Tarda mattinata, il piccolo ufficio postale di quartiere nei pressi di via Giovanni XXIII a Ostuni, in provincia di Brindisi, è gremito di utenti. Ecco cosa accade quando vi fanno irruzione tre rapinatori armati di coltelli. Sono stati tutti arrestati in serata dalla polizia, dopo rapide indagini e uno spericolato inseguimento.
Arrestati a Brindisi gli amministratori di due Pmi del settore aeronautico, e disposti sequestri per 21 milioni di euro di valore, equivalente alla cifra che gli indagati in concorso avrebbero truffato allo stato nell’ambito di due contratti di programma, uno con i fondi del Por 2000-2006, l’altro con un Piano integrato d’area (Pia). Le due aziende operano nel campo dei velivoli senza pilota (Uav) e delle fibre preimpregnate in carbonio. C’era un giro di false fatturazioni, ed una triangolazione delle fatture degli ordinativi effettuati negli Usa, tra gli stessi Stati Uniti, Malta e Brindisi, dove alla fine i costi certificati dei macchinari arrivavano quadruplicati. I soldi, ovviamente, sono spariti quasi tutti.
Vicino di casa del boss della Scu di Mesagne, Massimo Pasimeni, ucciso perchè in passato aveva avuto una relazione con la compagna attuale del capo, e perchè ne era stato il protettore. Fu per questo che il 16 giugno 2009 il 62enne Giancarlo Salati, una passione per le minorenni, fu raggiunto dai killer nella sua abitazione, in pieno giorno, e massacrato a bastonate. Morì 24 ore dopo. Il caso è rimasto avvolto dall’omertà per due anni e mezzo, poi con l’aiuto di un pentito la Squadra mobile di Brindisi, il commissariato di Mesagne e la Dda di Lecce hanno stretto il cerchio, arrestando mandante (già detenuto) e commando. Pasimeni aveva anche cercato di convincere l’attuale pentito a liquidare i tre uomini della spedizione punitiva, perchè temeva che parlassero.
La Squadra Mobile di Lecce, con la collaborazione della Squadra mobile di Brindisi, ha effettuato una vasta operazione, denominata Cinemastore – dall’attentato ad una videoteca da cui scaturì l’indagine – contro una rete di spaccio di cocaina e hascisc controllato nel Salento da gruppi ritenuti dalla Direzione distrettuale antimafia legati alla Sacra corona unita. Nel blitz coinvolti vari esponenti della criminalità della zona sud del Brindisino, ad alcuni dei quali si riferisce questo video. In tutto, 62 gli indagati, dei quali 49 colpiti da misure di custodia cautelare.
La Puglia scende in piazza a Monopoli contro la liberalizzazione delle ricerche petrolifere e in difesa del proprio mare e della propria economia turistica. Alcuni passaggi delle dichiarazioni di Nichi Vendola, presidente della Regione.
La prima vittima della strada del 2012 in provincia di Brindisi è purtroppo una ragazza di 22 anni, Francesca Brogna di Tuturano, che al momento dell’incidente si stava dirigendo dalla frazione in città. Pochissimi chilometri dopo Tuturano, lungo la provinciale che conduce a contrada Masseriola, la sua Citroen C3 bianca è volata sulla sinistra della carreggiata, infilandosi tra un guardrail ed un albero, piombando in un oliveto lungo una breve scarpata, cappottandosi lateralmente e schiantandosi contro un grosso ulivo.
Un boato, un’esplosione che non era quella di un comune piccolo petardo, del genere che circola tra i ragazzini. Un attimo, e la mano di un undicenne del quartiere Perrino di Brindisi, un agglomerato di case parcheggio e di alloggi di famiglie operaie, resta dilaniata. Sul piazzale, come monito, resta un dito maciullato. I carabinieri stanno indagando, perchè la versione del botto trovato per caso in strada non convince, e intanto gli artificieri dell’Arma vanno nelle scuole a spiegare perchè è meglio lasciar stare gli artifizi pirotecnici.
Da solo affronta le guardie giurate che stanno trasferendo alcuni sacchi di banconote davanti alle Poste centrali di Brindisi. Sono le 7,30 della vigilia di Natale. Prima una colluttazione, poi gli spari. Un vigilante resta ferito ad una gamba, il rapinatore viene bloccato dall’altra guardia giurata, arriva la polizia e lo ammanetta. Lui è il 37enne Giuseppe Maisto, una scheggia impazzita armata di fucile semiautomatico calibro 12. Tutto questo in piazza Vittoria, cuore della città.
Allarme per individui sospetti entrati in un ufficio postale, quello del quartiere Casale di Brindisi. Accorrono le forze dell’ordine e un’auto-civetta dei carabinieri si schianta prima contro un’altra vettura, poi sfonda il muro di cinta di un’abitazione. Per fortuna, solo feriti non gravi.
Ladri di macchine agricole, di mezzi da lavoro, di pannelli fotovoltaici, di cavi elettrici per ricavarne il rame. Questa l’identità degli utilizzatori di un deposito in una masseria tra Brindisi e S.Pietro Vernotico, dove veniva parcheggiata la refurtiva, e dove hanno fatto irruzione agenti delle squadre mobili di Brindisi e Lecce. Gente che agiva con passamontagna e certamente armata, ma non sono stati rinvenuti nè fucili, nè pistole, custoditi certamente altrove.
Violento tamponamento tra un furgone-frigo e un autrotreno carico di laterizi sulla superstrada 379 Bari-Brindisi, all’altezza di Ostuni. Conducente del furgone in ospedale e alcol test al guidatore del mezzo pesante da parte della Polstrada di Brindisi.
Fucilata nella notte contro un negozio di abbigliamento nella centralissima via Carmine, a Brindisi, e accanto alla saracinesca anche una chiazza di sangue, elemento che ha complicato le indagini. Alla fine è stato chiarito che si trattava delle tracce ematiche lasciate sul posto da una donna colta da malore, e soccorsa dal 118. Ma sui retroscena dell’attentato ancora mistero.
Alle 18 del 26 novembre 2011sulle scogliere di Santa Sabina, una borgata a 25 chilometri a nord di Brindisi si schianta la barca a vela Gloria, battente bandiera Usa e con 65 clandestini asiatici a bordo, al buio e con il mare in tempesta. Due morti subito accertati, altra gente in acqua. Scattano i soccorsi: numerose squadre del 118, dei vigili del fuoco, della Guardia di Finanza e dei carabinieri si concentrano nella zona. Una trentina di naufraghi vengono recuperati nei dintorni, altri cercano di allontanarsi, ma sono fradici e in ipotermia. Alcuni dicono di essere partiti dalla Turchia 5 giorni prima. Tutti ammettono di aver pagato per arrivare in Europa.
Uno di loro era stato arrestato dai carabinieri appena otto mesi prima, nel marzo 2011, subito dopo una rapina in gioielleria a Brindisi, assieme ad un complice. E’ andata male anche a Ostuni, dove lo stesso soggetto – già a piede libero – ha assaltato un’altra gioielleria con due coetanei, ma anche questa volta la faccenda è stata risolta rapidamente dalla polizia, che ha catturato il terzetto di banditi sfigati.
A Vito Fischetto, 64enne brindisino che vive in una contrada di campagna, hanno avvelenato tre cani in pochi mesi. Dai vicini, che ha denunciato ai carabinieri, dopo la morte di Afrodite, una cagnetta di 8 mesi, l’ultima delle vittime, in passato a ricevuto anche minacce e violenze. Afrodite gli era stata affidata in stallo dalla Lepa, e a segnalare la sua morte è stato un suo compagno, Orso, che con alti guaiti e ululati ha richiamato l’attenzione di Fischetto, guidandolo poi sul luogo dell’avvelenamento. Tutto è stato repertato dal servizio veterinario della Asl di Brindisi.