Tifosi e Ferrarese: è amore-odio

BRINDISI - La tentazione di mostrare solo la foto-notizia ed evitare qualsiasi forma di commento c'è sempre, ma è necessario invece fornire una spiegazione a quello che accade intorno al mondo del calcio. E' di dominio pubblico, infatti, che la società calcistica di Brindisi, denominata Football 1912, ceduta frettolosamente dai fratelli Barretta ad una società rivelatasi inadeguata, sia destinata a scomparire dalla geografia calcistica perché sommersa dai debiti e, per ora, è sotto osservazione nell'inchiesta sulle scommesse clandestine.

La scritta sul muro dello stadio

BRINDISI - La tentazione di mostrare solo una foto-notizia senza commento c'è sempre, ma è necessario invece fornire una spiegazione a ciò che accade intorno al mondo del calcio. E' di dominio pubblico, infatti, che la società calcistica di Brindisi, denominata Football 1912, ceduta frettolosamente dai fratelli Barretta ad una società rivelatasi inadeguata, sia destinata a scomparire dalla geografia calcistica perché sommersa dai debiti e, per ora, è sotto osservazione nell'inchiesta sulle scommesse clandestine.

I tifosi del calcio ogni 4-5 anni, con  una costanza che ha dell'incredibile, devono fare i conti con un progetto che tramonta : cosicché la squadra, con la cadenza di cui sopra, deve ricominciare daccapo, dall'ultimo gradino. Non si riesce, insomma, a mantenere nemmeno quella che un tempo si chiamava serie C/2 (oggi Seconda Divisione Pro).

Sono lontani anni luce i tempi della C/1 o della serie B. E, giustamente, i tifosi del calcio s'arrabbiano: manifestano con cortei pacifici, fanno sentire il proprio "peso" sinanche nelle conferenze stampa nella speranza di poter rivendicare un diritto, minacciando, nella peggiore delle ipotesi, di non votare e non far votare alle prossime elezioni.

Veniamo a Massimo Ferrarese. Il presidente della Provincia è colui il quale ha programmato con successo la rinascita del basket: la scorsa stagione sportiva, dopo 30 anni, s'è addirittura, seppure per un sol anno, arrivati in serie A/1. Quando Ferrarese annuncia di voler lasciare, subito uno stuolo di migliaia di tifosi che lo pregano di ritornare sui propri passi. Quando Ferrarese annuncia di non voler proseguire da solo, ecco un manipolo di imprenditori pronti ad investire per ritornare prontamente nell'olimpo del basket.

Lo stesso Ferrarese provò a far parte del giocattolo calcio, ma per ragioni ai più sconosciute, ne uscì prima di subito. Ferrarese, piaccia o no, è visto dai tifosi del calcio come l'unica ancora di salvezza. Per tale ragione, forse, sarebbe preferibile un minimo di chiarezza, in maniera definitiva, da parte dello stesso Ferrarese, affinché un graffito come quello documentato dalla foto, sia considerato come un invito sia pure sgarbato ad intervenire.

I tifosi, lo ripetiamo, sono cittadini e lo sono tanto in un palazzetto dello sport tanto in uno stadio. Lo slogan che imbratta un muro di cinta dello stadio è una richiesta d'aiuto e nulla più, ma è anche un sintomo di disperazione che proviene da lontano: da anni di delusioni e da un confronto, con il basket, che umilia una passione legittima. Quella dei tifosi della squadra di calcio che a giorni ripartiranno dall'Eccellenza. Per intenderci: Brindisi Calcio-Surbo è una sfida, Enel Basket Brindisi-Armani Olimpia Milano è un'altra sfida e non centra niente la tipologia di sport in questione.

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