Pupino dietro-front: vuole soldi

BRUNDISI - “Il tentativo di salvare le sorti del Football Brindisi 1912, tentativo che avevamo approntato col supporto del nostro gruppo di lavoro, da oggi deve essere considerato concluso giacché abbiamo ricevuto dal signor Antonio Pupino un fax con le condizioni di cessione del titolo: dette condizioni si riferiscono ad una richiesta di denaro, sebbene l’accordo siglato anche in presenza del sindaco fosse basato sulla cessione gratuita”.

I tifosi e il finto manifesto funebre

BRINDISI - “Il tentativo di salvare le sorti del Football Brindisi 1912, tentativo che avevamo approntato col supporto del nostro gruppo di lavoro, da oggi deve essere considerato concluso giacché abbiamo ricevuto dal signor Antonio Pupino un fax con le condizioni di cessione del titolo: dette condizioni si riferiscono ad una richiesta di denaro, sebbene l’accordo siglato anche in presenza del sindaco fosse basato sulla cessione gratuita”.

Con queste parole il vicesindaco Mauro D’Attis ha posto fine alla stucchevole telenovela che ha riguardato la trattativa di rilevare e, quindi, salvare il titolo sportivo di Seconda Divisione Pro. La richiesta, giunta tramite fax, è stata di 650 mila euro, utili per l’estinzione di un’ipoteca in favore dei fratelli Barretta,  vecchi proprietari della società calcistica che, probabilmente, avrebbero dovuto pesare adeguatamente l’attendibilità e le intenzioni di Vittorio Galigani e del suo delfino Pupino.

“Noi questa commedia non la vogliamo far continuare - continua D’Attis, spalleggiato ancora una volta da Rizziello, Monetti e Brigante -, perché s’era parlato di cessione del titolo al prezzo simbolico di 1 euro. Noi non possiamo sapere se vi sarà una trattativa tra Pupino ed eventuali acquirenti, ne avremo contezza solo il prossimo 13 luglio, ma ciò che è certo è che noi ne usciamo fuori. Il gruppo di imprenditori brindisini che abbiamo messo in piedi preferisce ripartire da zero e non caricarsi una montagna di debiti. Un milione e mezzo di euro sono gli obblighi accertati, 650mila necessari per l’estinzione dell’ipoteca cui si devono aggiungere i costi della prossima iscrizione e quelli utili per l’allestimento della squadra: siamo sui 5 milioni di euro - ha chiosato D’Attis -, che nessun imprenditore intelligente avrebbe voglia di buttare via”.

“Ad ogni buon conto - ha proseguito il vicesindaco -, ci concentreremo su due aspetti: sosterremo l’iniziativa sportiva dei brindisini per bene che vogliono impegnarsi nel calcio e, contestualmente, chiederemo alla Lega calcio la migliore ricollocazione possibile. Ripeto, inoltre,  che il Comune si costituirà parte civile in eventuali procedimenti legali che possano ledere l’immagine della città e riconducibili al Football 1912, per esempio l’inchiesta sul calcio scommesse. Noi abbiamo fatto davvero di tutto e siamo con la coscienza a posto”.

Il consigliere Salvatore Brigante ha poi appoggiato la proposta di mantenere una sorta di comitato addetto al controllo dei prossimi proprietari della costruenda società calcistica, al fine di non ritrovarsi, dopo qualche anno, nel pantano di questi sciagurati giorni. Il presidente del consiglio comunale Angelo Rizziello, nondimeno, ha ufficializzato l’impegno di comunicare e, dunque, far agire sinergicamente, l’ente Comune con l’ente Provincia, nell’ipotesi, non proprio remota, di far partire il nuovo gruppo dirigente dalla serie D, a patto però che qualche società non si iscriva al suddetto campionato.

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