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Centro per l'Impiego: la fila infinita della speranza e della frustrazione

 

BRINDISI - Chissà se ci sarà la riforma dei Centri per l'Impiego annunciata dal ministro del Lavoro nonché vicepremier Luigi Di Maio, passo indispensabile anche per attuare la tanto discussa operazione del reddito di cittadinanza. Ci vorrebbero due miliardi, per adeguare i centri. Intanto la gente attende in fila. Da giorni, dalla notte, da ore.

Gli sportelli sono pochi per fronteggiare le decine di cittadini in cerca di lavoro, di certificati, di attestazioni. Quasi tutti hanno urgenza, sono stanchi, cominciano a mettersi in coda di notte. Ma l'ufficio di Brindisi non può trattare più di 60 utenti al giorno. Se sei sessantunesimo devi ricominciare tutto daccapo il giorno dopo. I responsabili del servizio a Brindisi, Provincia inclusa, ci dicono che non possono rispondere alle nostre domande, perchè necessitano di una autorizzazione preventiva dal direttore regionale.

Il ministro Di Maio però ha  detto recentemente che il buon funzionamento dei Centri per l'Impiego è fondamentale anche per combattere il caporalato. Ma qui tutto va a rilento: nel lavoro, nella sanità, nei servizi sociali. Qui è Sud. Cosa accadrà se a marzo, come promette il governo, sarà attuata la prima fase dell'assegnazione del reddito di cittadinanza, se la situazione di partenza è questa? Vedremo a Brindisi file di centinaia di cittadini dal cuore della notte? E al Nord, come se la passano, come sono organizzati?

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