy Casa-Milano-3

Due settimane di stop

Archiviata la “giornata del ringraziamento” per i risultati favorevoli coincisi con le sconfitte di Pesaro e Capo d’Orlando (rispettivamente in casa contro Torino e Regio Emilia) e di Pistoia ad Avellino, che lasciano inalterata la classifica in zona retrocessione, il campionato si ferma per due settimane per dare spazio alle Final Eight ed alle partite della Nazionale. 

Sarà il tempo necessario perché coach Vitucci ed il preparatore atletico Marco Sist possano lavorare per presentare alla ripresa del campionato una squadra pronta tatticamente ed atleticamente per affrontare il doppio impegno esterno di Brescia ed Avellino. La sosta servirà alla New Basket ed al general manager Alessandro Giuliani per completare finalmente il roster ed assicurare alla squadra un giocatore in grado di ricoprire il vuoto lasciato da Cady Lalanne. Il presidente Nando Marino ha confermato la trattativa ben avviata per l’ingaggio di Erik Murphy aggiungendo che non è stata ancora perfezionata e che Murphy non è l’unico giocatore nel taccuino di Vitucci e Giuliani. 

In sede di presentazione delle squadre non è mancata la meritata ed affettuosa “standing ovation” del pubblico del PalaPentassuglia per Marco Esposito, il giovane allenatore brindisino che fa parte dello staff tecnico dell’Olimpia Milano di coach Simone Pianigiani. 

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