Vana attesa dei tifosi: Pupino resta a Taranto e del famoso 2 per cento non si sa nulla

BRINDISI – I tifosi si aspettavano l’arrivo del presidente Antonio Pupino. L’hanno atteso sfidando il freddo, impalati davanti all’ingresso dello stadio nel quale si stava allenando la squadra. Ma Pupino non è arrivato. Verso le 15,30 ha fatto sapere che era stato impegnato a Taranto per consegnare l’assegno per l’acquisto del 2% di proprietà di Maria Sperti, moglie dell’ex presidente Vittorio Galigani e che sarebbe partito da lì per Brindisi. Con i tifosi c’erano i poliziotti della Digos, con in prima persone il dirigente vice questore Vincenzo Zingaro. L’attesa si è protratta. Alla fine Pupino non è arrivato. Motivo: era impegnato con il suo avvocato. E i tifosi, ancora una volta delusi, hanno lasciato lo stadio, sempre più convinti che il De profundis per la squadra sia stato già scritto.

I tifosi fuori dallo stadio in una delle tante attese di questi mesi

BRINDISI – I tifosi si aspettavano l’arrivo del presidente Antonio Pupino. L’hanno atteso sfidando il freddo, impalati davanti all’ingresso dello stadio nel quale si stava allenando la squadra. Ma Pupino non è arrivato. Verso le 15,30 ha fatto sapere che era stato impegnato a Taranto per consegnare l’assegno per l’acquisto del 2% di proprietà di Maria Sperti, moglie dell’ex presidente Vittorio Galigani e che sarebbe partito da lì per Brindisi. Con i tifosi c’erano i poliziotti della Digos, con in prima persone il dirigente vice questore Vincenzo Zingaro. L’attesa si è protratta. Alla fine Pupino non è arrivato. Motivo: era impegnato con il suo avvocato. E i tifosi, ancora una volta delusi, hanno lasciato lo stadio, sempre più convinti che il De profundis per la squadra sia stato già scritto.

Se ne parlerà nei prossimi giorni. Forse domani, se non ci saranno altri impegni. I tifosi in alternativa avrebbero voluto sapere qualcosa da altri dirigenti. Ma, tranne lo staff tecnico, allo stadio non c’era nessuno. Comunque, se tutto è andato secondo quanto aveva fatto sapere nei giorni scorsi Pupino, nel pomeriggio dovrebbe essere avvenuto questo fatidico passaggio di mano di quel due per cento di quote del Brindisi che consentirebbe al sindaco Domenico Mennitti di intervenire per cercare di salvare la squadra dal fallimento.

Usiamo il condizionale perché ad oggi ogni cosa detta dalle varie parti presenti sulla scena puntualmente non ha trovato riscontro. Il sindaco ha sostenuto sinora che l’uscita di Galigani era una pregiudiziale insormontabile. Uscita totale, non solo da presidente. Pupino si era impegnato a rilevare quel due percento pari a duemila euro. Se l’ha fatto, ora bisognerà vedere cosa risponderà il sindaco. Si deve aspettare. Non c’è altro da fare. Anche se ogni giorno che passa il Brindisi sprofonda sempre di più.

Oggi i ragazzi si sono allenati. Doppia seduta come ogni mercoledì. I giocatori sono stati impegnati sul precampo al mattino nel lavoro atletico e nel pomeriggio con il lavoro tecnico-tattico. Il preparatore atletico Sergio Musa ha fatto svolgere esercizi “di cura della forza”, in palestra, e quindi trasformazione di questo lavoro sul campo. Rastelli, coadiuvato da Rossi, Caputo e Bruno, ha suddiviso il gruppo per reparti, facendoli lavorare su aspetti specifici dei ruoli di ciascuno. La giornata di lavoro si è conclusa con una sequela di tiri in porta.

Papa pure oggi ha lavorato in palestra, mentre Scarcella ha saltato la seduta pomeridiana per un affaticamento, Gennari e De Cesare sono sottoposti a terapie mediche precedentemente programmate. Domani il test infrasettimanale si giocherà sul precampo, contro la Berretti allenata da Federico Malacari.

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