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Domenica, 23 Giugno 2024
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Conversione Cerano, i sindacati: "No a spot elettorali, Brindisi chiede lavoro"

Il riutilizzo degli spazi della Federico II è stato annunciato dal ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Matteo Salvini, in visita presso la città. Cgil e Uil evidenziano dei punti di forte criticità rispetto alle prospettive occupazionali

BRINDISI - I pannelli fotovoltaici prodotti da Enel a Catania saranno assemblati a Cerano per poi essere installati lungo la rete ferroviaria nazionale, gestita da Rfi. Questo il progetto per il riutilizzo del sito di Cerano, in vista della dismissione della centrale Federico II. Lo ha annunciato ieri (3 giugno) il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Matteo Salvini, durante un incontro con la stampa, i sindacati e le istituzioni sociali, che si è svolto presso il Comune di Brindisi. Non sono mancate le dure reazioni del mondo sindacale. 

Cgil: "No a spot, serve lavoro"

"Nonostante le grandi aspettative, il ministro Salvini ha deluso le speranze di lavoratori e cittadini brindisini, confermando che il governo non ha ancora un progetto definito per la chiusura della centrale Enel di Cerano - si legge in una nota della Cgil Brindisi a firma del segretario generale Antonio Macchia -. Gli accenni a un presunto piano industriale, a filiere produttive e a investimenti decennali sono rimasti vaghi e senza alcun dettaglio concreto. La realtà è che non esiste un piano industriale, non ci sono filiere e tantomeno un progetto chiaro che possa garantire una vera transizione energetica e occupazionale per il nostro territorio".

Le ripercussioni della chiusura della centrale Enel di Cerano sono già gravissime e stanno mettendo in ginocchio l'economia locale, causando una profonda crisi occupazionale. La situazione attuale sta generando una serie di effetti negativi a cascata che colpiscono non solo i lavoratori direttamente impiegati presso l’impianto, ma anche l’indotto che per decenni ha fornito supporto e servizi all’Enel. Eppure, il governo continua a fare annunci ad effetto senza contenuti, insultando l'intelligenza di una comunità che merita risposte serie e tempestive. L'atteggiamento del ministro Salvini e dei rappresentanti di Enel e Rfi presenti alla conferenza stampa è stato un esempio lampante di qualunquismo politico, senza alcuna considerazione per le reali necessità dei lavoratori e delle loro famiglie.
 

Uil: "Brindisi un 'nodo', non protagonista"

"Qualsiasi investimento si possa prevedere per la città ed il territorio di Brindisi è da considerarsi una manna dal cielo ed ogni singolo investimento per il sindacato non può che essere considerato positivo in quanto portatore di lavoro, economia e benessere sociale - si legge in una nota di Uil Brindisi a firma del coordinatore Fabrizio Caliolo -. Per queste ragioni l’annuncio del ministro Salvini sulla volontà di far divenire Brindisi – e l’area di Cerano in particolare - un nodo importante nella filiera di produzione di pannelli fotovoltaici per la rete ferroviaria è considerato dal Sindacato una novità non trascurabile.Non nascondiamo che per le dimensioni ed il valore che rappresenta la vicenda Enel-Cerano ci saremmo aspettati che Brindisi potesse ospitare l’intera filiera di produzione-assemblaggio-logistica del settore mentre al contrario apprendiamo che tale investimento sarà in comune con l’area di Catania - prosegue la sigla nella nota -. Siamo costretti ad accontentarci prendendo atto che Brindisi è considerata dal governo italiano un 'nodo', non un territorio capace di darsi una identità propria, autonoma, caratterizzante nella transizione green".

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