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Punto Luce: "Il futuro dei lavoratori non sia deciso da un'associazione privata"

 

Il destino dei cinque lavoratori della cooperativa Amani in servizio presso il Punto Luce del rione Perrino è stato al centro di un incontro con il sindaco, Riccardo Rossi, svoltosi stamani (mercoledì 24 giugno) presso il Comune di Brindisi. Si tratta degli unici lavoratori esclusi dall’ordinanza tramite la quale i servizi sociali del Comune di Brindisi sono stati prorogati fino al 31 marzo. La vertenza riguarda una struttura rivolta a minori e famiglie, gestita da due cooperative sociali, la Santi Pietro e Paolo, finanziata da Save the Children, che durante l’emergenza Covid ha continuato la sua attività in modalità agile, e la cooperativa Amani, che gestisce una parte dello stesso servizio attraverso un appalto comunale.

I lavoratori della Amani sono in cassa integrazione dallo scorso 11 marzo. Quattro di loro, accompagnati dal segretario generale del sindacato Cobas, Roberto Aprile, si sono confrontati con il primo cittadino. L’amministrazione comunale ha proposto come unica soluzione il reinserimento in altri servizi sociali, a partire dal mese di luglio. Questo, però, non soddisfa affatto i lavoratori, che tramite Roberto Aprile si appellano a Save the children affinché il Punto Luce, servizio di grande importanza in quartiere gravato da grosse problematiche sociali, possa ripartire a pieno regime, includendo anche la cooperativa Amani. 

“I lavoratori esclusi - si legge in una nota del Cobas - non solo hanno partecipato alla nascita del servizio in questione, mettendo a disposizione professionalità ed esperienza, ma hanno costruito delle relazioni con minori e famiglie che, non si possono interrompere da un giorno all’altro. I quattro dipendenti Amani, rappresentano un patrimonio inestimabile per il tessuto sociale di questa città, che non può essere sostituito da volontari, come già accaduto durante l’emergenza Covid, per cui troviamo inaccettabile che il loro futuro possa essere deciso da una associazione privata, quale Save the Children”.

Il sindacato dei CObas chiede che la situazione sia rivalutata dalle parti e che l’amministrazione possa trovare un punto d’incontro con Save the Children, al fine di ristabilire gli equilibri del servizio. L’organizzazione sindacale manifesta inoltre forte preoccupazione per ciò che accadrà a fine luglio 2020 non solo per Punto Luce ma per tutti i servizi sociali. “Dall’1 Aagosto – si legge nel comunicato - si prevedono ulteriori tagli del 20%, su bandi di gara, che graveranno sulle spalle delle cooperative e di conseguenza, sulla qualità dei servizi erogati e sugli stipendi dei lavoratori. Insomma una macelleria sociale dove vengono quasi cancellati i servizi sociali per i cittadini. Un predissesto economico del Comune che contiene 40 milioni di potenziale contenzioso sui 56 totali che cancellano diritti costituzionali, chiediamo fortemente altre scelte”.

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