"La massa dei debiti sbarra la strada al salvataggio del Football Brindisi"

BRINDISI - “A meno di miracoli dell’ultimo momento, sarà difficilissimo che a Brindisi la squadra di calcio possa ripartire dalla Seconda Divisione Pro”. Sono le parole con cui, il vicesindaco del capoluogo, Mauro D’Attis, ha esordito nella conferenza stampa indetta a Palazzo Nervegna nella tarda mattinata di oggi.

La conferenza stampa a Palazzo Nervegna sulla crisi Football Brindisi

BRINDISI - “A meno di miracoli dell’ultimo momento, sarà difficilissimo che a Brindisi la squadra di calcio possa ripartire dalla Seconda Divisione Pro”. Sono le parole con cui, il vicesindaco del capoluogo, Mauro D’Attis, ha esordito nella conferenza stampa indetta a Palazzo Nervegna nella tarda mattinata di oggi.

Al suo fianco, a riprova di un impegno politico bipartisan, il neo-presidente del consiglio comunale, l’ingegnere Angelo Rizziello, presidente del consiglio comunale, Salvatore Brigante, capogruppo del Pd, e il vicepresidente del consiglio comunale, Antonio Monetti: a parte l’autentico impegno profuso in queste settimane, però, per i tifosi c’è davvero poco per cui sperare.

Si dovrebbe ripartire, quasi certamente, dal campionato di Eccellenza, a meno che la “sospensione sul giudizio”, garantita nientemeno che dal presidente Figc Giancarlo Abete (a detta di D’Attis), voglia significare ammissione al campionato di serie D.

Con quale società? E le trattative per la vendita del titolo? E i debiti? E il disinteresse della Provincia? Una raffica di domande alle quali il vicesindaco, coadiuvato anche dal presidente Rizziello, ha fornito complete spiegazioni.

“Solo qualche giorno fa - ha detto D’Attis -, abbiamo appreso, col nostro comitato di crisi, che la trattativa per cedere la società ad immaginari magnati australiani, non c’è mai stata e, se c’è stata è naufragata. Trattativa di cui eravamo stati messi al corrente più di un mese e mezzo fa. Oggi un’auto è in viaggio verso Firenze per depositare i 28 mila euro raccolti (con una vera e propria colletta, ndr) per formalizzare l’iscrizione alla Lega Pro, Seconda Divisione - continua D’Attis -, dato che oggi alle ore 19 scadono i termini per questo atto”.

Si tratta di due assegni circolari, “uno da 19 mila euro e l’altro da 9 mila euro, che la Federazione Calcio tratterrà come garanzia procedurale. Il problema, purtroppo, è che la società Brindisi Football 1912, ancora nelle mani del signor Antonio Pupino, ha una situazione debitoria difficilissima che ammonta ad oltre 1,5 milioni di euro per quello che concerne le pendenze sportive (i giocatori, ndr), ma, probabilmente, vi sono anche altre scoperture”, ha aggiunto D’Attis.

“A mio modo di vedere – ha ammesso il vicesindaco - non ci sono le condizioni per salvare il titolo di Lega Pro entro il prossimo 12 luglio, giacché sarebbe necessaria una riduzione del debito di oltre i due terzi per far subentrare quel gruppo di imprenditori/appassionati che abbiamo contattato. Gli stessi che, per intenderci, assumerebbero il comando se si dovesse ripartire dall’Eccellenza e che allestirebbero una squadra subito pronta per il salto di categoria. Si tratta di una serie di persone di cui non faremo i nomi, che non hanno chiesto e che in ogni caso non otterranno né appalti né agevolazioni politiche di alcun genere: sono semplici appassionati che vogliono scrivere il proprio nome accanto alla storia del calcio locale”.

L'altra condizione è che Pupino lasci a titolo gratuito il titolo sportivo ai subentranti. D’Attis  ha poi voluto chiarire un altro aspetto importante. “Nel caso in cui l’attuale società dovesse fallire - ha precisato -, e contro di essa dovessero avviarsi azioni legali di diversa natura, noi come amministrazione ci costituiremo parte civile in tutti i procedimenti”. Alcuni giornalisti hanno posto poi l’accento sul disinteresse dell’amministrazione provinciale a proposito del problema calcio e, contestualmente, fatto notare la facilità con cui, invece, la squadra di basket riesce a catalizzare l’attenzione di diversi imprenditori.

È stata fatta una richiesta, insomma, di collaborazione attiva tra i due enti per evitare una scissione d’interessi tra calcio e basket, lesiva solo per la città. “Faremo una richiesta ufficiale alla Provincia - ha detto il presidente del consiglio comunale Angelo Rizziello -, affinché vi sia questa collaborazione, sebbene nei nostri piani non vi sia alcun intento polemico. Attueremo tutti gli sforzi inter-amministrativi perché non vogliamo essere i soli a metterci la faccia”.

Una squadra di basket in serie A, probabilmente A/1, e di contro quella di calcio scomparsa dalla geografia sportiva per l’ennesima volta, non sono un bel biglietto da visita per nessuno, ma soprattutto rappresenterebbe una abnormità differenziale di interessi e di investimenti di difficile interpretazione. I tifosi sono pur sempre cittadini, sia che ci si trovi in un palazzetto sia che ci si trovi in uno stadio.

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