La Puglia scende in piazza a Monopoli contro la liberalizzazione delle ricerche petrolifere e in difesa del proprio mare e della propria economia turistica. Alcuni passaggi delle dichiarazioni di Nichi Vendola, presidente della Regione.
La prima vittima della strada del 2012 in provincia di Brindisi è purtroppo una ragazza di 22 anni, Francesca Brogna di Tuturano, che al momento dell’incidente si stava dirigendo dalla frazione in città. Pochissimi chilometri dopo Tuturano, lungo la provinciale che conduce a contrada Masseriola, la sua Citroen C3 bianca è volata sulla sinistra della carreggiata, infilandosi tra un guardrail ed un albero, piombando in un oliveto lungo una breve scarpata, cappottandosi lateralmente e schiantandosi contro un grosso ulivo.
Un boato, un’esplosione che non era quella di un comune piccolo petardo, del genere che circola tra i ragazzini. Un attimo, e la mano di un undicenne del quartiere Perrino di Brindisi, un agglomerato di case parcheggio e di alloggi di famiglie operaie, resta dilaniata. Sul piazzale, come monito, resta un dito maciullato. I carabinieri stanno indagando, perchè la versione del botto trovato per caso in strada non convince, e intanto gli artificieri dell’Arma vanno nelle scuole a spiegare perchè è meglio lasciar stare gli artifizi pirotecnici.
Da solo affronta le guardie giurate che stanno trasferendo alcuni sacchi di banconote davanti alle Poste centrali di Brindisi. Sono le 7,30 della vigilia di Natale. Prima una colluttazione, poi gli spari. Un vigilante resta ferito ad una gamba, il rapinatore viene bloccato dall’altra guardia giurata, arriva la polizia e lo ammanetta. Lui è il 37enne Giuseppe Maisto, una scheggia impazzita armata di fucile semiautomatico calibro 12. Tutto questo in piazza Vittoria, cuore della città.
Allarme per individui sospetti entrati in un ufficio postale, quello del quartiere Casale di Brindisi. Accorrono le forze dell’ordine e un’auto-civetta dei carabinieri si schianta prima contro un’altra vettura, poi sfonda il muro di cinta di un’abitazione. Per fortuna, solo feriti non gravi.
Ladri di macchine agricole, di mezzi da lavoro, di pannelli fotovoltaici, di cavi elettrici per ricavarne il rame. Questa l’identità degli utilizzatori di un deposito in una masseria tra Brindisi e S.Pietro Vernotico, dove veniva parcheggiata la refurtiva, e dove hanno fatto irruzione agenti delle squadre mobili di Brindisi e Lecce. Gente che agiva con passamontagna e certamente armata, ma non sono stati rinvenuti nè fucili, nè pistole, custoditi certamente altrove.
Violento tamponamento tra un furgone-frigo e un autrotreno carico di laterizi sulla superstrada 379 Bari-Brindisi, all’altezza di Ostuni. Conducente del furgone in ospedale e alcol test al guidatore del mezzo pesante da parte della Polstrada di Brindisi.
Fucilata nella notte contro un negozio di abbigliamento nella centralissima via Carmine, a Brindisi, e accanto alla saracinesca anche una chiazza di sangue, elemento che ha complicato le indagini. Alla fine è stato chiarito che si trattava delle tracce ematiche lasciate sul posto da una donna colta da malore, e soccorsa dal 118. Ma sui retroscena dell’attentato ancora mistero.
Alle 18 del 26 novembre 2011sulle scogliere di Santa Sabina, una borgata a 25 chilometri a nord di Brindisi si schianta la barca a vela Gloria, battente bandiera Usa e con 65 clandestini asiatici a bordo, al buio e con il mare in tempesta. Due morti subito accertati, altra gente in acqua. Scattano i soccorsi: numerose squadre del 118, dei vigili del fuoco, della Guardia di Finanza e dei carabinieri si concentrano nella zona. Una trentina di naufraghi vengono recuperati nei dintorni, altri cercano di allontanarsi, ma sono fradici e in ipotermia. Alcuni dicono di essere partiti dalla Turchia 5 giorni prima. Tutti ammettono di aver pagato per arrivare in Europa.
Uno di loro era stato arrestato dai carabinieri appena otto mesi prima, nel marzo 2011, subito dopo una rapina in gioielleria a Brindisi, assieme ad un complice. E’ andata male anche a Ostuni, dove lo stesso soggetto – già a piede libero – ha assaltato un’altra gioielleria con due coetanei, ma anche questa volta la faccenda è stata risolta rapidamente dalla polizia, che ha catturato il terzetto di banditi sfigati.
A Vito Fischetto, 64enne brindisino che vive in una contrada di campagna, hanno avvelenato tre cani in pochi mesi. Dai vicini, che ha denunciato ai carabinieri, dopo la morte di Afrodite, una cagnetta di 8 mesi, l’ultima delle vittime, in passato a ricevuto anche minacce e violenze. Afrodite gli era stata affidata in stallo dalla Lepa, e a segnalare la sua morte è stato un suo compagno, Orso, che con alti guaiti e ululati ha richiamato l’attenzione di Fischetto, guidandolo poi sul luogo dell’avvelenamento. Tutto è stato repertato dal servizio veterinario della Asl di Brindisi.
Blitz della polizia a Brindisi in un nascondiglio usato per stivare il bottino di rapine e furti. Tra l’appartamento di un pregiudicato locale ed un box auto, sono stati rinvenuti gioielli per 100mila euro, parti di ricambio di scooter, pneumatici, una caldaia da riscaldamento, armi, maschere per coprire i volti dei malviventi. per ora, solo una persona è stata denunciata dalla Squadra mobile.
Nelle campagne di S.Vito dei Normanni, tra le più abitate da famiglie britanniche che hanno scelto la Puglia come seconda patria, una ragazza inglese di 26 anni, Sabrina Wright, dotata di un feeling straordinario per gli animali (il suo sogno nel cassetto è avere un piccolo maneggio per la ippoterapia dei bambini), ha deciso di contribuire alla lotta contro l’abbandono dei cani aprendo una pensione tra gli ulivi dove è possibile lasciare in custodia i propri amici a quattro zampe. Una forma di intervento anche culturale in una realtà dove il rapporto uomo-animale è ancora (bisogna riconoscerlo) molto arretrato e talvolta segnato da crudeltà. Presto la pensione, conclusi gli iter di legge, sarà attiva. Vedi anche articolo su BrindisiReport.it
Ennesima rapina in trasferta, e nuovi arresti nel giro degli svaligiatori di gioiellerie brindisini. Questa volta il colpo è stato portato a segno a Faenza, con il ferimento del titolare del negozio, i responsabili sono stati identificati a fine estate, quindi le ordinanze di custodia cautelare.
Un tentativo di estorsione ad una concessionaria di auto di Brindisi il 24 dicembre del 2008, l’arresto il 20 gennaio successivo di uno degli emissari del racket, poi due attentati: nell’aprile del 2010 e l’1 settembre del 2011, quest’ultimo nettamente più distruttivo, con 16 veicoli bruciati. Ora l’arresto del secondo uomo del racket, già esponente di un potente clan della Scu, anche lui identificato senza esitazioni dalla vittima, ma indicato anche – de relato – da un collaboratore di giustizia.