I Barretta salutano, Galigani entra. "Vi raccontiamo come è andata"

BRINDISI – E’ finita con due lacrimoni l’incontro tra i presidenti uscenti del Football Brindisi, Giuseppe e Francesco Barretta, e i giornalisti. Doveva essere una conferenza di addio dei Barretta, ma poi si è aggiunto Vittorio Galigani, neo presidente del Brindisi, acquistato da una cordata di imprenditori tarantini, e sono scappate le lacrime. Proprio a Galigani. Giuseppe Barretta aveva appena finito di dire che il Brindisi per loro è come un figlio quando Galigani ha preso la parola ed ha ricordato quanto sofferta e condita di tristezza sia stata la sottoscrizione dell’intesa per il passaggio di mano del pacchetto societario.

La conferenza stampa di Vittorio Galigani e Giuseppe Barretta

BRINDISI – E’ finita con due lacrimoni l’incontro tra i presidenti uscenti del Football Brindisi, Giuseppe e Francesco Barretta, e i giornalisti. Doveva essere una conferenza di addio dei Barretta, ma poi si è aggiunto Vittorio Galigani, neo presidente del Brindisi, acquistato da una cordata di imprenditori tarantini, e sono scappate le lacrime. Proprio a Galigani. Giuseppe Barretta aveva appena finito di dire che il Brindisi per loro è come un figlio quando Galigani ha preso la parola ed ha ricordato quanto sofferta e condita di tristezza sia stata la sottoscrizione dell’intesa per il passaggio di mano del pacchetto societario.

“Vi chiedo scusa – ha detto Galigani battendo una mano sul petto di Giuseppe Barretta -, ma io sono una persona molto emotiva e la sofferenza dei fratelli Barretta la sto vivendo come fosse mia”. I Barretta, come era prevedibile, hanno usato la mannaia. Non contro il sindaco Domenico Mennitti (“Lui probabilmente non sapeva come si era sviluppata la vicenda della trattativa”), ma contro il vice sindaco Mauro D’Attis, incaricato dal sindaco di gestire la questione-calcio. “La sua è stata una manovra di basso profilo, una manfrina – ha sottolineato Giuseppe Barretta -, finalizzata a scaricare addosso a noi l’esito della trattativa con la cordata di brindisini che secondo D’Attis era interessata a rilevare la nostra società. Ed era tanto in malafede – ha aggiunto – che da allora non ci ha più telefonato”.

Francesco Barretta, essendo il presidente del Brindisi, ha seguito la trattativa in prima persona. E l’ha voluta raccontare facendo una premessa: “Noi non abbiamo mai detto al sindaco che intendevamo regalare la squadra. Avevamo, invece, detto di impegnarsi sul suo versante per trovare eventuali acquirenti, mentre noi ci saremmo impegnati sul nostro versante a trovarne altri. Tanto è vero che noi avevamo avviato la trattativa con Vittorio Galigani, interessato a rilevare il Brindisi perché società sana e senza debiti, che ha persino avuto i complimenti della Covisoc per come è gestita dal punto di vista contabile”.

“E questo lo posso garantire io – ha detto Antonio Pupino, imprenditore tarantino, che sarà il vice presidente della nuova società -. Io non ho chiesto di vedere bilanci. Ho telefonato direttamente in Lega, alla Covisoc che mi ha fatto gli elogi di questa società, e mi ha parlato di bilanci in ordine, privi di passività”. Francesco Barretta continua a raccontare la sua storia sulla trattativa. “Quando D’Attis mi ha convocato per dirmi che c’era una cordata di dodici imprenditori brindisini – prosegue -, io gli ho chiesto i nomi. Ma lui ha detto che si era impegnato a non rivelarli. E comunque che la trattativa era vincolata alla cessione gratis della squadra perché la cordata intendeva solo proporre il ripescaggio”.

Non solo dovevo accettare questa richiesta, ma avremmo dovuto fare subito un comunicato stampa. Dissi di no. Comunque l’indomani sono andato all’Hotel Nettuno dove stavano gli imprenditori contattati da D’Attis. Quattro di loro, quando hanno sentito parlare di campionato, vendita e cifre, si sono alzati e hanno detto: ‘Scusateci ma noi avevamo capito che si trattava di una sponsorizzazione di 2-3000 euro’. E sono andati via. La questione dei bilanci è stata solo una scusa”.

Capitolo Prima divisione. “Non eravamo affatto rassegnati a perderla – spiega Giuseppe Barretta -. La trattativa con la cordata di Vittorio Galigani andava avanti da tempo. Loro erano interessati alla C2. Noi gli dicemmo di aspettare perché volevamo tentare di portare il Brindisi in C1 e se avessimo trovato chi fosse disposto avremmo ceduto a questi la squadra. Galigani ha aspettato pazientemente”.

“Un motivo c’è – precisa Galigani -. Avevamo contattato altre società, ma il Brindisi era il più appetito per i motivi che ho prima detto. E cioè i bilanci in regola e la mancanza di debiti”.

“Fallita la trattativa con i brindisini – prosegue Barretta – abbiamo immediatamente aperto quella con due imprenditori esteri che lavorano da tempo nella realizzazione di beauty-farm. Hanno fatto di tutto per la domanda di ripescaggio, ma c’è stato un problema di fideiussione. E quindi abbiamo dovuto dire addio alla C1 e chiuso la trattativa con Galigani che aveva avuto la bontà e la pazienza di aspettare”.

Capitolo costo – “In giro erano state ventilate cifre da capogiro – chiosa Giuseppe Barretta -. Si parlava di due-tre milioni di euro. Ebbene l’operazione si è conclusa per meno di un milione di euro. Non dico quanto per rispetto alla controparte. Saranno i nuovi dirigenti, nel momento in cui verrà formalizzata la cessione a parlare di cifre. Ovviamente se lo vorranno”. Indiscrezioni riferiscono che il presso di vendita è stato di all’incirca settecentomila euro.

Capitolo Lng. “Due mesi fa – dice Francesco Barretta -, nel corso di una riunione per motivi di lavoro, venne fuori il discorso del calcio. Il rappresentante della Lng disse che avevano intenzione di proporre una sponsorizzazione. Io risposi che l’argomento lo dovevano affrontare con i nuovi proprietari perché noi eravamo ormai fuori. Non si parlò di cifre”. Ed AgustaWestland? “Mai avuto contatti – dice Giuseppe Barretta -, è una delle tante voci messe in giro”.

Il primo gruppo dirigente. “Sei anni fa – chiarisce Giuseppe Barretta – eravamo dieci soci. L’anno successivo noi proponemmo di andare via, ma gli altri soci non ne vollero sapere. E siccome Massimo Ferrarese era intenzionato ad uscire dal calcio perché impegnato con la pallacanestro, anche gli altri lo seguirono. Ma i rapporti sono rimasti sempre ottimi, tanto è vero che Luigi Bagnato, Rosario Mazzarella, Giuseppe Fiorillo, hanno continuato a farci da sponsor. Noi nel corso degli anni non abbiamo mai detto a nessuno di non volerlo in società. Il fatto è che nessuno ha manifestato questo interesse”.

Il finale e di Vittorio Galigani. “L’avventura sta continuando grazie alla famiglia Barretta. E’ a loro che bisogna dire grazie. Noi continueremo la strada da loro tracciata che è, innanzitutto, bilanci in regola e poi anche soddisfazioni sul terreno di gioco”. Un pensiero lo rivolge anche agli imprenditori locali. “Anche noi, così come i fratelli Barretta siamo aperti a contributi da parte di imprenditori locali. Chi ha interesse a entrare in questa società lo può fare. Da parte nostra troverà la massima disponibilità”. E alle istituzioni: “Nei prossimi giorni ci presenteremo al sindaco e al presidente della Provincia. Sono atti dovuti. Poi, se le istituzioni vorranno tenere in considerazione anche il calcio, noi saremo contenti e apprezzeremo”.

BRINDISI – E’ finita con due lacrimoni l’incontro tra i presidenti uscenti del Football Brindisi, Giuseppe e Francesco Barretta, e i giornalisti. Doveva essere una conferenza di addio dei Barretta, ma poi si è aggiunto Vittorio Galigani, neo presidente del Brindisi, acquistato da una cordata di imprenditori tarantini, e sono scappate le lacrime. Proprio a Galigani. Giuseppe Barretta aveva appena finito di dire che il Brindisi per loro è come un figlio quando Galigani ha preso la parola ed ha ricordato quanto sofferta e condita di tristezza sia stata la sottoscrizione dell’intesa per il passaggio di mano del pacchetto societario.

“Vi chiedo scusa – ha detto Galigani battendo una mano sul petto di Giuseppe Barretta -, ma io sono una persona molto emotiva e la sofferenza dei fratelli Barretta la sto vivendo come fosse mia”. I Barretta, come era prevedibile, hanno usato la mannaia. Non contro il sindaco Domenico Mennitti (“Lui probabilmente non sapeva come si era sviluppata la vicenda della trattativa”), ma contro il vice sindaco Mauro D’Attis, incaricato dal sindaco di gestire la questione-calcio. “La sua è stata una manovra di basso profilo, una manfrina – ha sottolineato Giuseppe Barretta -, finalizzata a scaricare addosso a noi l’esito della trattativa con la cordata di brindisini che secondo D’Attis era interessata a rilevare la nostra società. Ed era tanto in malafede – ha aggiunto – che da allora non ci ha più telefonato”.

Francesco Barretta, essendo il presidente del Brindisi, ha seguito la trattativa in prima persona. E l’ha voluta raccontare facendo una premessa: “Noi non abbiamo mai detto al sindaco che intendevamo regalare la squadra. Avevamo, invece, detto di impegnarsi sul suo versante per trovare eventuali acquirenti, mentre noi ci saremmo impegnati sul nostro versante a trovarne altri. Tanto è vero che noi avevamo avviato la trattativa con Vittorio Galigani, interessato a rilevare il Brindisi perché società sana e senza debiti, che ha persino avuto i complimenti della Covisoc per come è gestita dal punto di vista contabile”.

“E questo lo posso garantire io – ha detto Antonio Pupino, imprenditore tarantino, che sarà il vice presidente della nuova società -. Io non ho chiesto di vedere bilanci. Ho telefonato direttamente in Lega, alla Covisoc che mi ha fatto gli elogi di questa società, e mi ha parlato di bilanci in ordine, privi di passività”. Francesco Barretta continua a raccontare la sua storia sulla trattativa. “Quando D’Attis mi ha convocato per dirmi che c’era una cordata di dodici imprenditori brindisini – prosegue -, io gli ho chiesto i nomi. Ma lui ha detto che si era impegnato a non rivelarli. E comunque che la trattativa era vincolata alla cessione gratis della squadra perché la cordata intendeva solo proporre il ripescaggio”.

Non solo dovevo accettare questa richiesta, ma avremmo dovuto fare subito un comunicato stampa. Dissi di no. Comunque l’indomani sono andato all’Hotel Nettuno dove stavano gli imprenditori contattati da D’Attis. Quattro di loro, quando hanno sentito parlare di campionato, vendita e cifre, si sono alzati e hanno detto: ‘Scusateci ma noi avevamo capito che si trattava di una sponsorizzazione di 2-3000 euro’. E sono andati via. La questione dei bilanci è stata solo una scusa”.

Capitolo Prima divisione. “Non eravamo affatto rassegnati a perderla – spiega Giuseppe Barretta -. La trattativa con la cordata di Vittorio Galigani andava avanti da tempo. Loro erano interessati alla C2. Noi gli dicemmo di aspettare perché volevamo tentare di portare il Brindisi in C1 e se avessimo trovato chi fosse disposto avremmo ceduto a questi la squadra. Galigani ha aspettato pazientemente”.

“Un motivo c’è – precisa Galigani -. Avevamo contattato altre società, ma il Brindisi era il più appetito per i motivi che ho prima detto. E cioè i bilanci in regola e la mancanza di debiti”.

“Fallita la trattativa con i brindisini – prosegue Barretta – abbiamo immediatamente aperto quella con due imprenditori esteri che lavorano da tempo nella realizzazione di beauty-farm. Hanno fatto di tutto per la domanda di ripescaggio, ma c’è stato un problema di fideiussione. E quindi abbiamo dovuto dire addio alla C1 e chiuso la trattativa con Galigani che aveva avuto la bontà e la pazienza di aspettare”.

Capitolo costo – “In giro erano state ventilate cifre da capogiro – chiosa Giuseppe Barretta -. Si parlava di due-tre milioni di euro. Ebbene l’operazione si è conclusa per meno di un milione di euro. Non dico quanto per rispetto alla controparte. Saranno i nuovi dirigenti, nel momento in cui verrà formalizzata la cessione a parlare di cifre. Ovviamente se lo vorranno”. Indiscrezioni riferiscono che il presso di vendita è stato di all’incirca settecentomila euro.

Capitolo Lng. “Due mesi fa – dice Francesco Barretta -, nel corso di una riunione per motivi di lavoro, venne fuori il discorso del calcio. Il rappresentante della Lng disse che avevano intenzione di proporre una sponsorizzazione. Io risposi che l’argomento lo dovevano affrontare con i nuovi proprietari perché noi eravamo ormai fuori. Non si parlò di cifre”. Ed AgustaWestland? “Mai avuto contatti – dice Giuseppe Barretta -, è una delle tante voci messe in giro”.

Il primo gruppo dirigente. “Sei anni fa – chiarisce Giuseppe Barretta – eravamo dieci soci. L’anno successivo noi proponemmo di andare via, ma gli altri soci non ne vollero sapere. E siccome Massimo Ferrarese era intenzionato ad uscire dal calcio perché impegnato con la pallacanestro, anche gli altri lo seguirono. Ma i rapporti sono rimasti sempre ottimi, tanto è vero che Luigi Bagnato, Rosario Mazzarella, Giuseppe Fiorillo, hanno continuato a farci da sponsor. Noi nel corso degli anni non abbiamo mai detto a nessuno di non volerlo in società. Il fatto è che nessuno ha manifestato questo interesse”.

Il finale e di Vittorio Galigani. “L’avventura sta continuando grazie alla famiglia Barretta. E’ a loro che bisogna dire grazie. Noi continueremo la strada da loro tracciata che è, innanzitutto, bilanci in regola e poi anche soddisfazioni sul terreno di gioco”. Un pensiero lo rivolge anche agli imprenditori locali. “Anche noi, così come i fratelli Barretta siamo aperti a contributi da parte di imprenditori locali. Chi ha interesse a entrare in questa società lo può fare. Da parte nostra troverà la massima disponibilità”. E alle istituzioni: “Nei prossimi giorni ci presenteremo al sindaco e al presidente della Provincia. Sono atti dovuti. Poi, se le istituzioni vorranno tenere in considerazione anche il calcio, noi saremo contenti e apprezzeremo”.

Per concludere, la notizia del completamento dello staff tecnico. “E’ stato raggiunto l'accordo con il preparatore dei portieri del Football Brindisi 1912. Anche per questa stagione sarà Antonio Bruno, il quale è arrivato al Football Brindisi 1912 nella trascorsa stagione sportiva”.

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