"Il futuro? Tutto ciò che viene, ben venga"

BRINDISI - Lo schiocco della pallina sulla Wilson di Flavia Pennetta rimbomba sotto il telone del campo in cemento, il numero uno del CT Brindisi. E’ una Flavia raggiante quella che si allena a casa, una seduta “distensiva” con la zia Elvi Intiglietta (che è una maestra di tennis e l’ha allevata insieme a Bobo Ciampa e gli altri).

Col maestro Bobo Ciampa e la cugina Greta

BRINDISI - Lo schiocco della pallina sulla Wilson di Flavia Pennetta rimbomba sotto il telone del campo in cemento, il numero uno del CT Brindisi. E’ una Flavia raggiante quella che si allena a casa, una seduta “distensiva” con la zia Elvi Intiglietta (che è una maestra di tennis e l’ha allevata insieme a Bobo Ciampa e gli altri) e alla cugina Greta. “Le mancine sono terribili”, scherza Flavia quando Greta, con un diritto incrociato la sposta fuori dal campo (video).

Capita anche a lei di farsi sorprendere, lei che è la numero 31 del mondo ora, è stata la prima top ten italiana e che è tornata in Italia da New York con una impresa nel suo curriculum che è sicuramente la più importante della carriera. Ha giocato le semifinali, contro Viktoria Azarenka, la numero 2 del mondo, ma prima aveva battuto Sara Errani (la numero 5), poi la rumena Simona Halep. Flavia al Circolo Tennis di Brindisi è proprio di casa. Al bar del circolo legge il giornale. E’ statuaria, nel suo completino giallo griffato Adidas, il suo main sponsor che l’ha scelta nel 2009, dopo l’ingresso nell’olimpo del tennis mondiale.

“Maestro – dice a Bobo Ciampa – vado un po’ in palestra e poi sul campo”. Esattamente come accadeva quando era un’under 16 promettente, un talento pronto a spiccare il volo. Non è cambiato nulla, da allora. Per lo meno non nel rapporto con chi l’ha allevata. E’ cambiato il suo tennis che è stellare. La pallina viaggia a una velocità impressionante, rovescio da manuale, il diritto e le volée da lasciare a bocca aperta gli spettatori fortunati assiepati sulle gradinate. “Loro giocano bene” dice, riferita alla zia Elvi e alla cugina Greta e sorride.

E’ bella, nella sua estrema semplicità. Non un filo di trucco, del resto non ne ha bisogno. Flavia non ha altri grilli per la testa che non siano il tennis. Se tra le sue colleghe c’è chi pensa a disegnare abiti, chi come Venus Williams sfoggia strane pettinature fucsia, o come Maria Sharapova produce caramelle, Flavia pensa al tennis, al suo tennis. Alla sua arrembante voglia di tornare tra quelle che contano, ambizione e duro lavoro che sono stati premiati probabilmente anche perché conditi da una buona dose di umiltà.

La pallina è invisibile quando da fondo campo sfodera un attacco che becca la riga. Dieci secondi per avvolgere il manico della racchetta con il grip bianco, operazione che per i comuni mortali è ben più complicata. Il campo da tennis è il suo habitat naturale, a Brindisi, nonostante i viaggi e le trasferte, nonostante abbia vissuto altrove almeno metà della sua vita, è sempre un piacevole ritorno alle origini.

La madre, Concita, fa capolino e la saluta, lei le chiede di contattare qualcuno dei suoi parenti che non ha ancora potuto salutare. Andrà via domani sera, quaggiù è proprio una toccata e fuga. “Tutte le volte che torno a casa faccio un salto al circolo di Brindisi. E’ sempre il punto di riferimento da cui sono partita, appena posso, purtroppo raramente, vengo qui”.

Flavia sta giocando un ottimo tennis: “Sì, le ultime due settimane sono state fantastiche” racconta. E’ reduce dalle semifinali dagli Us Open e dalla prossima settimana si riprende, con i tornei asiatici: “Il mio tennis è sempre lo stesso – spiega – tutti mi chiedono quale sia la pozione magica, ma non c’è. Credo che sia il costante lavoro, l’impegno assiduo come in tutti i lavori”. Il futuro? “Per il momento sono più che avanti rispetto ai miei obiettivi. Ora, tutto quello che viene… ben venga!”. Un sorso d’acqua e si ricomincia, a gran ritmo.

 

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