A Torre Guaceto la convention mediterranea sulla pesca sostenibile

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Un importante evento che vede la Riserva al centro della sfera mediterranea sul fronte della pesca sostenibile e della tutela delle tartarughe marine. Quest’anno, MedPan, rete internazionale che riunisce i gestori di 100 aree marine protette e 47 partner provenienti da 19 paesi del Mediterraneo, ha scelto Torre Guaceto per la propria riunione annuale ed è qui che si svolgeranno i lavori per il miglioramento delle strategie internazionali. Parteciperanno alla conferenza le autorità locali, l’assessore regionale all’assetto del territorio Alfonso Pisicchio, e ospiti provenienti da numerosi Paesi del Mediterraneo. Oggi, presso l'IbCenter situato in via Raffaele Rubini, è stata presentata la convention brindisina di MedPan.

“Tutte le sette specie di tartaruga marina sono a rischio estinzione – ha spiegato l’assessore – e sono presenti nel “Red data book” dell’unione Internazionale per la Conservazione della Natura. In particolare, proprio la Caretta caretta compare per la prima volta nel 1975 nel Libro Rosso nella categoria specie in pericolo. Diverse sono le cause che stanno riducendo il numero di questo esemplari in tutti mari del mondo. In primo luogo i siti di nidificazione, poi l’interferenza dell’uomo su esemplari sub adulti e adulti per le attività di pesca professionale e sportiva, la stessa navigazione, lo sversamento in mare in sostanze pericolose, di inquinanti chimici o materie plastiche rappresentano le cause principali delle grandi quantità di tartarughe marine spiaggiate lungo le coste, anche pugliesi. Appare urgente quindi una politica coordinata che definisca azioni stringenti in materia da parte di tutte le amministrazioni interessate”.

“La Regione Puglia – ha sottolineato Pisicchio – insieme ad altre Regioni italiane e ad altri Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, riveste un importante ruolo nella salvaguardia di queste specie. Con la deliberazione di giunta regionale del 6 ottobre 2009 la Puglia ha aderito al Piano d’azione Nazionale per la conservazione delle tartarughe marine che prevede una collaborazione nell’ambito del monitoraggio e della gestione delle popolazioni di tartarughe al fine di individuare una strategia comune e condivisa di intervento. Inoltre, negli ultimi anni la Regione ha avviato una ricognizione dei centri delle strutture che si occupano di recupero e soccorso delle tartarughe marine in Puglia”.

“Vorrei ricordare – ha concluso l’assessore– che la Regione ha anche finanziato il progetto MySea proposto dal Comune di Manfredonia con i fondi POR 2014–2020. Il progetto vuole razionalizzare e coordinare, a livello regionale, le numerose e diverse attività inerenti alla tutela e alla conservazione delle tartarughe marine con l’obiettivo di costruire una propria Rete di Centri recupero delle tartarughe marine, che consentano di raccogliere, gestire e divulgare le informazioni e le conoscenze necessarie alle azioni di conservazione e degli aspetti del ciclo di vita della specie.”

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Commenti (1)

  • Frequento il mare sin da quando ero ragazzino,ho visto nascere la riserva di torre guaceto, le tartarughe morte si sono sempre viste ne ho trovate di grandi e piccole, le seconde quasi sempre a seguito di mareggiate,(, tutte le volte quando stato possibile, avvisato chiamato le dovute competenze marine,) ancora oggi frequento il mondo immerso e secondo me si sta esagerando con l estinzione delle tartarughe, ci sono. Certo non si ha più l acqua pulita sana di una volta, la spazzatura specie sacchi di plastica che finiscono in mare sono trappole per le povere tartarughe ma non a livelli da estinzione.

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