Sempre più giovani si rivolgono alla Caritas di Brindisi: il dramma dei nuovi poveri

Videointervista a don Piero De Mita, responsabile della Caritas di Brindisi, la cui mensa prepara ogni giorno quasi 250 pasti per persone che vivono in stato di indigenza, grazie al supporto di centinaia di volontari

Le buste cariche di viveri per le famiglie indigenti, nella cucina della Caritas di Brindisi

BRINDISI – Anche Brindisi deve fare i conti con un fenomeno che ormai da anni sta emergendo in tutta la sua drammaticità a livello nazionale: i nuovi poveri sono i giovani d’età compresa fra i 15 e i 24 anni. Sono sempre di più i ragazzi, fra cui tanti minorenni, che ogni giorno chiedono aiuto alle parrocchie. Spesso non lo fanno direttamente loro. Sono i genitori, in particolare le mamme, a rivolgersi alle comunità parrocchiali per trovare un lavoro ai figli. Non si va alla ricerca di chissà quale impiego. In molti si accontenterebbero anche di lavare le scale o di prestare assistenza agli anziani, racimolando quanto basta per arrivare alla fine del mese. E’ la Caritas diocesana di Brindisi-Ostuni ad avere il polso della situazione.

LA VIDEO INTERVISTA A DON PIERO DE MITA

La redazione di BrindisiReport ha incontrato il direttore dell’ente benefico, don Piero De Mita (foto a destra), parroco della chiesa “CuoreDon Piero De Mita-2 Immacolato di Maria” del rione Perrino, all’interno della mensa di via Conserva.

Sono le ore 11,30. L’acqua già bolle nelle pentole. Una decina di volontari è al lavoro in cucina. Su un tavolo si cominciano ad accumulare i sacchi con i pasti del giorno destinati alle famiglie, gran parte delle quali brindisine.

Don Piero non ama i numeri, perché le fredde statistiche smussano il dramma che si cela dietro a ognuna delle persone che senza l’aiuto della Caritas non riuscirebbe a mettere insieme il pranzo con la cena. Qualche cifra, però, va snocciolata, per rendere l’idea del fenomeno. Sono circa 250 i pasti preparati ogni giorno dalla Caritas. Fra i 60 e i 70 i commensali accolti quotidianamente. Fra di essi ci sono extracomunitari, disoccupati, pensionati, divorziati, uomini affetti da ludo patia (“azzardo patia”, preferisce definirla Don Pietro) che sperperano i loro risparmi nelle sale giochi.

E a questa schiera di sfortunati si stanno aggiungendo anche loro: ragazzi cresciuti in famiglie disagiate che abbandonano la scuola in età adolescenziale e non riescono a trovare il loro posto nella società. E’ la solitudine (come spiegato da don Piero nella videointervista a corredo dell’articolo realizzata da Salvatore Barbarossa) il dramma dei nuovi poveri. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale che affonda le sue radici nella mancanza di lavoro.  

Basti pensare che il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni lo scorso dicembre, come attestato dall’Istat, ha toccato quota 40,01 per cento per cento, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente: il livello più alto da giugno 2015. Questi dati “descrivono – come si legge in una relazione della Caritas nazionale pubblicata nel 2016 - una povertà che potrebbe definirsi inversamente proporzionale all’età, con la prima che tende a diminuire all’aumentare di quest’ultima”.

La Caritas di Brindisi-2"E' cresciuto il numero di coloro che - afferma don Piero - né lavorano, né si formano. Con un abbandono sempre più prematuro della scuola e un ingresso sempre più ritardato nel mondo del lavoro, abbiamo famiglie che hanno al loro interno giovani che si trovano in questa situazione. Questo è uno dei dati più scottanti di cui si parla poco".

Don Piero pone inoltre l'accento, come detto, sull'"azzardo patia". "Una povertà trasversale - afferma il parroco - che interessa tutti: i giovani, le donne, gli anziani". E poi c'è l'impoverimento del territorio. "Non bisogna dimenticare - dichiara ancora Don Piero - che il territorio diventa povero. Povero di inteliggenze. Povero certe volte di solidarietà. Povero di persone che magari peferiscono scegliere altri luoghi per vivere e anche per mandare avanti la propria esistenza. E questo è un problema di cui poco si parla". 

Antonio, uno dei parrocchiani della chiesa di San Lorenzo, collabora con la Caritas di Brindisi da anni. “Solo la mia parrocchia – afferma Antonio, dopo essersi allontanato per qualche minuto dai fornelli – assiste 90 famiglie del rione Sant’Elia. Altrettante famiglie si rivolgono all’altra chiesa presente nel quartiere (quella di Cristo Salvatore, ndr). Delle volte ci chiedono un contributo per pagare le bollette della luce e del gas. Quello che noi possiamo fare è consegnare delle buste piene di viveri”.

Sono centinaia i volontari che collaborano con le 17 parrocchie di Brindisi per aiutare (con donazioni in denaro, vestiario e generi alimentari) le famiglie indigenti. Le stesse parrocchie prestano servizio presso la mensa alternandosi con turni di tre giorni. E’ da 17 anni, da quando il refettorio si è trasferito in via Conserva, dalla sede originaria di via Madonna della scala, che funziona così. “Si fa quel che si può – afferma un volontario - per alleviare i disagi di chi si ritrova ai margini della società, nel tunnel della povertà. C’è sempre, però, una via d’uscita, anche se non è semplice trovarla”. 

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