Un violino e Bella Ciao per l'ultimo saluto a Vittorio Bruno Stamerra

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...
 

BRINDISI - Una nitida mattinata di sole sino alla fine delle esequie. I colleghi di sempre, gli estimatori, le persone più vicine, le autorità venute semplicemente in veste di amici come il procuratore generale Antonio Maruccia, alcuni sindaci tra i quali quello della città, Riccardo Rossi. I compagni. L'addio non solo al giornalista che meglio di tutti ha raccontato Brindisi, che ha diretto in maniera autorevole il quotidiano dell'area ionico-salentina dal 1981 al 1996, ma anche all'uomo di cultura perchè per diffondere conoscenza si era cimentato con la ricerca storica e la pubblicazione di libri di altri ma anche in parte suoi, fondando una piccola casa editrice senza però mai lasciare la strada maestra del giornalismo, diventando uno dei fondatori ed editori di un giornale telematico, il nostro. Vittorio Bruno Stamerra ha fatto tanto che non poche sue idee sono rimaste irrealizzate, e stamani sul sagrato della chiesa di San Paolo Eremita l'impegno, la riflessione, erano rivolte alla possibilità di dare loro seguito.

In questo caso, la morte non è la fine dell'opera. Vittorio Bruno Stamerra non lascerà la scena. Se ne è andato come avrebbe voluto lui, con la musica lieve ma potente di un violino che lo ha accolto all'arrivo in chiesa con l'Internazionale, colonna sonora della storia del movimento operaio mondiale, e all'uscita con Bella Ciao, struggente ma ormai sempre più simbolo di chi ovunque chiede giustizia sociale, tutela dell'ambiente, diritti. Qualcuno ha detto che un giornalista privo di ideali sarebbe un sepolcro imbiancato, perchè gli ideali devono un mezzo per leggere e raccontare le vicende umane e non per prevaricare o modificarne il loro svolgimento reale. Vittorio Bruno Stamerra era un uomo di sinistra, socialista da sempre, ed era una persona e un professionista aperto, curioso e tollerante, ma non certo accomodante con quella che si potrebbe definire la sua parte politica, come ampiamente dimostrato dalla sua produzione critica.

Tornerà presto a Tuturano, nel piccolo cimitero di questra grande frazione agricola di Brindisi, dove è nato 77 anni fa e dove la sua famiglia ha una piccola cappella. E' sempre andato fiero delle proprie origini, erano una delle ragioni di scherzose polemiche con gli amici più cari, ma certamente una parte fondamentale della sua storia personale. Si parlerà ancora di lui, in futuro: parlerà ciò che materialmente ha lasciato, naturalmente, che come già detto non è affatto poco. Solo che questa volta toccherà agli altri, mentre lui finalmente se ne starà in pace, lontano da telefoni che squillano, montagne di documenti da leggere, centinaia di pagine da scrivere, computer che fanno le bizze, grane da risolvere. Non sappiamo cosa ci sia "dopo". Se Vittorio ha avuto una possibilità di scelta, ha certamente chiesto un po' di libri e una barca, nel mare della sua città. (Marcello Orlandini)

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Potrebbe Interessarti

  • video

    Spaccata e spari contro le guardie giurate a San Pietro Vernotico

  • video

    Il vigile del fuoco Dal Bono va in pensione: l'emozionante saluto dei colleghi

  • video

    Rapina al portavalori, caccia ai banditi con le tute bianche

  • video

    "Tagliati assistenza domiciliare e assegno di cura a mio figlio totalmente disabile"

Torna su
BrindisiReport è in caricamento