L'autobiografia di Sacchetti presentata in anteprima nazionale ai tifosi brindisini

Decine di tifosi al New Basket Store per la presentazione in anteprima nazionale del libro autobiografico di coach Meo Sacchetti

BRINDISI – “Avevo la palla fra le mani. Micahel Jordan me la tolse. Feci un paio di passi verso di lui per riprendermela. Lui girò lo sguardo verso di me quasi a voler dire: ‘Cosa vuoi fare?’ Allora mi fermai e lui fece una schiacciata impressionante”.

Questo è solo uno dei tanti aneddoti raccontati da coach Meo Sacchetti nel suo libro autobiografico “Il mio basket è di chi lo gioca"  (Add editore, in uscita in tutte le librerie italiane il 22 settembre) scritto in collaborazione con il giornalista Nando Mura, che stasera è stato presentato in anteprima nazionale presso il New Basket Store di corso Garibaldi, che non bastava a contenere le decine di tifosi giunti per ascoltare il tecnico della New Basket, intervistato da Stefano Delprete.

Sacchetti ha intrattenuto per più di mezzora la platea, in mezzo alla quale si scorgevano i volti dei giocatori (da Nic Moore a Kris Joseph), del presidente Nando Marino, dei dirigenti e dei componenti dello staff tecnico del sodalizio biancazzurro, che per il quinto anno di fila è ai nastri di partenza del campionato di A1 (si parte sabato 2 ottobre con il match casalingo contro Trento, palla a due a mezzogiorno).

Meo Sacchetti con la sua autobiografia-2

Meo, rimasto orfano del padre prima ancora di spegnere la prima candelina, ha raccontato che alla sua famiglia fu proposto di trasferirsi in un alloggio popolare a Brindisi, “Ma poi mia madre – dichiara l’allenatore – preferì andare a Novara, dove già si trovava mio fratello”. Sacchetti era un portiere di calcio di belle prospettive. "A farmi innamorare del basket  - afferma – fu un match Pesaro-Napoli, nei primi anni ’60. Dopo aver visto quella partita in televisore, iniziai a tirare contro il glicine”.

E da allora Sacchetti non si è più fermato, intraprendendo una carriera che lo ha portato a indossare la maglia della nazionale, conquistando nel 1983, a Nantes, uno storico titolo europeo. Una volta appesa la canotta al chiodo, il 63enne originario di Altamura (Bari) provò a calarsi nei panni del dirigente, ma quel ruolo non faceva per lui.

“Io amo essere diretto – spiega il coach – ma da dirigente non sempre lo si può essere. Allora ho preferito fare l’allenatore”. E la consacrazione da allenatore è arrivata nell’estate del 2015, quando Sacchetti ha conquistato il campionato con Sassari al termine di un'avvincente finale scudetto contro Regggio Emilia, dopo aver portato a casa anche la Coppa Italia (il triplete fu poi completato dalla vittoria della Supercoppa di Lega).

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Sacchetti ha parlato della sua passione per le città di mare,  ha fatto un cenno ai suoi incroci sul parquet con Claudio Malagoli e ha rievocato vari episodi curiosi, fra cui, appunto, quella volta in cui affrontò un giovanissimo Michael Jordan, ancora agli albori della sua leggendaria carriera.  In 189 pagine, Sacchetti ha condensato la sua concezione della pallacanestro e della vita. E’ un libro da leggere, se si vuole conoscere a fondo la persona che c’è dietro al personaggio.

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