Leonardo genio imperfetto: Sgarbi conquista il teatro Verdi

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Il sorriso della Gioconda? Nessun enigma. Nessun mistero. Solo il sorriso gioioso di una donna che posa davanti a un pittore circondato da una combriccola di cantanti e musicisti. Questo e altri falsi miti sulla vita e sulle opere di Leonardo da Vinci sono stati sfatati da Vittorio Sgarbi, sul palcoscenico del teatro Verdi.

Per più di tre ore il noto critico d’arte è riuscito a catturare l’attenzione del pubblico (dalla platea alla galleria, pochissimi i posti liberi) parlando di quello che forse è il più grande artista della storia dell’umanità. Ieri sera è andato in scena il secondo capitolo del filone rinascimentale iniziato nel 2018 con Michelangelo, di cui Sgarbi ha parlato circa un anno fa al pubblico del Verdi, e che proseguirà con Raffaello nel 2020, a 500 anni dalla morte.

Su un maxi schermo sospeso al centro del palco, fra due installazioni che richiamavano le cornici di un quadro, sono stati proiettati in alta definizione i capolavori del genio toscano e quelli di altri artisti, dal Rinascimento fino ai nostri giorni, che sono stati influenzati o in qualche modo hanno tratto ispirazione dalla sua arte.

La narrazione si è articolata in quattro atti intervallati, per pochi minuti, dalle note del violinista Valentino Corvino. Nella prima mezzora dello spettacolo Sgarbi non ha resistito alla tentazione di divagare dal Rinascimento all’attualità, esprimendo forte disappunto per la povertà di iniziative culturali che a sua dire accompagnerà l’anno di Matera Capitale europea della cultura.

Il racconto di Leonardo parte dallo schizzo di un paesaggio realizzato negli anni della giovinezza, quando girava per l’Italia alla ricerca di scorci incontaminati. Poi una carrellata di opere d’arte esposte nei più importanti musei del mondo, dalla Vergine delle Rocce alla Dama con l’ermellino, passando al celeberrimo Cenacolo. Dulcis in fundo, il ritratto di Monnalisa, descritto come mai nessuno aveva fatto.

Sgarbi ha parlato di un Leonardo che ha sublimato l’imperfezione, lasciando volutamente incompleti i suoi lavori. Partendo dalla biografia del Vasari (1511-1574), il deputato si è addentrato nel complesso mondo dell’artista rinascimentale, rievocando aspetti e sfaccettature della sua indole poco noti ai non addetti ai lavori. E le tre ore e 10 di spettacolo, così, sono volate. Alla fine, applausi a scena aperta.

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