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Brindisi, Parco Bove: i momenti drammatici dello sfratto e l'intesa finale

Giornata convulsa al rione Paradiso, dove una famiglia si è opposta a una ordinanza di sgombero del tribunale

 

Un operatore della Brindisi Multiservizi viene chiamato per forzare la porta di ingresso, ma si rifiuta di svolgere tale compito, data la presenza all'interno dell'immobile di due bambini, e se ne va dopo aver lasciato un piede di porco davanti all'uscio. Una donna, barricata in casa, si oppone con forza allo sgombero della sua famiglia e simula il gesto di tagliarsi le vene dei polsi con un coltello, mentre il compagno lancia del liquido infiammabile dalla veranda dell'abitazione. Poi l'inizio di un confronto con l'assessore agli Affari legali del Comune di Brindisi, Mauro Masiello, preludio dell'intesa trovata nel pomeriggio.

E' stata una giornata densa di emozioni, caratterizzata anche da momenti drammatici, quella che si è vissuta oggi in parco Bove, al rione Paradiso, dove una famiglia composta da due giovani genitori e due bambini si è opposta a un provvedimento di sfratto emesso dal tribunale di Brindisi. Numerosi uomini della Polizia Locale e della Polizia di Stato, con il supporto dei vigili del fuoco e del personale del 118, hanno presidiato l'area dalle 9 fino al pomeriggio inoltrato, quando la situazione si è normalizzata. 

La famiglia, infatti, ha accettato il trasferimento provvisorio presso un residence nel centro di Brindisi, a spese del Comune di Brindisi, che sarà seguito da un ulteriore trasferimento, in programma il prossimo 1 luglio, presso la struttura di accoglienza Casa Betania. Tutto questo in attesa di trovare un appartamento in affitto, con l'impegno dell'amministrazione comunale di coprire parte del canone di locazione. 

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