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Martedì, 18 Giugno 2024
Animali

L'accoppiamento delle tartarughe marine: il rito nel porto di Brindisi

L'avvistamento da parte dei collaboratori dell'associazione Flow love, attivi nel progetto "Brindisi ColMare". Appassionati, biologi marini e guide naturalistiche sono costantemente impegnati nel monitoraggio dell'ecosistema marino del territorio

BRINDISI - Un evento emozionante si è verificato nei giorni scorsi nelle acque del porto di Brindisi: alcuni collaboratori del progetto Brindisi ColMare, impegnati in un'escursione di monitoraggio nelle acque del porto, hanno avuto il privilegio di assistere e riprendere due esemplari di Caretta caretta durante il loro rito di accoppiamento. Questo straordinario avvistamento, avvenuto nelle vicinanze del Castello Svevo, non solo è uno spettacolo naturale di rara bellezza, ma rappresenta anche un indicatore tangibile della vitalità e della resilienza dell'ecosistema marino locale.

Kayak vicino ad una tartaruga caretta caretta. Foto associazione ColMare

Durante le molteplici attività di monitoraggio svolte dall’associazione Flow love, all’interno delle acque marine di Brindisi sono stati registrati diversi avvistamenti. A luglio dello scorso anno gli operatori del progetto ColMare sono stati testimoni dell’avvistamento dell’accoppiamento di altri due esemplari, evidenza del fatto che Brindisi rappresenta una posizione strategica per molte specie. Il porto, con le sue acque calde e serene, offre un rifugio ideale per le tartarughe marine, permettendo loro di perdurare le specie in un ciclo di vita che inizia con l’accoppiamento, in primavera, e culmina con la deposizione delle uova (fino a 200, simili a palline da ping pong) nelle spiagge di nidificazione nella stessa zona in cui sono nate. Loro, infatti, possiedono un’eccezionale capacità di ritrovare la loro spiaggia di origine dopo migrazioni di migliaia di chilometri, grazie alla memorizzazione delle coordinate geomagnetiche del nido (fenomeno noto come filopatria) e ad altri segnali ambientali. Le uova vengono deposte in buche scavate con le zampe posteriori e vengono coperte per garantire una temperatura costante e proteggerle dai predatori. Con l’arrivo dell’estate, le pratiche come la pulizia meccanica dell’arenile possono turbare la nidificazione, per questo motivo è importante monitorare e attuare misure di protezione per evitare di compromettere la sopravvivenza delle future generazioni.

La durata dell’incubazione varia tra i 42 e i 65 giorni. Fattori come la temperatura e l’umidità del suolo e la granulometria della sabbia influenzano la riuscita della schiusa, e la temperatura del suolo determina anche il sesso dei nascituri. Tuttavia, la presenza di luci artificiali durante la schiusa delle uova può disorientare le tartarughine appena nate, deviandole dal loro percorso naturale verso il mare.

Questo ciclo vitale sottolinea l’importanza di proteggere le tartarughe marine e i loro habitat, per assicurare la sopravvivenza di queste meravigliose creature e il mantenimento dell’equilibrio ecologico marino.

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