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Rita Sverdigliozzi, il nuovo dirigente della Squadra mobile esperta in investigazioni

 

BRINDISI – “Caparbia” e “determinata”, “professionista nel settore dell’attività investigativa”, è stata definita così la nuova dirigente della Squadra mobile di Brindisi dal questore Ferdinando Rossi, Rita Sverdigliozzi, durante la presentazione ufficiale del suo nuovo incarico nella questura di Brindisi. Proviene dalla Questura di Pisa dove ha svolto analogo incarico e prende il posto di Antonio Sfameni trasferito a Messina.

“Il mio predecessore, che non conosco personalmente, mi ha fornito indicazioni utili però credo che solo l’esperienza diretta sul territorio mi permetterà di vedere e conoscere le problematiche del territorio stesso”.

Rita sverdigliozzi mobile brindisi-2

“Brindisi è una città parecchio “calda” diversa da ciò a cui sono abituata e mi serve il tempo di conoscerla e di conoscere le istituzioni presenti. Sono convinta dell’importanza di lavorare in rete con ciò che offre il territorio. Adesso sono in una fase di esplorazione e conoscenza, ringrazio il questore e i colleghi per la bella accoglienza”.

Rita Sverdigliozzi, originaria di Campobasso, mamma di due bambine, è entrata in Polizia nel 2003 come ispettore nella Sezione antidroga della Squadra mobile di Roma, dopo aver vinto un concorso. Prima di questa esperienza che le ha cambiato totalmente la vita, insegnava matematica alle elementari, sempre nella capitale. Successivamente ha vinto il concorso per commissari, frequentando il 98° corso di formazione, nell'ambito del quale ha conseguito il master in Scienze della sicurezza presso l'università "La Sapienza" di Roma.

Nel suo curriculum, inoltre, vanta tre lauree: Giurisprudenza e le specialistiche in Scienze dell'investigazione e in Scienze delle pubbliche amministrazioni. Prima di Pisa è stata alla Questura del Verbano Cusio Ossola, la sua prima assegnazione da funzionario, dove ha trascorso 3 anni nei quali ha ricoperto per un breve periodo l'incarico di dirigente delle Volanti, successivamente quello di dirigente del Commissariato di Omegna ed infine dirigente Squadra mobile ove ha condotto diverse indagini di polizia giudiziaria.

Nel 2017 balzò agli onori della cronaca per aver bloccato e arrestato un ladro che aveva tentato di rubarle la borsa dall’auto mentre era ferma al semaforo. Riuscì a farlo cadere e immobilizzarlo, era al primo mese di gravidanza. Un’esperienza che oggi ha commentato così: “Se ci avessi ragionato forse non lo avrei fatto, però secondo me per vedere come uno reagisce ti devi trovare, io ho reagito così ed è andata bene” .

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