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Le api, specie in pericolo: ecco come proteggerle, e come proteggersi

 

BRINDISI - “Se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra, all’uomo non resterebbero che 4 anni di vita” (Albert Einstein). Il 20 maggio è la giornata mondiale delle api voluta dall’Onu. La Coldiretti lancia un allarme: la raccolta del miele è praticamente azzerata. Le api infatti stanno mangiando il miele per poter sopravvivere ai cambiamenti climatici. BrindisiReport ha intervistato Andrea Turrisi, un apicoltore brindisino, che ci ha permesso di filmare uno dei suoi interventi e ha spiegato come agire quando le api nidificano in luoghi che potrebbero risultare scomodi o a rischio per gli esseri umani.

Negli ultimi anni la Polizia Locale e gli stessi apicoltori hanno registrato un aumento esponenziale di richieste di intervento per la rimozione di sciami o nidi. Spesso i meno esperti confondono le api con altre specie di insetti come le vespe o i ben più pericolosi calabroni. Andrea Turrisi illustra le differenze e sottolinea che in presenza di api bisogna subito avvertire la Polizia locale (e non i vigili del fuoco, che dall’1 gennaio non possono più intervenire) che coordinerà l'azione con l’Asl e l’apicoltore.

Chi interviene autonomamente e in modo errato, potrebbe rischiare anche sanzioni penali: le api d'altronde sono una specie protetta. Lo stato di agitazione delle api, la loro presenza nei centri abitati e l’azzeramento della produzione di miele è la conseguenza dei cambiamenti climatici e di un uso smodato della chimica nelle campagne.

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