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David e il viaggio in Alaska: "Amiamo l'avventura, ma non siamo degli sprovveduti"

 

La passione per i viaggi lo ha portato al campo base del monte Everest, in Islanda e Namibia. Con i suoi amici, il brindisino David De Giorgio, disegnatore meccanico che da 15 anni risiede a Modena, si trovava fino a un paio di giorni fa sulle nevi dell’Alaska, immerso in una natura selvaggia e incontaminata.

In sette (tre ragazzi di Roma, uno di Fano, un barese e un fiorentino, oltre al brindisino) si sono messi sulle tracce del “magic bus” di Christopher McCandless, l’escursionista americano che nel 1992 morì durante un’avventura in solitaria, ispirando la trama del film “Into the wild”. La loro vicenda è stata raccontata da numerosi media americani e italiani, a causa di piccolo imprevisto che ha riguardato proprio David. Ma la questione è stata ingigantita rispetto alla sua reale portata. E’ lo stesso De Giorgio a raccontare a BrindisiReport come sono andate le cose.

“Una mattina – afferma il 35enne – mi sono svegliato con un alluce gonfio, che mi impediva di indossare lo scarpone. A quel punto abbiamo contattato le autorità dell’Alaska, che ci hanno prelevato con delle motoslitte. Ho trascorso meno di un’ora in ospedale per le cure del caso. Poi abbiamo ripreso il cammino”. David rimarca come lui e i suoi amici non siano degli sprovveduti. “Prima di iniziare questa escursione – afferma – abbiamo stipulato una polizza assicurativa e abbiamo informato i ranger del posto, adottando tutte le precauzioni del caso". 

Una volta concluso il viaggio, la comitiva ha preso un volo alla volta di Dublino. Nelle prossime ore rientreranno in Italia. “Siamo dei ragazzi – dichiara David – a cui piace l’avventura. Quella in Alaska di sicuro non è l'ultima"

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