Sabato, 19 Giugno 2021
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Sfratti Parco Bove: il segretario Cobas martedì davanti al gup

Udienza preliminare per Roberto Aprile. Il 7 luglio 2020 prese parte a una riunione fra il sindaco e il comitato dei residenti. Soddisfazione per la consegna delle case popolari

BRINDISI - Roberto Aprile, segretario provinciale del sindacato Cobas, martedì prossimo (11 maggio) si presenterà davanti al gup del tribunale di Brindisi nell’ambito dell’udienza preliminare di un procedimento a suo carico scaturito da una frase contro gli sfratti pronunciata durante una riunione del “Comitato degli abitanti di Parco Bove” con il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, svolta nel comune di Brindisi il 7 luglio del 2020. E’ lo stesso sindacalista ad annunciarlo, tramite un comunicato in cui esprime la sua soddisfazione per la consegna delle nuova case di edilizia residenziale pubblica realizzata in via della Torretta, per 50 famiglia che da decenni risiedono proprio nelle fatiscenti abitazioni di parco Bove, al rione Paradiso. Il sindacalista deve rispondere del reato di istigazione a delinquere, punibile con una pena da un minimo di uno a un massimo di 5 anni di reclusione, per una frase pronunciata in quella circostanza. 

“Alla posizione espressa dal Comune di Brindisi in quella riunione – si legge in una nota del Cobas - di assegnare solo a 13 famiglie su 30 una casa c’era stata una frase di Roberto Aprile in cui affermava simbolicamente la volontà di resistere agli sfratti che si stavano programmando”. Il sindacalista a ogni modo “non patteggerà nulla perché non ha nessun motivo per patteggiare”.
“Il responsabile Cobas - si legge nella nota del Cobas - è fiero di aver condotto una lotta vincente con delle chiare linee guida della protesta fin dal primo momento, che oggi sembrano essere invece il fiore all’occhiello della Amministrazione: assegnare le case ai residenti di Parco Bove, radere al suolo Parco Bove, dare nuova vita al quartiere Paradiso, cancellare una vergogna abitativa”.

“Il Cobas ha sostenuto la lotta dei residenti di Parco Bove – prosegue la nota - riuscendo a cancellare l’ultima vergogna di baracche esistenti nella nostra città, fatta di persone che si sono ammalate in quelle case fatiscenti, di una politica che li ha presi in giro per sessanta anni. La difesa degli ultimi per il Cobas e di chi lo rappresenta oggi è una storia che viene da lontano, dalle occupazione di case nel 1973 a Sant’Elia, dalla lotta delle baracche alla Corea del 1978 a quelle di oggi di Parco Bove. Non abbiamo nulla di cui rimproverarci, mentre c’è sempre qualcuno che cerca di trovare il pelo nell’uovo nel tentativo di bloccare le battaglie di civiltà, ma i fiumi non si possono fermare”. 

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