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Volontari tra un mare di rifiuti e un mare di tartarughe morte

 

BRINDISI - #PuliAmoIlMare, “Al mare d’inverno contro un mare di plastica” è il titolo dell’iniziativa promossa a Brindisi da un gruppo di cittadini e associazioni (Fare Verde, WWF Brindisi, No al Carbone, Gli amici di Snoopy, Cooperativa Serapia) che oggi 27 gennaio 2019 si sono dati appuntamento alle 9 alla Torre di Punta Penne per ripulire il tratto di costa attorno a questo tratto di scogliera, compreso nel parco comunale di Punta del Serrone.

L’iniziativa ha riscosso successo, erano presenti consiglieri comunali di vari schieramenti, ma erano presenti anche tanti brindisini che da anni puliscono le spiaggia anche in totale autonomia, per spirito civico ed amore sincero e concreto per il proprio mare.

Tra i volontari abbiamo incontrato anche diversi cittadini stranieri tra i quali Eden, una ragazza etiope che si è unita al gruppo assieme a Livia Dell’Anna (consigliera comunale di Ora tocca a Noi). Eden fa lunghe passeggiate lungo la costa e ama la nostra città, come tanti altri funzionari della base delle Nazioni Unite che hanno aderito alla giornata di pulizia di Punta del Serrone.

Durante l’attività di raccolta sono state individuate tre carcasse di tartarughe arenate sugli scogli. BrindisiReport era presente e ha intervistato Alessandro Barba, che ha confermato la frequenza di questi rinvenimenti. Barba ha indicato nella concentrazione sempre più allarmante di plastiche in mare una delle cause principali della strage di Caretta caretta.

Il fenomeno sta diventando sempre più grave, e alla ingestione di plastiche che può provocare il soffocamento dell’animale, oppure la lenta morte per occlusione dell’intestino, vanno aggiunti le reti da pesca e i palamiti che imprigionano a fondo le tartarughe causandone l’annegamento se non intervengono in tempo i pescatori, l’impatto con navi e imbarcazioni da diporto, l’inquinamento, mentre resta da indagare l’effetto sulle Caretta caretta dell’uso degli air-gun da parte delle compagnie che effettuano le prospezioni petrolifere (le tartarughe marine viaggiano orientandosi grazie ad un’alta capacità di percezione dei campi magnetici).

Riguardo la marea dei rifiuti che finiscono sulla nostra costa, va ricordato che la maggior parte è frutto di scarichi illegali in mare da parte di navi e pescherecci, esattamente come per i reflui di lavaggio delle cisterne delle petroliere. La rotazione antioraria delle correnti nel Canale d’Otranto trasporta queste chiazze di materiali galleggianti sulla costa meridionale della Puglia, e basta una mareggiata per vanificare la generosa attività di raccolta volontaria.

Per affrontare adeguatamente il problema occorrono progetti, attività frequenti, programmate e finanziate, in attesa del bando delle plastiche monouso e di una maggiore efficacia sia dei controlli in mare che delle sanzioni contri gli inquinatori abituali o occasionali.

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